Falsi miti: Madre Teresa di Calcutta

Domenica 4 Settembre è stata santificata madre Teresa di Calcutta. La missionaria cattolica era stata precedentemente beatificata da papa Giovanni Paolo 2 nel 2003. Si è detto e scritto moltissimo su questa suora sulla quale negli ultimi trent’anni è stato creato un vero e proprio mito che la presenta come la persona più buona del mondo, pronta sempre ad aiutare i più deboli e a prendersi cura del prossimo. Questo mito costruito dalla chiesa cattolica e dai suoi accoliti non corrisponde affatto alla realtà.

La ‘santa’ di Calcutta ha infatti tantissimi lati oscuri che numerosi giornalisti hanno ampiamente documentato. L’inchiesta del giornalista Christopher Hitchens ha dimostrato ad esempio come le condizioni igienico-sanitarie nei ricoveri di madre Teresa fossero pessime e questo malgrado il fatto che il suo ordine avesse un patrimonio di decine di milioni di dollari (solo madre Teresa gestiva un patrimonio pari a circa 50 milioni). Tutti questi soldi evidentemente non venivano investiti in cure mediche ma finirono probabilmente nelle tasche del vaticano. La giornalista olandese Linda Polman  ci ha lasciato la seguente testimonianza: “di fatto varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche… I finanziamenti che riceveva in cifre ingenti non li spendeva per l’ospedale ma li accumulava sul conto proprio”, secondo un gruppo di ricercatori dell’università di Ottawa 1/3 delle persone ‘curate’ sono morte senza ricevere cure mediche adeguate.

Ma non si tratta solo di una questione di soldi. Madre Teresa era convinta che la sofferenza dei poveri fosse positiva e avvicinasse a dio, Christopher Hitchen dichiarò che la suora pronunciò queste parole in sua presenza: “C’è qualcosa di meraviglioso nel vedere i poveri accettare la propria sorte… Il mondo ha parecchio da guadagnare dalla loro sofferenza”. Il fine di madre Teresa non era quello di alleviare le sofferenze dei poveri e tanto meno quello di combattere la povertà che anzi considerava positiva, il suo fine era convincere i poveri ad accettare la loro condizione e questo a tutto vantaggio del sistema capitalistico che è ben contento della passività delle sue vittime.

Madre Teresa inoltre aveva posizioni da fondamentalista cattolica, avversava i contraccettivi nell’atto sessuale ed era contraria all’aborto e ad ogni diritto delle donne. Ritirando il nobel per la pace affermò che l’aborto era la più grande minaccia per la pace nel mondo. Politicamente aveva posizioni reazionarie e ultraconservatrici, intrattenne  buoni rapporti con alcuni noti dittatori fra cui Jean-Claude Duvalier (despota di Haiti) dal quale ricevette la Legione d’onore nel 1981; rese inoltre omaggio alla tomba del dittatore stalinista albanese Enver Hoxha malgrado il fatto che fra i tanti crimini del dittatore albanese ci fu quello di imporre l’ateismo di stato e abolire la libertà di culto per milioni di albanesi,compresi i cattolici.

Evidentemente per la ‘santa’ l’opportunità politica contava di più della sua fede. Madre Teresa non fu una santa ma una reazionaria che chinò sempre il capo davanti al potere e giustificò le peggiori ingiustizie sociali confermando quello che è il ruolo della chiesa cattolica, cioè quello di difendere ideologicamente il capitalismo e i suoi crimini. I veri ‘santi’, ammesso che ce ne siano, sono altri.

Massimo Amadori