USA costruire l’opposizione di massa a Trump

Pubblichiamo di seguito l’analisi di Socialist Alternative (CWI Stati Uniti) sulla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali. Subito dopo la proclamazione della vittoria in molte città del paese si sono formati cortei spontanei di migliaia di persone scese in piazza, con slogan come ‘Not my President’. La sezione statunitense del CWI, Socialist Alternative, ha negli ultimi giorni lanciato la campagna contro Trump, organizzando marce e manifestazioni di massa, a cui hanno partecipato decine di migliaia di persone nonostante il breve preavviso.

Gli Stati Uniti e tutto il mondo, si sono risvegliati in uno degli scenati politici più scioccanti di sempre, con la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali. E’ stato il finale esplosivo di un ciclo elettorale senza precedenti, in cui gli americani hanno deciso di ribellarsi contro l’establishment e contro i distruttivi effetti della globalizzazione e del neoliberismo. Questo sentimento anti-establishment si è espresso sia da sinistra, con la campagna di Bernie Sanders, che ha galvanizzato milioni di giovani e di lavoratori a sostegno di una ‘politica rivoluzionaria contro la classe dei miliardari’, sia, in modo distorto, da destra con il sostegno alla campagna di Donald Trump.

Ma Trump non si è solo presentato come il presunto difensore ‘degli uomini e delle donne dimenticati’ della classe lavoratrice. Egli ha anche condotto la campagna più apertamente bigotta e maschilista che un candidato, di un importante partito come quello repubblicano, abbia mai condotto in tempi moderni. Ha dato spazio ai nazionalisti e ai ‘suprematisti’ bianchi che prendono coraggio e iniziano ad alzare la testa, cercando di intercettare la rabbia della classe lavoratrice bianca e delle nuove generazioni di giovani precari e disoccupati. Questo è uno sviluppo molto pericoloso.

In ogni caso, noi rifiutiamo completamente l’idea che questi risultati elettorali dimostrino da parte della classe lavoratrice bianca un reale sostegno delle idee razziste e xenofobe espresse da Donald Trump, come hanno cercato di far credere i commentatori liberali per giustificare lo sconcertante fallimento elettorale del Partito Democratico. In realtà la Clinton ha conquistato un maggior numero di voti popolari, seppur di poco. Trump ha ottenuto solo il 47,5 %, considerando il fatto che milioni tra gli americani più poveri e oppressi non hanno votato.

Il voto di Trump è stato prima di tutto un voto contro la Clinton e l’establishment che rappresenta; è stato un voto di protesta contro la tradizionale rappresentanza politica che ha perso credibilità negli ultimi anni, a causa delle politiche di austerità e del peggioramento delle condizioni materiali di milioni di persone, e anche l’espressione della ricerca di un’alternativa. Molti americani sono stati intercettata dagli attacchi che Trump ha lanciato contro il ‘sistema corrotto’ e contro la perdita di posti di lavoro a causa della delocalizzazione. Ciò che è tragicamente mancato è stata una chiara alternativa di sinistra che potesse contrastare la seduzione del populismo di destra.

Socialist Alternative sostiene tutte le donne che sono disgustate dall’elezione di un presidente apertamente misogino, e che giustamente percepiscono questa vittoria come un passo indietro nella conquista dell’uguaglianza di genere; sostiene i Latinos che temono un’aumento senza precedenti delle espulsioni di massa dei lavoratori privi di documenti; e sostiene i musulmani e gli afro-americani che temono una crescita delle forze di estrema destra e dell’odio razziale come conseguenza delle idee razziste sostenute dal nuovo presidente.

Per questo abbiamo subito lanciato manifestazioni di protesta in varie città del paese sostenendo la necessità dell’unione della classe lavoratrice per resistere e rispondere agli attacchi della destra. Nelle ultime 24 ore siamo stati sommersi da richieste di ulteriori informazioni sulla nostra organizzazione. Dobbiamo iniziare a costruire una vera alternativa politica per il 99 % della popolazione nei confronti sia dai partiti dell’establishment che della destra, in modo che nel 2020 non ricapiti questo disastro.

Uno shock per la classe dirigente

Bisogna sottolineare che il risultato di queste elezioni non è stato solo uno shock per di milioni di lavoratori progressisti, donne, immigrati, persone di colore, e persone del LGBTQ, ma anche, per ragioni del tutto diverse, per la classe dominante degliStati Uniti d’america.La maggioranza della classe dominante vede in Trump un’individuo caratterialmente “inadatto a governare”. E’ certamente vero che l’approccio da “bulletto di quartiere”di Trump che ha umiliato  pubblicamente gi suoi avversari, ha moltoin cumune con i dittatorie gli uomini faortidegli stati falliti. Neanche George Bush era così orgogliosamente all’oscuro della politica estera. La classe dominante vede nella presidenza Trump un pericolo che potrebbe mettere indiscussione gli interessi dell’imperialismo statunitense in una fase storica di declino.
Si oppongono fortemente all’esplicito rifiuto di Trump delle dottrine neoliberiste che hanno dominato l’economia mondiale negli ultimi quarant’anni. Ma la verità è che la globalizzazione è in una fase di stallo. Il suo motore economico è andato in parziale retromarcia. L’elezione di Trump ricorda il voto la Brexit che ha rappresentato un massiccio rifiuto da parte della classe operaia britannica, nei confronti della globalizzazione e del neoliberismo.

