Assemblea di Bologna. Verso un 8 marzo di lotta

Lo scorso weekend circa 1500 donne (e alcuni uomini) si sono riunite a Bologna per discutere come stare in piazza l’8 marzo. Quest’anno l‘8 marzo sarà una vera giornata di lotta internazionale delle donne. Il movimento di massa in Argentina contro la violenza di genere, il vittorioso ‘sciopero nero’ delle donne in Polonia contro la legge antiaborto e le manifestazioni storiche contro Trump negli Stati Uniti hanno dimostrato la volontà di milioni di donne di scendere in piazza per lottare contro la discriminazione di genere e in difesa dei propri diritti. Anche in Italia più di 200mila hanno manifestato il scorso 26 novembre, una delle più grandi mobilitazioni nazionali negli ultimi anni.

E’ in questo contesto militante che l’8 marzo quest’anno è stato designato giornata  dello sciopero globale delle donne. I preparativi sono già in atto in più di 40 paesi. Le forme di lotta possono variare – ci saranno scioperi (in Italia l’appello per uno sciopero generale ha ottenuto il sostegno dei sindacati di base)  insieme a manifestazioni, presidi, assemblee cittadine ecc. Come in tutte i movimenti recenti le donne saranno le protagoniste ma con un’importante solidarietà maschile.

Organizzata dalla coalizione Non Una di Meno, e con la partecipazione di donne provenienti da 400 gruppi diversi, l’assemblea ha discusso nei vari tavoli un piano antiviolenza e una piattaforma di rivendicazioni per le mobilitazioni dell’8 marzo (verrà pubblicata su blog di Non una di meno). Lavoro e welfare, percorsi di fuoriuscita della violenza, diritto alla salute sessuale e riproduttiva, educare alle differenze sono alcuni dei temi affrontati negli 8 tavoli di discussione.

Tornate  dall’assemblea, le ‘comunicatrici’ si attiveranno nel prossimo mese nel promuovere l‘8 marzo nei territori, nei posti di lavoro, nelle scuole e nelle università. In Italia i militanti di ControCorrente parteciperanno a queste mobilitazioni. Allo stesso modo gli attivisti del Comitato per un Internazionale dei Lavoratori (CWI), l’organizzazione internazionale di cui fa parte ControCorrente,  si attiveranno nei 50 paesi dove siamo presenti. I temi di mobilitazioni saranno diversi – la lotta per il diritto all’aborto in Irlanda, la battaglia contro la legge che depenalizza la violenza domestica in Russia – ma il messaggio sarà lo stesso: la violenza e la discriminazione di genere sono problemi strutturali connaturati alla società capitalistica e solo una lotta anticapitalista può porre le basi per una loro eliminazione.