Il decreto Minniti uccide

Niang Maguette, ambulante Senegalese di 53 anni, è morto mercoledì 3 maggio mentre tentava di fuggire da una retata della polizia. Secondo alcuni rappresentanti della comunità Senegalese, che avrebbero assistito al tragico avvenimento, Niang sarebbe stato colpito durante la fuga da una volante della polizia.

Non abbiamo elementi per sostenere o rifiutare questa tesi, quello che è certo è che questo cittadino, padre di tre figli, è morto stroncato da un infarto mentre tentava di fuggire dalla polizia lanciata all’assalto degli ambulanti dal democratico ministro degli interni Marco Minniti. Quello che ci preme sottolineare è la pericolosa deriva repressiva alla quale stiamo assistendo. Una deriva che si è palesata nelle recenti ‘retate razziste’ portate avanti dalla polizia di stato a Milano e a Roma contro persone di colore, indiscriminatamente caricate sugli autobus della polizia e portate in questura per essere identificate, sanzionate o espulse.

L’introduzione del decreto Minniti apre ad una situazione di negazione sistematica dei diritti di centinaia di migliaia di cittadini, immigrati e non, che come il defunto Niang Maguette, sono costretti, in assenza di valide alternative lavorative, a sopravvivere grazie a piccoli espedienti. Lottare per la sua immediata abolizione significa lottare per il ripristino delle libertà e dei diritti democratici in questo paese. Nessuno si illuda! La negazione dei diritti e delle libertà per i migranti prepara la negazione di questi stessi diritti per tutti.

Resistenze Internazionali si stringono attorno ai familiari della vittima, alla comunità senegalese e a tutti i migranti quotidianamente vessati dalle leggi e dalle politiche razziste dello stato italiano.

Oggi più che mai è necessario lottare e organizzarsi contro il razzismo, il veleno che la borghesia utilizza per dividere il fronte degli oppressi, contro ogni limitazione dei nostri diritti e delle nostre libertà, contro uno stato di polizia che anche oggi si dimostra tronfio e arrogante con gli ultimi, ma docile e servile con i potenti.