Teramo appello al magnifico rettore

Oggi si sono svolti i Consigli di Facoltà e di Corso di Laurea per la facoltà di Giurisprudenza. Durante il consiglio è stata esposta la possibilità per gli studenti di partecipare al “bando di mobilità internazionale”, ovvero un progetto che vede per gli studenti di Teramo la possibilità di sostenere esami all’estero in università convenzionate, con rimborso delle spese di viaggio e una quota di mantenimento mensile di circa €600. Fra i paesi con i quali l’ Ufficio Mobilità e Relazioni Internazionali dell’ UniTe intrattiene rapporti e stipula accordi spiccano l’Iran e l’Ucraina.

Ora il quesito che pongo a tutti gli organi universitari, al Magnifico Rettore ed a tutti gli studenti è come sia possibile tutto ciò. Assordante il silenzio generale che viene fuori ogni qual volta si parli di Iran. Come può un’Istituzione come l’Università, la quale come primo principio ha l’istruzione e la formazione delle capacità critiche del soggetto, intrattenere rapporti con paesi che negano i diritti fondamentali dell’ uomo ed eludono qualsiasi principio democratico di libertà individuale. Come può una facoltà come quella di Giurisprudenza, crogiolo di cultura e valori quali giustizia sociale, prendere atto con un tacito assenso senza porre avanti la questione morale e la questione politica dei diritti umani.

Come possiamo noi studenti non prendere una posizione a riguardo e mantenere il totale silenzio, e come possono le organizzazioni politiche presenti nell’ Ateneo non prendere posizione a riguardo. Ogni anno in Iran vengono uccise migliaia di persone solo perché oppositori politici, atei o omosessuali. L’Italia, un paese che si batte per le unioni civili in casa propria, dalla finestra stringe la mano a chi della libertà individuale e della democrazia ha fatto il suo primo nemico. Siamo noti per essere il paese delle contraddizioni, ma stavolta no. Non è possibile accettare il comune silenzio. Dopo l’umiliazione internazionale a seguito della visita di Rouhani, ed il comune sdegno per quanto avvenuto, sarebbe ipocrita non prendere posizione.

Certo, risulta molto più complesso prendere una posizione politica netta piuttosto che condividere qualche vignetta su un social, ma il ruolo di chiunque studi in questa facoltà è quello di garantire la giustizia sociale e vigilare affinché nulla possa ostacolare la Democrazia individuale nel rispetto dei principi Costituzionali. Intrattenere rapporti con questi regimi, ed il silenzio in questa circostanza, equivale ad una condivisione di quanto accade. Non macchierò le mie mani di sangue innocente versato da questi regimi con il silenzio. Intrattenere scambi culturali con paesi simili è paragonabile ad intrattenere scambi con la Corea del Nord.

L’unica differenza, è che in un caso regna il silenzio mentre in un altro caso si sarebbe subito gridato allo scandalo. Tanto spaventoso quanto profondo è il medesimo silenzio che regna quando si parla di Ucraina. Un paese dilaniato da una guerra, tenuta in piedi da vari paesi europei e non. Intrattenere rapporti con un paese dove il Governo in carica, quello di Kiev, è autoproclamato a seguito di un colpo di Stato non è accettabile. Governo che ha sostituito il proprio esercito regolare con un battaglione dichiaratamente neonazista, il Battaglione Azov, figlio di un’organizzazione estremista denominata Pravi Sektor (settore destro). Governo che ha istituito un programma di addestramento militare all’ interno delle scuole elementari. Governo che ha messo al bando, una serie di libri, che sequestra e dà alle fiamme. Governo che ha incendiato la Casa dei Sindacati, facendo bruciare vive decine di persone fra le quali dirigenti politici di organizzazioni d’opposizione. Con la presente si chiede ufficialmente al Magnifico Rettore dell’ Università degli Studi di Teramo ed all’ ufficio Mobilità e Relazioni Internazionali di annullare immediatamente qualsiasi scambio culturale e/o partecipazione a concorsi assieme a tali paesi, ricordando il ruolo Istituzionale e Democratico che l’Università e le cariche di competenza ricoprono.

In Fede
Pablo Ghaderi

PS: la presente è frutto di iniziativa e pensiero personale, non condiviso da altre persone. Nel rispetto di tutti è gradito il non collegamento fra quanto appena dichiarato, e l’Organizzazione Universitaria UDU-Te.