Cinema ‘Snowden’ di Oliver Stone in arrivo in Italia

Snowden
Regia: Oliver Stone
Attori: Joseph Gordon-Levitt, Rhys Ifans, Melissa Leo, Nicholas Cage

Nelle sale italiane da dicembre. Guarda il TRAILER ufficiale.

Lo ‘Stato profondo’ sotto i riflettori

‘Non si tratta di terrorismo’ dice Edward Snowden nell’ultimo film di Oliver Stone. ‘Il terrorismo è solo un pretesto. Qui si parla di controllo sociale ed economico’. Il film ha già irritato i rappresentanti dello ‘Stato profondo’ americano agendo come sale su una ferita aperta tre anni fa, quando la diffusione di documenti segreti  da parte di Edward Snowden rivelò un’attività di spionaggio diffuso di dimensioni eccezionali, compresa l’intercettazione di 200 milioni di messaggi di testo al giorno. Nel film Snowden dice di poter capire perché le agenzie americane facciano hackeraggio dei sistemi informatici e controllo sul traffico telefonico in Cina e in Russia, ma perché – si chiede – farlo ai anni dell’Austria? L’ex vicedirettore della NSA Chris Inglis ha bollato il film come ‘insensato’. Nulla di cui stupirsi. Snowden oggi vive in Russia (non ha chiesto né ha ottenuto asilo politico come sostengono alcuni) e rischia 30 anni di prigione per ‘spionaggio’ se dovesse rientrare negli USA.

Inquietante

Il film in realtà non rivela nulla di nuovo, ma la descrizione che fa – in un linguaggio non troppo da addetti ai lavori – della pervasività e dell’impressionante potenza delle moderne tecnologia di sorveglianza è realmente inquietante. Se il film riuscirà a far crescere la consapevolezza di questo fenomeno a un pubblico più ampio, allora avrà raggiunto un risultato significativo.

Come ci viene mostrato dalla storia ogni telefono cellulare o computer portatile attivi in qualsiasi zona del mondo può essere messo sotto controllo e diventare uno strumento di spionaggio. Per evitare di essere intercettato il personaggio Snowden (ma sembra che si tratti di un particolare reale) tiene i suoi telefoni in un microonde e copre la sua webcam con un cerotto. Durante la presidenza Bush e la ‘guerra al Terrore’ le restrizioni legali a questi metodi di spionaggio di massa vennero messe da parte mediante la creazione di un sistema di tribunali segreti. Giorno dopo giorno Snowden maturò un orrore crescente per questo sistema che sfugge a ogni controllo democratico. Il film sottolinea anche visivamente, attraverso immagini generate dal computer, come la NSA abbia progressivamente adottato tecnologie come quelle usate da Facebook o da Google per spiare chiunque. Lo si vede nella scena – presumibilmente inventata dallo sceneggiatore – in cui Snowden mostra come entrare nell’account Facebook di una teenager per acquisire informazioni personali e spingerla a un tentativo di suicidarsi.  Lo stesso protagonista ha lavorato come consulente tecnico per la produzione e ha confessato di sentirsi a disagio per quanto il film è realistico.

Lo Stato

In un certo senso sono lo Stato e agenzie come la CIA e la NSA le vere star del film, veri e propri supercattivi. In passato marxisti come Friedrich Engesls descrissero lo Stato come corpi speciali di uomini armati, prigioni ecc. funzionali all’oppressione da parte delle classi dominanti di tutte le altri classi sociali. Al giorno d’oggi questi ‘corpi speciali’ dispongono di anche di bunker sotterranei pieni zeppi di apparati cybertecnologici. Per questo il CWI e Socialist Alternative chiedono lo smantellamento della NSA e l’abrogazione di leggi come il Patriot Act. I lavoratori e le giovani generazioni devono lottare per un pieno controllo democratico sul Governo e le agenzie di sicurezza al fine di smantellare l’attuale sistema controllato in modo antidemocratico da alcune élites.

Oliver Stone è conosciuto per aver diretto film molto critici nei confronti del sistema di potere statunitense e in particolare delle sue politiche in campo militare. Si pensi a opere come Wall Street, Nato il 4 luglio e Salvador. Questo film su rappresenta un’inquietante prosecuzione di quella lista. Il progetto è stato avversato dall’industria cinematografica americana. ‘Tutti i più importanti studios si sono tirati indietro. – ha raccontato Stone . – ‘A un certo punto sembrava che il progetto fosse morto. Ci trovavamo di fronte a una paura elementare, paura di raccontare la storia’. Il regista  ha dovuto cercare finanziatori in Germania e in Francia. Joseph Gordon-Levitt è straordinario nel ruolo del protagonista, un mago dell’informatica leggermente paranoico, un supersmanettone più simile a Mark Zuckerberg che a Jason Bourne. Il film copre gli anni dal 2004 al 2013, cioè da quando Snowden entrò a far parte degli apparati di sicurezza nazionale (è stato prima alle dipendenze della CIA, poi della NSA e infine di alcune agenzie private) fino alla sua scelta fatale di fuggire a Hong Kong portando con sé migliaia di pagine di documenti secretati.