La classe dominante teme inoltre che il rozzo razzismo, la xenofobia, e la misoginia di Trump possa provocare sconvolgimenti sociali negli Stati Uniti. Si tratta di una paura giustificata.
L’aspetto più sconvolgente di questo risultato per la classe dominante, per grandi capitalisti, l’establishment politico, e per i grandi gruppi editoriali che li servono, è il totale fallimento del sistema bipartitico che domina da sempre la politica del paese.
Gli interressi del grande capitale che può preferire  uno candidato rispetto ad un altro, non vengono minimamente scalfiti o dannegiati in caso di vittoria di una parte sull’altra. Alla gente comune sono rimaste quindi due possibilità, o votare per il mele minore oppure votare per un terzo candidato con nessuna possibilità di vittoria.Questa situazione è cambiata nel 2016. Per finanziare la sua campagna elettorale Bernie Sanders ha raccolto, senza prendere un centesimo dalle lobby americane, 220 milioni di dollari. La sua campagna è quasi riuscita nell’intento di sconfiggere Hillary Clinton nelle truccate primarie del Partito Democratico. Dal canto suo, Trump, ,è stato ‘scomunicato’ dalla “classe dei donatori” e dagli ultimi due presidenti repubblicani che lo hanno sconfessato pubblicamente.
I nodi sono venuti al pettine

E’ significativo che il risultato delle primarie abbia selezionato i due candidati più impopolari da sempre.
Alle primarie del Partito Democratico, il Comitato Nazionale ha fatto tutto il possibile per facilitare la corsa a Hillary Clinton candidata dell’establishment.Come hanno evidenziato umerose analisi in caso di scontro tra il candidato della sinistra del Partito Democratico Bernie Sanders e Donald Trump, Sanders sarebbe emerso vincitore. Questo dato evidenzia come una parte significativa dell’elettorato di Trump fosse disposto a sostenere un rappresentante genuino della classe lavoratrice disposto a lottare per un salario minimo di 15$ l’ora, per un’istruzione pubblica e gratuita e per una politica di radicale opposizione agli sciacalli di Wall Street. La realtà è che la direzione democratica ha preferito perdere le e lezioni piuttosto che legarsi ad un programma che avrebbe tutelato gliinteressi dei più poveri. verità è che la leadership democratica avrebbe preferito perdere che da essere legata ad un programma che in realtà avrebbe parlato agli interessi dei lavoratori e dei poveri.

E’ vergognoso che la maggior parte dei leader sindacali abbiano sostenuto politicamente e con donazioni di milioni di dollari Hillary Clinton. Solo una minoranza di organizzazioni sindacali si è schierata con Bernie Sanders.
Clinton è entrata in questa campagna elttorale comeuna candidata dell’establishment già fortemente indebolita. Ad attirare maggiormente l’attenzione mediatica e stato lo scandalo delle e-mail del Dipartimento di Stato. Ma le continue rivelazioni di Wikileaks hanno anche confermato quanto sostenuto da Sanders nelle primarie e cioè che la Clinton era al servizio di Wall Street e che la stessa teneva un doppio discorso, un discorso pubblico da campagna elettorale ed un discorso privato indirizzato ai rappresentati del settore bancario e finanziario.

Gli apologeti del neoliberismo cercano di incolpare per questo risultato la classe operaia bianca, Bernie Sanders o al limite Jill Stein. Quello che dimenticano è che il Partito Democratico ha da tempo abbandonato ogni sua pretesa di difendere gli interessi della classe operaia. Per decenni ha introdotto o supportato una misura neoliberista dietro l’altra. A loro dobbiamo la fine del Welfare come lo conosciamo, l’esplosione della carcerazione di massa, l’introduzione del NAFTA e il salvataggio delle banche, mentre milioni di persone perdevano la casa sotto Obama.Dopo il crollo economico del 2008 e 2009, la sinistra ha avvallato tutte le decisioni di Obama.
I democratici controllavano il Congresso e hanno fatto ben poco per sostenere la classe lavooratrice nella peggiore crisi dal 1930. Questa situazione ha spalancato le porte al Tea Party permettendo loro di organizzare l’opposizione popolare al salvataggio e rabbia per i politici.

