Mobilitiamoci contro la ‘Buona Scuola’ di Renzi!

La ‘Buona Scuola’ del governo Renzi non è riuscita a realizzare nemmeno uno dei tanti ‘miracoli’ promessi: salvare la scuola pubblica italiana da problemi come la precarietà degli insegnanti, l’insufficienza di fondi pubblici per mettere a norma le scuole fatiscenti e investire sull’offerta formativa, l’alleggerimento delle spese per il materiale didattico e la quota di iscrizione, tutt’altro che volontaria, che gravano sulle famiglie. Al contrario oggi la scuola pubblica è più che mai sotto attacco.

Sono decine di migliaia gli insegnanti che non hanno beneficiato del ‘piano straordinario di assunzioni’ che avrebbe dovuto svuotare le graduatorie a esaurimento, e va anche peggio a chi, stando in graduatoria, non ha fatto domanda di assunzione o ha rifiutato una cattedra fuori sede. Queste due categorie infatti sono condannate al depennamento dalle liste. La riforma ha provocato un vero e proprio esodo da Sud a Nord, si parla di più di 7 mila docenti costretti ad accettare posti di ruolo nelle scuole del Nord-Italia. Inoltre la ‘Buona Scuola’ ha dato inizio al processo di formazione delle scuole-azienda in cui gli insegnanti diventano sudditi di un preside-manager investito di poteri quasi assoluti nella gestione dell’organico, della mobilità del personale, delle assunzioni, delle supplenze e dell’offerta formativa, togliendo ogni potere decisionale agli studenti e agli insegnanti e al personale.

La riforma prevede il finanziamento da parte dei privati alle scuole e agli istituti più ‘meritevoli’ cioè a quelli che verranno ritenuti più ‘competitivi’ dal mercato, rafforzando la divisione tra scuole-azienda di serie A e di serie B. Come se non bastasse, il Governo ha anche deciso di stanziare più di 60 milioni di euro di sgravi per chi decide di mandare i propri figli nelle scuole private, fondi che si sarebbero dovuti investire nella messa in sicurezza degli edifici scolastici e nel potenziamento didattico e strutturale della scuola pubblica.

A questo attacco frontale al diritto fondamentale allo studio noi diciamo NO! Bisogna rispondere con una massiccia mobilitazione degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale ATA per difendere la scuola pubblica e per chiedere un’istruzione laica, gratuita, di qualità e accessibile a tutti!

Lottiamo per:

– Una scuola pubblica, laica, gratuita, di qualità e accessibile a tutti, in cui decidano studenti e lavoratori

– L’abrogazione di tutte le controriforme della scuola a cominciare dalla riforma Gelmini

– Un massiccio piano di investimenti dell’istruzione pubblica da finanziare con il 7% del PIL

– La gratuità del materiale didattico per gli studenti a basso reddito

– STOP ai soldi pubblici alle scuole private

– Via i privati dalle scuole! A decidere i programmi siano studenti e insegnanti

– L’eliminazione del lavoro gratuito (mascherato da stage) degli studenti in azienda

– L’immediata messa in sicurezza di tutti gli istituti scolastici fatiscenti

– L’assunzione immediata di tutti i precari e il rinnovo contrattuale per i lavoratori del settore

– Una scuola al servizio della crescita umana degli studenti e non delle logiche di mercato