NAPOLI Intervista a un lavoratore ANM in sciopero

Abbiamo sentito Enzo Lucchese, esponente di USB e lavoratore ANM sugli scioperi di questi giorni a Napoli.

Tranvieri in sciopero da 3 giorni a Napoli: cosa succede?

I lavoratori dell’ANM e della CTP non sono in sciopero, ma bloccano l’uscita dei mezzi non in regola con la sicurezza per protestare contro il piano industriale di ANM e, nel caso di CTP, perché chiedono che vengano pagati gli stipendi. Per quanto riguarda ANM c’è anche il problema del premio di produttività congelato per 3 anni, ma a preoccupare i lavoratori, più che i soldi, è soprattutto il piano industriale.

Perché?

Perché prevede che chi va in pensione non venga sostituito e una serie di altre misure che tagliano gli organici, non garantiscono sufficienti investimenti per l’acquisto di nuovi mezzi e mettono a rischio il futuro dell’Azienda e la stessa sopravvivenza del trasporto pubblico. Con questo piano industriale l’ANM rischia il fallimento.

Cosa fanno i sindacati?

I maggiori sindacati avevano dato il via libera al piano, con l’eccezione della FILT CGIL, che, sotto la pressione dei lavoratori, al momento si è sfilata. La reazione dei lavoratori infatti è straordinaria: gli autobus sono fermi nei depositi e il servizio è paralizzato.

Che cosa chiedono i lavoratori in sciopero?

Chiedono il ritiro del piano e un incontro col sindaco De Magistris. Proprio in queste ore c’è un presidio davanti a Palazzo San Giacomo, ci sono contatti in corso e vedremo che cosa succederà. D’altra parte c’è il rischio della precettazione, anche se i lavoratori in effetti sono sul posto di lavoro.

Come stanno reagendo i napoletani?

C’è una parte che rema contro di noi, forse vorrebbero vederci licenziati tutti e vanno dietro alla solita campagna diffamatoria che i media scatenano contro gli autisti quando i bus si fermano, ma devo dire che in molti invece mostrano solidarietà e alcuni addirittura ci chiedono di andare avanti.