7 Ottobre studenti in piazza contro il governo

La giornata di ieri ha visto la partecipazione di decine di migliaia di studenti in parecchie decine di cortei che sono sfilati per le strade delle principali città italiane. Da Milano a Palermo, da Roma a Firenze, da Napoli a Bologna gli studenti sono scesi in piazza contro la riforma ‘buona  scuola’ entrata in vigore nel luglio nel 2015 e contro l’introduzione degli ‘stages gratuiti’ con il meccanismo dell’alternanza scuola-lavoro che regala manodopera gratuita alle aziende.

Oltre a contestare la ‘buona scuola’ gli studenti erano in piazza contro la precarietà e lo sfruttamento del lavoro giovanile istituzionalizzato con  l’odioso Jobs Act che permette alle aziende di utilizzare i giovani precari come fazzoletti usa e getta. Nei cortei che hanno attraversato i centri storici blindati dalle forze dell’ordine era chiara e palpabile la volontà del movimento studentesco di non voler essere assoldato per nessuna battaglia politica particolare. In molti cortei la parola d’ordine era ‘Siamo la generazione ingovernabile’ a testimonianza della volontà dei giovani di non essere arruolati in battaglie di parte.

A manifestare erano per lo più studenti giovanissimi alle prime armi, studenti disposti a costruire nelle proprie scuole un rapporto di forza favorevole a loro stessi. Negli ultimi anni il movimento studentesco ha subito una battuta d’arresto, le lotte generose e radicali degli scorsi anni non sono riuscite ad arginare nessuna delle controriforme che la classe dominante ha introdotto nei confronti della scuola e dell’università. Questa situazione ha prodotto un sentimento di debolezza e di impotenza in un settore di movimento studentesco. La debolezza del movimento degli studenti è d’altro canto il segnale e la conseguenza della debolezza generale del movimento dei lavoratori. Oggi l’impressione è che si stia lentamente sviluppando anche nel nostro paese una maggiore propensione alla lotta e alla mobilitazione innanzitutto tra i più giovani.

Ovviamente siamo solo alle prime battute, il movimento studentesco è ancora attraversato da importanti contraddizioni prigioniero com’è di quelle strutture studentesche nazionali legate ad un progetto riformista e moderato del tutto incapaci di costruire mobilitazioni attorno a contenuti precisi. Tuttavia, l’impressione è che oggi queste strutture stiamo lentamente cedendo presa a quelle forze, quei collettivi, quelle strutture di studenti autorganizzate viste dai giovani come strumenti in grado di portare avanti le loro istanze.

Il movimento studentesco deve riorganizzarsi, attorno a parole d’ordine chiare e attorno a rappresentanti che dimostrino innanzitutto di voler portare avanti senza compromessi la lotta e l’organizzazione dal basso degli studenti. Tutti quei rappresentanti che vedono nella loro posizione uno strumento per affermarsi a scapito degli studenti devono essere cacciati e sostituiti da studenti più radicali. Giornate come quella di ieri sgomberano il campo dagli equivoci permettendo a quegli studenti che vogliono lottare di fare un passo in avanti. Resistenze Internazionali ha partecipato dove è presente alle mobilitazioni studentesche portando avanti parole d’ordine radicali contro il governo e proponendo soluzioni concrete per portare avanti la lotta a livello nazionale e nei singoli istituti.