Conversione politica

Saltando dalla Virginia alla Svizzera fino alle Hawai, il film descrive la significativa evoluzione politica di Snowden da sostenitore dell’aggressiva politica militare di Bush a talpa, pronta a rivelare segreti di Stato, deluso dall’incapacità di cambiare le cose di Obama. Il film mostra anche alcune immagini di archivio in cui Obama rivendicava una politica di trasparenza del Governo. Nel 2004 Snowden entrò in un programma delle forze speciali dell’Esercito credendo che fosse un modo per ‘aiutare a liberare la gente dall’oppressione’. Ma, una volta all’interno degli apparati di sicurezza, scoprì che il suo governo stava facendo esattamente l’opposto al suo popolo. Snowden ha descritto la attività dell’NSA come ‘una minaccia alla sopravvivenza della democrazia’.

E’ difficile definire gli ideali politici del protagonista. Secondo il libro dedicatogli da Luke Harding Snowden simpatizzerebbe col libertario di destra Ron Paul, alla cui campagna presidenziale nel 2012 contribuì perfino economicamente, sebbene quelle donazioni in realtà abbiano preceduto la sua definitiva rottura con la politica degli apparati di sicurezza americani.

Mira Hotel

Gran parte del film è girata in una stanza del Mira Hotel di Hong Kong, il luogo in cui Snowden effettivamente consegnò i documenti digitali in suo possesso al giornalista Glenn Greenwald (impersonato da Zachary Quinto) e a Ewan MacAskill (Tom Wilkinson) del quotidiano inglese Guardian. Il film trae origine da premiato documentario Citizenfour di Laura Poitras (nel film l’attrice Melissa Leo), che è stato girato interamente nel Mira Hotel nel 2013.

Il film di Oliver Stone è stato presentato in prima proprio a Hong Kong e la nostra organizzazione, Socialist Action, ha portato alla proiezione un gruppo di rifugiati per sottolineare il ruolo degli otto richiedenti asilo che all’epoca misero a disposizione di Snowden abitazioni in cui rifugiarsi. Infatti, dopo che il Guardian pubblicò i primi estratti dei file consegnati da Snowden, egli fu costretto ad abbandonare il Mira Hotel travestito da cameraman televisivo e a cercare rifugio presso alcuni tra gli abitanti più poveri della città, rifugiati appunto. Un aspetto evidenziato nel film. Tra i rifugiati che diedero ospitalità e protezione a Snowden ci sono Vanessa, profuga dalle Filippine e attivista di Socialist Action e Ajith, scappato dallo Sri Lanka. Per loro e le loro famiglie dal 2013 non è cambiato nulla, nonostante il loro atto di eroismo civile. ‘Proprio come Snowden sono senza cittadinanza’ ha commentato l’avvocato dell’ex analista informatico a Hong Kong, Jonathan Man,  anche lui presente all’anteprima.

Snowden si è schierato pubblicamente dalla parte dei rifugiati a Hong Kong, ma anche l’attore  Gordon-Levitt ha fatto altrettanto, postando sui suoi account Facebook e Twitter dichiarazioni di sostegno alla manifestazione che abbiamo organizzato a Hong Kong a difesa di Snowden e dei diritti dei profughi. L’immagine di uno striscione di Socialist Action tra l’altro è presente nelle scene finali del film, tratta da un video delle manifestazioni indette da noi e altre organizzazioni nel giugno 2013 per chiedere il riconoscimento dell’asilo politico a Hong Kong per l’ex analista informatico.

Grazia per Snowden

L’uscita del film coincide con l’inizio della campagna per la concessione della grazia a Snowden dopo la fine del mandato di Obama. Si tratta di una richiesta che il CWI ha sollevato molte volte, ad esempio al Parlamento Europeo su iniziativa dell’ex eurodeputato e ora parlamentare irlandese Paul Murphy del Socialist Party. Il film contribuirà certamente a far conoscere questa campagna, che vede Jill Stein, attuale candidata alla Casa Bianca, tra i suoi sostenitori. Donald Trump invece ha affermato che le sue buone relazioni col presidente russo Putin aiuterebbero a concludere un accordo per ottenere l’estradizione di Snowden e processarlo per spionaggio. Messa sotto pressione dall’ala radical del Partito Democratico che alle primarie aveva sostenuto Bernie Sanders, Hillary Clinton ha in qualche modo abbassato i toni rispetto al passato limitandosi a dichiarare che Snowden deve ‘assumersi le proprie responsabilità’ (tre anni fa lo bollava come un ‘traditore con le mani sporche di sangue’).

Questa vicenda evidenzia anche i ‘due pesi due misure’ adottati dall’establishment capitalistico statunitense. In passato alcuni presidenti hanno concesso la grazia a personaggi responsabili di gravissime colpe come Richard Nixon, graziato da Gerald Ford dopo lo scandalo Watergate (spionaggio dei Repubblicani ai danni dei Democratici durante la campagna per le presidenziali) e Lewis ‘Scooter’ Libby, a cui George Bush concesse una riduzione di pena dopo la condanna per falsa testimonianza nella vicenda (al centro di un altro bel film hollywoodiano, Fair Game. Caccia alla spia, con Naomi Watts e Sean Penn) che vide rivelata l’identità dell’agente CIA Valerie Plame Wilson, oppostasi alla produzione di false prove per giustificare l’invasione dell’Iraq). Marc Rich, il trafficante di petrolio miliardario, fondatore della compagnia Glencore, invece, ha ottenuto la grazia da Bill Clinton. All’epoca Rich era ricercato per il caso più eclatante di evasione fiscale nella storia degli USA.

Vincent Kolo (Socialist Action, CWI Hong Kong)