SIRIA Orrore sull’orrore. Noi non ci arruoliamo

L’amministrazione Trump ha iniziato ieri notte il bombardamento della Siria. Il bombardamento sulla base di Al Shayrat nella provincia di Homs sarebbe avvenuto in risposta al raid con gli agenti chimici da parte dell’aviazione leale ad Assad nei confronti della popolazione civile della città di Idlib. Il primo imperialismo del mondo, quello che ha distrutto l’Afghanistan, l’Iraq e la Libia portando la barbarie nelle vite di milioni di persone oggi viene a dare lezioni di morale. La macchina di propaganda dello Zio Sam è in marcia. Si parla di crimini contro l’umanità, di armi illegali, di violazioni dei diritti dei più deboli. Le cancellerie europee si schierano con l’alleato storico. Sembra un film già visto ma la situazione è cambiata. Il miliardario biondo che parla dei bambini gasati è il più grottesco tra i segni del tempo.

Quanti credevano che Trump avrebbe rotto con la politica interventista di Obama e Bush dovranno ricredersi. Gli Stati Uniti non possono permettersi un intervento su larga scala in Siria ma non possono lasciare il campo libero alla Russia. L’imperialismo Russo è schierato in Siria in difesa dell’accesso al Mediterraneo. Il bombardamento americano di Al Shayrat è un elemento nuovo in una situazione esplosiva. Un elemento che modifica ulteriormente la situazione generale e i rapporti diplomatici tra le potenze.

La guerra civile Siriana dura ormai dal 2011 e i morti sono più di 400mila. In Siria si confrontano gli interessi geopolitici e le strategie degli imperialismi mondiali. Innanzitutto quello americano e russo ma anche quello di potenze europee, oltre alle ambizioni di potenze regionali, la Turchia del sultano Erdogan e la teocrazia Iraniana e gli interessi di diverse decine di gruppi e fazioni religiose.

Di fronte ai crimini dell’imperialismo e alle mostruosità della guerra civile Siriana non possono esserci esitazioni. Noi ci schieriamo dalla parte della popolazione civile innanzitutto donne, vecchi e bambini ostaggio di una guerra senza fine, combattuta per procura in una zona di confine tra aree d’influenza. Contro ogni forma di campismo senza campi noi proponiamo le seguenti parole d’ordine.‘Né con Putin né con Trump, contro la guerra e l’imperialismo. Per l’autodeterminazione del popolo siriano. Per una confederazione socialista, su base volontaria, del Medio Oriente’.

La propaganda di guerra di una e dell’altra parte non ci trae in inganno. Come diceva Eschilo 2500 anni fa ’La prima vittima della guerra è la verità’. In un suo breve saggio intitolato ‘Principi elementari di propaganda di guerra’ la storica belga Anne Morelli illustra alcuni meccanismi generali della propaganda in tempo di guerra. Li sottoponiamo ai nostri lettori visto che alcuni di questi hanno una validità generale. Ogni volta che i media pubblicano una notizia faremmo bene a tenerli a mente.

Principi elementari di propaganda di Guerra

  1. Noi non vogliamo la guerra
  2. Il campo avversario è l’unico responsabile della guerra
  3. Il nemico ha il volto del Diavolo o ‘il mostro di servizio’
  4. Difendiamo una causa nobile non interessi particolari
  5. Il nemico provoca scientemente delle atrocità, le nostre sbavature sono involontarie
  6. Il nemico usa armi non autorizzate
  7. Subiamo pochissime perdite, le perdite del nemico sono enormi
  8. Gli artisti e gli intellettuali sostengono la nostra causa
  9. La nostra causa ha un carattere sacro
  10. Quelli che dubitano della nostra propaganda sono dei traditori