SALERNO Nasce lo sportello di ascolto Transgender

Nasce anche a Salerno uno sportello di ascolto e sostegno alle persone in transizione. L’Associazione Human Gender aprirà i battenti nel mese di aprile in Via Onofrio Galdieri 8, nel quartiere Pastena. Abbiamo intervistato la Psicologa Federica Di Martino, tra i principali promotori dell’iniziativa.

Da dove nasce l’idea di uno sportello di ascolto e sostegno alle persone in transizione?

Human Gender è un’associazione rivolta ai diritti e al sostegno dell’intera comunità LGBT, a cui è rivolta anche la possibilità di uno sportello con diverse figure professionali e di sostegno. In particolare, le tematiche legate al transessualismo sono ancora poco conosciute, soprattutto sul nostro territorio, così come l’iter di transizione e le continue evoluzioni sul campo dei diritti e dei traguardi da raggiungere. In particolare, la nostra Associazione si sviluppa anche e soprattutto all’impegno della famiglia di un ragazzo transessuale, che ha scelto di impegnarsi in prima persona per offrire un sostegno reale alle famiglie del nostro territorio, spesso lasciate in disparte a confrontarsi con le difficoltà legate alla poca conoscenza sulla materia, nonché alle paure e agli stigmi sociali e culturali, altro elemento fondamentale da scardinare, su cui ci muoviamo al fine di promuovere una cultura che esalti le differenze individuali come valore a cui attingere, e non come limite da affrontare.

Quali difficoltà riscontrano le persone che intendono/necessitano di compiere una transizione?

Le difficoltà sono purtroppo tante, e spesso poco conosciute, in quanto concernono la necessità di far coincidere l’identità percepita con le rappresentanti non solo fisiche, ma anche anagrafiche. Purtroppo spesso gli iter procedurali sono lunghissimi, e molt* ragazz* cominciano questo iter quando sono adolescent*, con l’imposizione, oltre le necessarie perizie valutative, da parte dei giudici di ulteriori ctu, consulenze e rinvii, facendo passare anche più di 10 anni per vedere riconosciuto il proprio diritto di autoderminazione. Questo comporta purtroppo tutta una serie di altre difficoltà, che vanno dalla mancanza di privacy ogni volta che si richiedono pratiche in cui sia necessario mostrare il documento di identità, laddove si evidenzi la discrasia tra dato di realtà e dato anagrafico.

A un livello macrosociale dunque, le difficoltà di una giurisprudenza che solo attualmente si sta interessando di certe pratiche prima poco note (come le recenti sentenze sulla possibilità di fornire un nuovo documento di identità senza la necessità della modificazione dei caratteri genitali primari), la necessità di ridurre la tempistica spesso troppo lunga, così come la necessità di seguire a livello di sanità pubblica linee nazionali comunali, poichè gli ordinamenti regionali vedono alcune regioni (in particolari Emilia Romagna e Toscana molto avanzate), mentre altre, in particolare al sud, arrancare sull’erogazione dei servizi; infine la depatologizzazione del transessualismo dal Manuale Diagnostico di Psichiatria.E poi ci sono i drammi del quotidiano, quello delle famiglie che non sanno dove sbattere la testa, di tanto ragazz* che non hanno la forza di cominciare un iter così lungo, soprattutto se osteggiati dalle famiglie, o che non si iscrivono a scuola guida perché sono costretti a presentare un documento che spesso nulla a che vedere con una corporeità che è costata in termini reali e psichici. Così come per i ragazz* cominciare l’università, richiedere il doppio libretto se non è già presente, e poi i costi delle cure ormonali, delle visite mediche. Infine, tutti gli atti di discriminazione e violenza ai danni delle persone in transizione, dettati il più delle volte da una cattiva informazione sulle tematiche piuttosto che da reali forme discriminatorie.

Quali saranno le attività dello sportello?

All’interno dello sportello ci saranno diverse figure professionali, in particolare una psicologa, un legale della rete Lenford, un endocrinologo e uno psichiatra, per offrire una consulenza e un sostegno gratuito; inoltre ci sarà un centro di ascolto per le famiglie, che si occuperà del sostegno e della messa in relazione delle famiglie sul territorio, per sentirsi meno soli, avere maggiori chiarimenti, e affrontare insieme un percorso di cambiamento e individuazione. Inoltre, l’associazione si muoverà su più fronti anche dal punto di vista della formazione e informazione, attraverso progetti all’interno delle scuole, e momenti educativi non solo con i ragazzi ma anche, e forse soprattutto, con insegnanti e genitori.

L’Associazione Human Gender presenterà pubblicamente lo sportello il 1 Aprile alle 18 al Bar Verdi, Piazza Matteo Luciani 28. Potete seguire le attività del centro alla pagina Facebook Human Gender.