Sotto la pressione del 45% che ha sostenuto Sanders nelle primarie, i democratici hanno adottato la piattaforma più a sinistra in quatrantanni alla loro convation elettorale.Ciò nonostantre la  Clinton ha saldamente incentrato la sua campagna sul potenziale pericolo rappresentato da Trump e sul fatto che “l’America era già grande.” I donatori di Hillary  hanno spinto perchè tematiche come il salario minimo o la fine debito studentesco passassero in secondo piano per paura di sollevare aspettative da parte dei lavoratori.

Non è quindi una sorpresa che la Clinton non sia riscita ad  entusiasmare i suoi elettori. Né Trump né Clinton hanno ottenuto il 50% dei voti. Se è vero che la  Clinton ha ottenuto una quota leggermente più alta del voto popolare di Trump, è altrettanto vero che ripetto alle  oelezioni del 2012 il Partito Democratico ha perso  sei milioni di voti e dieci milioni rieptto al 2008. Nel contempo, i voti di Trump ha ottenuto in realtà un milione di voti in meno rispetto a quelli ottenuti da Romney!

Il nome di Sanders doveva essere sulla scheda elettorale

Negli ultimi anni abbiamo assistito  una crescita della polarizzazione politica negli Stati Uniti, con la crescita del sostegno per il socialismo e il movimeto Black Lives Matter. Parallelamente assistiamo ad una  crescita pericolosa della xenofobia tra una mionoranza popolazione. Ciò nonostante, e a differenza di quello che queste elezioni sembrano mostare, vi è uno spostamento a sinistra della società americana. La società a espresso ad esempio il proprio sostegno al matrimonio tra persone dello stasso sesso, al’aumento del salario minimo e all’aumento della tassazione per i più  ricchi.

Una gran parte della classe operaia bianca e della classe media ha effettivamente utilizzare queste elezioni per inviare un messaggio di sfiducia nei confronti del Partito Democratico e del Partito Repubblicano. Anche se in maniera contradditoria, milioni di persone sono alla ricera di un modo per contrastare l’establishment. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte all’aumento del razzismo in una minoranza della popolazione, e dobbiamo anche sottolineare come per il 70% della popolazione intervistata, gli immigrati senza documenti “dovrebbe essere offerto loro lo status legale”, mentre soltando  il 25% degli intervistati “gli immigrati senza documeti dovrerbbero essere rimpatriati”.

Questo è il motivo per cui l’assenza del nome di  Bernie Sanders sulla scheda elettorale costituisce un fatto gravissimo.
Già nel settembre 2014, come Socialist Alternative, lo avevamo sollecitato a candidarsi come indipendente. Quando ha deciso di correre all’interno del Partito Democratico  lo abbaimo contestato continuando a duiscutere coi suoi sostenitori della necessità di   costruire un nuovo partito di sinistra per applicare il suo programma. I nostri avvertimenti rispetto le conseguenze del   sostegno a Hillary sono state tragicamente confermati. Se Sanders si fosse candidato da indipendente la sua candidatura averebbe modificato radicalmene il quadro elettorale. Oggi si discuterebbe della costruzione di un nuovo partito per il 99% della popolazione, sulla base dei milioni di voti raccolti.Questa è una grande opportunità mancata.

Socialist Alternative ha sostenuto la candidata del Partito dei Verdi, Jill Stein, che ha ricevuto poco più di un milione di voti, anche lei ha presentato una piattaforma che sostanzialmente parlava agli interessi dei lavoratori, nonostante i suoi limiti, ma indica l’enorme il potenziale per lo sviluppo di un partito di alternativa di massa.

Una Presidenza del Caos e di grandi lotte.

L’elezione di Donald Trump è un disastro che avrà molte conseguenze negative. Ma è anche una fase nel processo in corso degli sconvolgimenti politici e sociali negli Stati Uniti. Il capitalismo e le sue istituzioni sono screditate come forse mai prima d’ora.

Questa elezione produrrà inevitabilmente disperazione frustrazione in settori della sinistra.  E ‘assolutamente essenziale lottare contro questo stato d’animo.La vittoria di Trump rappresenta la “frusta della controrivoluzione.”Le sue provocazioni  spingeranno milioni di persone verso azioni difensive. Questo è il motivo per cui coloro che sono si sono radicalizzati in questo periodo devono raddoppiare gli sforzi per costruire un vero e proprio movimento di massa,indipendente e radicale.I movimenti sociali come BLM hanno sottolineato il loro poteziale sociale.Come è evidente la costruzione di un muro” non creerà posti di lavoro, e anche se parla di investire in infrastrutture del 21 ° secolo,si è anche impegnato a favorire ulteriori agevolazioni fiscali per miliardari come lui. Un movimento di massa contro Trump avrà bisogno di basarsi inevitabilmete sulla classe operaia bianca e dovrà speigare come costruire un futuro per i giovani piuttosto che tentare di iseguire il sogno americano e accuire le divisioni razziali. Questo futuro può essere conquistato soltanto con politiche socialiste.