RUSSIA Decriminalizzata la violenza domestica

Socialist Alternative, la sezione russa del CWI, ha preso parte il 17 gennaio ad un’azione di protesta fuori dalla Duma di Stato contro l’introduzione di una legge che cancellerebbe dal diritto penale la violenza domestica. Appena è stato reso noto il provvedimento un’ondata di protesta ha attraversato i social network. Le azioni di picchettaggio individuale, che al momento sono l’unica forma di protesta che non necessita di un’autorizzazione statale, vanno viste come anticipatrici di proteste di massa. I nostri militanti hanno partecipato alle proteste con cartelloni che recitavano ‘nessuna legge potrà mai difendere la violenza domestica’ e ‘per l’apertura di centri antiviolenza in tutte le regioni’.

Secondo le statistiche ufficiali ogni ora una donna muore in Russia a causa della violenza domestica. Ogni giorno, per lo stesso motivo, muoiono sei bambini. Non è difficile immaginare che ognuna di queste morti sia preceduta da numerosi pestaggi, ma non ci sono statistiche in merito. In questa situazione, nella quale le donne sono psicologicamente ed economicamente dipendenti da simili tiranni, fare appello alla polizia non risolve nulla. Spesso la polizia rifiuta le denunce. Spesso le vittime si sentono dire che devono risolvere i loro problemi domestici da sole. La decriminalizzazione della violenza domestica priverà le vittime di ogni possibilità di ottenere giustizia contro i loro aggressori.

Purtroppo anche delle buone leggi raramente funzionano in queste circostanze, quello che serve per salvare le donne e i bambini da attacchi violenti e regolari è la costruzione di una rete di centri anti-violenza in ogni città. Ogni persona che soffre di violenza domestica dovrebbe sapere che ci sono persone che sono disposte a fornire assistenza immediata. I centri anti-violenza non dovrebbero fornire solo supporto psicologico e protezione, ma anche una sistemazione abitativa temporanea, assistenza legale e aiuto sia per quanto riguarda la ricerca di un lavoro che per quanto riguarda una riqualificazione. Troppo spesso, le donne devono tollerare quest’incubo di violenza, perché sono economicamente dipendenti dal partner, e non riescono a trovare né un posto dove vivere né un lavoro per diventare indipendenti.

Un programma per l’introduzione di centri anti-violenza dovrebbe essere finanziato a spese dello stato immediatamente. Ma i centri anti-violenza, pur essendo necessari, rappresentano una misura d’emergenza per lottare contro i sintomi e non contro la causa del problema. È necessario affrontare frontalmente il problema e lottare contro il sessismo e il patriarcato della società capitalista. La differenza salariale tra uomini e donne che fanno lo stesso lavoro in Russia è del 30 %. Anche nelle nuove professioni questa differenza sta crescendo rapidamente. Le professioni maschili, come il minatore o l’autista sono tradizionalmente meglio pagate di quelle femminili, come quelle nell’ambito dell’insegnamento e delle cure infermieristiche. Dobbiamo lottare per unire tutti i lavoratori salariati in un’unica lotta per lo stesso salario a parità di mansioni.

I politici di destra sostengono che i compiti domestici, come la cura dei bambini, debbano concentrarsi sulle spalle delle donne. Si tratta di una giustificazione per non investire nel settore sociale. Servono asili nido accessibili, mense sociali, un’istruzione e una sanità pubbliche, gratuite e di qualità. I politici di destra rafforzano la divisione tra uomini e donne. Fanno riferimento a una vecchia visione reazionaria secondo la quale le donne sarebbero per natura ‘passive’ e gli uomini ‘aggressivi’. Il sessismo nell’educazione è diventato lo strumento consapevole della burocrazia reazionaria.

L’adozione da parte del presidente Putin del ‘conservatorismo tradizionale’ ha sdoganato tutte le forze clericali e di estrema destra, che sono sempre più determinanti nella scelta delle politiche di governo. Il nuovo Ministro dell’Istruzione, nominato l’estate scorsa, si scaglia contro la rivoluzione bolscevica dell’ottobre del ’17, ma è una grande appassionata di Stalin e della Chiesa Ortodossa russa. La vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti ha permesso a Putin di spostare ulteriormente il suo discorso a destra. Lo scorso dicembre, un deputato, Mizulina, noto per essere stato il promotore delle nuove leggi anti-LGBT, chiese a Putin di dichiarare pubblicamente il suo sostegno per la decriminalizzazione della violenza domestica. Putin rispose che era contro ogni forma di interferenza nella sfera domestica. Tuttavia, serve di certo il suo consenso per approvare la decisione di adottare questi cambiamenti legislativi reazionari e contrari ai diritti delle donne.

La lotta contro la decriminalizzazione della violenza domestica dovrebbe essere il punto di partenza, per un movimento più ampio di donne che rifiutano di essere dominate in questo modo dagli uomini. Uniti e armati di un programma per un cambiamento radicale della società nell’interesse della maggioranza degli uomini e delle donne della classe lavoratrice, possiamo vincere.

Abbasso il patriarcato, abbasso il capitalismo! Per l’uguaglianza dei sessi e per una società equa! Per una società socialista!

Socialist Alternative (CWI Russia)