MANCHESTER Uniti contro il terrore la guerra e il razzismo

Pubblichiamo l’articolo scritto dal Socialist Party (CWI Inghilterra) dopo il terribile attacco kamikaze avvenuto a Manchester la sera del 22 maggio.

Tanti giovani usciti a divertirsi si sono scontrati con l’orrore inimmaginabile quando una bomba è esplosa nella Manchester Arena. Ventidue persone sono morte, 59 sono rimaste ferite dall’esplosione al concerto della cantante americana Ariana Grande. Questa atrocità, che il Socialist Party condanna fermamente, ci ha riportato alla memoria gli attacchi di Parigi al Bataclan del novembre 2015. In entrambi i casi giovani di ogni estrazione sociale sono stati indiscriminatamente massacrati. Le prime informazioni suggeriscono che l’attentaore sia stato un kamikaze che è morto nell’esplosione. Si tratta del peggior attacco terroristico avvenuto in Gran Bretagna dopo la morte di 52 persone negli attacchi di Londra del luglio 2005.

I cittadini di Manchester hanno reagito rapidamente per aiutare quelli che scappavano dall’Arena offrendo posti letto, corse in taxi. Questa risposta di solidarietà e aiuto non ha nulla a che vedere con la reazione ipocrita dei ministri del governo Tory (conservatore) che professano simpatia e vicinanza, pur avendo portato avanti le poltiche che hanno creato le condizioni per queste atrocità.

Gli attacchi terroristici nelle città europee stanno diventando sempre più frequenti. I motivi dientro questi attacchi, sono multipli e non ci sono due casi identici. Ma un elemento costante è stato il legame o la simpatia ideologica con l’ISIS e la rabbia nei confronti degli interventi imperialisti condotti in Medio Oriente. Per questo motivo oltre ad opporci ad organizzazioni reazionarie come l’ISIS che perpetrano barbari attacchi nei confronti della gente comune, è essenziale opporsi alle guerre imperialiste e rivedicare l’immediato ritiro delle forze armate britanniche dal Medio Oriente. Oltre a ciò, dobbiamo cosrtuire l’unità della classe lavoratrice contro il razzismo e difendere la prospettiva del socialismo come l’unica alternativa ad un sistema che non può e non vuole porre fine alla povertà, alla guerra, al terrorismo.

E’ probabile che dopo l’attacco di Manchester Theresa May cercherà di introdurre leggi anti-terrorismo e di rafforzare il suo profilo di ‘donna dell’ordine’ per vincere le elezioni. Tuttavia, negli ultimi anni sono state introdotte tutta una serie di leggi anti-terrorismo, nessuna delle quali è riuscita e prevenire questi attacchi. Allo stesso modo le politiche di tagli dei Tories rendono la gente comune più vulnerabile di fronte a questi attacchi.

Dopo l’attacco di Westminster, attirammo l’attenzione sul fatto che i tagli ai servizi d’emergenza, agli ospedali e al personale paramedico, avrebbero inevitabilmente ridotto la velocità dell’assistenza per chi ne aveva bisogno. E’ stato riportato che otto ospedali nella regione di Manchester si sono presi cura delle vittime dell’attacco. Alcuni di questi ospedali devono affrontare tagli e si discute della possibilità di chiudere, in alcuni di essi, il servizio di pronto soccorso di 24 ore al giorno. L’attacco di Manchester, che è avvenuto a tarda sera, dimostra la natura potenzialmente disastrosa di questi attacchi.

Nel 2004 gli attacchi a Madrid, che uccisero 191 persone avvennero durante la campagna per le elezioni politiche. Il Partido Popular tentò di utilizzare queste atrocità per vincere le elezioni. Questa strategia si rivolse contro di loro, dovettero fronteggiare una rabbia diffusa per aver tentato di accusare i nazionalisti baschi per quell’attacco. Al contrario, divenne chiaro che gli attentatori erano legati ad Al-Quaida e il sentimento di repulsione nei confronti del governo e della posizione che questo aveva assunto nella guerra in Iraq portò alla vittoria del Partito Socialista alle elezioni.

In Gran Bretagna la netta presa di posizione contro la guerra di Jeremy Corbyn può avere una risonanza e un impatto addirittura maggiore. Corbyn è stato per anni un deciso oppositore dell’intervento britannico e del capitalismo occidentale in Afghanistan, Iraq e Siria. Il Socialist Party si è opposto con forza a queste guerre e ha ripetutamente avvertito che le conseguenze di queste sarebbero state pagate dalla gente comune in Medio Oriente e nel resto del mondo.

Allo stesso modo condanniamo l’ideologia e gli orrenti metodi di organizzazioni di estrema destra reazionaria come l’ISIS e Al-Quaida che vogliono costruire un califfato semifeudale e capitalista ultra-repressivo, senza nessun diritto. Il compito della classe lavoratrice in Siria e in Iraq è quello di costruire sindacati democratici su una base unitaria che possano portare ad una lotta comune contro l’ISIS.

Le elezioni generali dell’8 giugno offriranno una grande opportunità per cacciare i Tories e sviluppare la lotta del movimento operaio contro la cricca di Tony Blair, portando Jeremy Corbyn al potere come Primo Ministro. Questo possibilità rappresenterebbe un passo molto importante nella strada verso la fine dell’austerità, della povertà e della guerra, che il capitalismo produce rafforzando divisioni, razzismo e terrorismo.

 

Judy Beishon, Comitato Esecutivo del Socialist Party