TIM Il punto sulla vertenza

Pubblichiamo l’ultimo articolo del Collettivo Lavoratori Autoconvocati Tim. L’articolo che fa il punto sulla loro vertenza è stato pubblicato sul loro sito : http://www.clatitalia.com/il-punto/
Resistenze Internazionali sostiene i lavoratori della Tim in lotta contro la disdetta unilaterale da parte aziendale del contratto di secondo livello  e contro l’imposizione di una piattaforma che prevede tagli al salario e modifiche orarie. Ci impegniamo a far conoscere la lotta del CLAT. I messaggi e i comunicati di solidarietà al Collettivo Lavoratori Autoconvocati Tim possono essere spediti all’indirizzo Clat.napoli@gmail.com con copia a resistenzeinternazionali@gmail.com

La situazione tim da anni oramai attraversa uno stato allarmante, ma ad oggi sta raggiungendo livelli preoccupanti. Sono almeno 6 anni che questa azienda usufruisce di ammortizzatori sociali (Contratto Di Solidarietà) per una parte dei lavoratori di tim (prima telecom). La prima è stata utilizzata come appoggio per uno slancio che potesse permettere la risoluzione definitiva del problema degli esuberi dichiarati, man mano invece si è appurato che l’interesse aziendale era solo quello di risparmiare il costo del lavoro senza mettere in campo alcun progetto risolutivo e lasciando in perenne “esubero” i lavoratori.

Un esubero fittizio in quanto si tratta solo di costo del lavoro troppo alto perché nel contempo le attività venivano date all’esterno per sopperire alla mancanza dei lavoratori nelle giornate di Cds. Dopo il cambio managment e l’avvento di nuovi azionisti e del nuovo AD le cose sono nettamente peggiorate. L’azienda è passata da un piano industriale che prevedeva 14miliardi di investimento sulle reti NGN e 4000 assunzioni, ad una dichiarazione di più di 4000 esuberi (altro modo per ottenere altra cds). Nel breve periodo invece, dopo aver elargito ricche buonuscite al management che ha messo tim a rischio multe nei confronti di agcom, l’ulteriore nuovo AD insiedatosi ha ricevuto un piano chiaro dal consiglio di amministrazione, TAGLI PER 1,6 MILIARDI DI EURO, con un premio previsto in casso di ottenimento del risultato in 24mesi di 55 milioni di euro!!!!

In più l’azienda ultimamente ha elargito un premio di produzione annuo alla classe dirigenziale per circa €48000 pro capite per poi negare lo stesso premio annuo (per cifre nettamente inferiori) ai dipendenti in quanto ha dichiarato un Ebitda in discesa a causa delle multe previste da Agcom, le quali multe però sono frutto della direzione del management premiato.

Tutta questa frenesia per i risparmi ha portato alla disdetta unilaterale da parte aziendale del contratto di secondo livello con “volonta” di discutere di una nuova piattaforma nonostante ci sia ancora il primo livello da rinnovare (contratto di settore scaduto oramai da 2 anni). La volontà sopra descritta è un qualcosa di molto poco chiaro in quanto è palese che la disdetta unilaterale di un accordo con l’imposizione di una piattaforma non prevede una volonta di trattativa, ma solo voglia di tagliare i costi e basta. Infatti nella nuova piattaforma sono previsiti tagli al salario, modifiche orarie che annullino lo straordinario (già da anni non retribuito e accantonato come banca ore), demansionamenti, controllo a distanza etc …

Tutte cose che però per gli addetti ai lavori danno il senso di come l’obiettivo sia SOLO tagliare senza una minima visione del futuro dell’azienda e senza la minima volontà di ottimizzare dei processi lavorativi che spesso rendono questa azienda vecchia ed inadeguata alla richeista del mercato e l’implementazione delle nuove tecnologie.

Per questo i lavoratori, consapevoli che tutto ciò non potrà portare a nulla di costruttivo e solido per il loro futuro sono in piazza per mostrare il loro dissenso.