10 febbraio una giornata per tutti i ricordi

Ogni anno il 10 Febbraio si celebra in Italia la ‘giornata del ricordo’, occasione nella quale dal 2005 si commemorano gli italiani vittime dei partigiani Iugoslavi e l’esodo in massa di circa 300 mila italiani dall’Istria e dalla Venezia Giulia dopo il 1945.

Gli episodi di violenza degli slavi contro gli italiani alla fine della seconda guerra mondiale sono spesso definiti ‘gli eccidi delle foibe’ questo perché i cadaveri di alcuni italiani fucilati dai partigiani iugoslavi furono poi gettati in cavità carsiche tipiche dell’Istria e del Friuli, dette appunto foibe. Negare questi tragici avvenimenti sarebbe stupido. Non è nostra intenzione giustificare le foibe come purtroppo fanno alcuni. Riconoscere quello che è successo non significa affatto accettare le strumentalizzazioni che lo stato italiano e la destra hanno fatto e continuano a fare di questi fatti storici. Con il pretesto delle foibe infatti da oltre 10 anni sono state fatte le peggiori operazioni di revisionismo storico,volte a criminalizzare la resistenza al nazismo e al fascismo arrivando addirittura a paragonare i partigiani ai nazifascisti.

Secondo la propaganda dominante, purtroppo avvalorata da molti storici, gli italiani sarebbero stati innocenti vittime della ferocia degli ‘slavo-comunisti’ assetati di sangue italiano. Le cose sono andate invece molto diversamente ed il contesto storico in cui si produsse la tragedia delle foibe viene taciuto completamente. In questo modo le vittime vengono presentate come carnefici e viceversa. Qualsiasi studio storico su questi avvenimenti deve riconoscere che le foibe furono il prodotto di oltre vent’anni di violenze fasciste contro i popoli slavi:fin dal 1919 infatti gli squadristi di Mussolini si diedero a qualsiasi tipo di violenza contro gli slavi della Venezia Giulia e dell’Istria tanto che già in questo periodo centinaia di sloveni e croati furono assassinati dai fascisti e gettati nelle foibe(che quindi furono utilizzate dagli italiani ben prima che ci pensassero gli slavi);durante il regime fascista inoltre i popoli slavi furono italianizzati forzatamente, i diritti nazionali a partire dal diritto di usare la loro lingua fu vietato.

Il regime fascista e Mussolini furono i responsabile di una infame legislazione razzista contro gli slavi:la sorte per chi contravveniva era il carcere, i pestaggi o addirittura la morte, basti pensare che oltre la metà dei condannati a morte dal tribunale speciale fascista dal 1926 al 1940 furono Sloveni e Croati. Nell’Aprile del 1941 Mussolini diede inizio all’occupazione italiana della Dalmazia,della Slovenia,del Montenegro e di parte della Croazia e fino al Settembre del 1943 i popoli dell’ex-Iugoslavia dovettero sopportare una brutale occupazione italiana che causò sofferenze indicibili ai loro popoli.

I fascisti attuarono nei balcani un vero e proprio genocidio:centinaia di migliaia di civili,compresi vecchi e bambini,vennero sterminati dall’esercito italiano e dai fascisti, centinaia di villaggi vennero bruciati, migliaia di donne violentate e decine di migliaia di persone deportare nei campi di concentramento fascisti dell’Istria e della Dalmazia, veri e propri lager assimilabili in tutto e per tutto ai campi di sterminio nazisti e in cui perirono migliaia di civili,vecchi,donne e bambini. Gli storici stimano che le vittime dell’occupazione italiana nei balcani furono oltre 300 mila e che in totale gli slavi trucidati dai nazifascisti dal 1941 al 1945 furono circa 2 milioni, si pensi che per ogni fascista o soldato italiano ammazzato dai partigiani venivano uccisi 100 cittadini Sloveni,Croati e Montenegrini.

Comprendere le foibe non significa ovviamente giustificarle e questo perché i partigiani iugoslavi non si vendicarono solo sui criminali fascisti ma anche sugli italiani innocenti, basti pensare che nelle foibe ci finirono persino alcuni partigiani italiani. Ricordare soltanto questa parte della storia sarebbe ipocrita. Riteniamo quindi che non si possano condannare le foibe senza aver prima condannato il genocidio fascista contro gli slavi. Va infine ricordato che le foibe non furono una pulizia etnica in quanto le vittime italiane dei partigiani iugoslavi furono circa 5000, di cui solo alcune centinaia effettivamente infoibati,una cifra non irrisoria che tuttavia è molto lontana dalle cifre fantasiose della propaganda di destra che parlano di 11 mila o addirittura di 100 mila morti a seconda delle circostanze.

Il 10 Febbraio diventi una giornata per tutti i ricordi e in primo luogo per ricordare gli slavi vittime del fascismo perché il vero responsabile delle foibe non fu il popolo slavo ma l’imperialismo italiano e i suoi servi fascisti! Invece di presentare gli italiani come vittime e di portare avanti ideologie nazionaliste dovremmo piuttosto riconoscere le violenze perpetrate nei confronti di slavi,libici,etiopi,greci,albanesi dal regime fascista. Purtroppo però, come diceva Gramsci, la storia insegna ma non ha scolari e ancora oggi persiste il mito degli ‘italiani brava gente’ basato sulla rimozione e sulla negazione dei crimini che il capitalismo italiano,liberale o fascista, ha commesso in passato.

Massimo Amadori