Genova slitta la privatizzazione di AMIU

Dopo una giornata concitata, passata a verificare i numeri in consiglio comunale, la maggioranza del sindaco Marco Doria ha deciso di prendere tempo rinviando la discussione sulla cessione di AMIU, l’azienda dei rifiuti del Comune, a IREN multiutility quotata in Borsa, ma formalmente controllata dai comuni di Genova, Torino, Piacenza e Regio Emilia. La decisione però è frutto della mobilitazione dei lavoratori, che lunedì avevano bocciato l’accordo siglato da CGIL, UIL e Fiadel (contraria la CISL), spingendo UIL e Fiadel a ritirare la firma e a convocare un’assemblea davanti al Comune in concomitanza col consiglio comunale. In mattinata l’Unione Lavoratori AMIU (ULA) aveva inviato una lettera ai consiglieri comunali chiedendo loro di votare no alla delibera e spiegando le ragioni dei lavoratori (articolo su Genova24). A luglio, dopo una lunga trattativa, i dipendenti di AMIU avevano approvato un accordo sindacale che prevedeva controllo pubblico e garanzie su occupazione, salari, assunzione dei precari, proroga del contratto di servizio e investimenti in grado di garantire un futuro all’Azienda. Sei mesi dopo il Comune ha di fatto stracciato quell’accordo presentando una delibera che garantisce solo gli interessi di IREN. E il sindacato, CGIL in testa, era pronto a dire sì e ha finito per spaccarsi soltanto grazie alla reazione dei lavoratori che già qualche mese fa gli avevano inflitto una severa batosta bocciando col 77% di voti contrari il rinnovo del contratto nazionale di categoria.

Il bilancio di questa vicenda conferma quanto già si era capito nei mesi scorsi. La giunta ‘di sinistra’ di Marco Doria è ostaggio del Gruppo IREN, che ha dettato le condizioni della trattativa. Ma altrettanto potremmo dire di quella a 5 Stelle di Torino di Chiara Appendino, che peraltro a inizio mandato ha ceduto le proprie azioni di IREN a S. Paolo Intesa a garanzia dei propri debiti a condizioni di (stra)favore per la banca. Il sindacato conferma di essere un soggetto inaffidabile per i lavoratori, che non rappresenta più, e quindi anche per il Comune. I lavoratori hanno dimostrato che organizzandosi e mettendo in campo la propria forza sono riusciti a cambiare, almeno per il momento, il corso di una storia che sembrava già scritta. Ieri al termine della seduta del consiglio i capigruppo e gli assessori competenti hanno chiesto un incontro al sindacato, insieme a ULA e ai lavoratori, di fatto riconoscendo che trattare soltanto con un sindacato privo di rappresentatività rischia di non approdare a nulla. Il messaggio che arriva a IREN è chiaro: se anche il Gruppo riuscirà a impadronirsi di AMIU se la dovrà vedere con 1600 lavoratori determinati a difendere i propri diritti. In più la vertenza ha visto entrare in campo le associazioni ambientaliste e quelle dei commercianti, in agitazione per la minaccia di forti aumenti della TARI. Ieri alla manifestazione c’era anche uno striscione degli studenti di Resistenze Internazionali solidali coi lavoratori. Una volta decise le aliquote per il 2017 la rabbia dei cittadini potrebbe allargarsi e tutto ciò avverrebbe in piena campagna elettorale. E’ significativo che alcune associazioni di categoria dei commercianti abbiano avvertito che se il centrodestra decidesse di astenersi invece di votare contro a delibera ciò verrebbe considerato un atto ostile nei confronti dei negozianti.