Buona scuola e lavoro gratuito…l’intervista

Pubblichiamo l’intervista realizzata da Resistenze Internazionali a MA, uno studente genovese, sulla questione degli stage lavorativi previsti dalla riforma del governo Renzi “Buona scuola”.

La riforma della “Buona scuola”, varata ormai nel 2015, ha introdotto i tirocini gratuiti che secondo la retorica governativa avrebbero permesso allo studente, dal liceo classico al professionale, di riuscire ad avere una iniziale formazione lavorativa per il suo inserimento nel mondo del lavoro una volta terminato il suo percorso scolastico. Cosa ne pensi?

Sono uno studente di un istituto tecnico professionale, indirizzo grafico pubblicitario, e posso dire senz’alcuna ombra di dubbio che i tanto decantati stage di formazione sono vero e proprio lavoro non pagato, organizzato malissimo e senza nessuna validità di formazione lavorativa.

La riforma, o per meglio dire la “controriforma”, non è altro che la prosecuzione dell’attacco alla scuola pubblica che i governi precedenti a quello di Renzi, il gran rottamatore e riformatore di centro sinistra, hanno portato avanti.

Come funzionano gli stage? Non erano previsti anche dei rimborsi per gli studenti?

Quest’anno, come l’anno scorso sono stato costretto a conseguire le ottanta ore previste dagli stage, queste ore lavorative non vengono in alcun modo retribuite e devono essere fatte in orario scolastico. Ad oggi mi sono travato a lavorare come fotografo, attività che coincide in parte con il mio percorso scolastico, ma già l’anno scorso mi sono trovato a lavorare per l’UNICEF pulendo e sistemando una libreria. Molti miei compagni di classe sono stati meno fortunati e sono stati spediti letteralmente a fare fotocopie in Regione o a non fare assolutamente nulla in aziende a conduzione famigliare. Il tutto, oltre a non essere assolutamente retribuito, senza una ben che minima forma di rimborso per le spese quali pranzo e viaggio.

Quindi oltre a non essere retribuiti, e a non esserci alcuna forma di rimborso per spese necessarie, sono attività che non rispecchiano in alcun modo il tuo percorso di studi. Ma in che modo sono obbligatori?

Sono obbligatori per il fatto che se uno studente non dovesse completare tutte le ore previste, e nonostante questo abbia una media dei voti che glielo permetterebbe, non potrebbe completare il suo percorso scolastico e si scorderebbe il suo tanto agognato diploma. Io stesso mi sono trovato in una situazione in cui ho rischiato di non poter accedere al diploma. L’assicurazione che mi copriva durante lo svolgimento delle ore di stage era solo di quaranta ore sulle ottanta previste, rendendo cosi impossibile per me lavorare da stagista, per fortuna il mio datore di lavoro mi ha praticamente “regalato” delle ore lavorative, in un’altra situazione mi sarei ritrovato già in terza superiore senza la possibilità di accedere al diploma.

Gli studenti così sono legati mani e piedi, non vi è alcun modo per evitare di fare gli stage?

Nessuno, se si salta anche solo un’ora di stage occorre portare il certificato medico, lo stage è assolutamente fondamentale per terminare gli studi e avere il diploma. Il dramma è che tutto questo si inserisce nel generale dell’entrata dei privati nelle scuole pubbliche, privatizzazione che viene spacciata come “investimenti privati per tappare i buchi delle carenze della scuola pubblica”. Questi buchi, sono i materiali scolastici che non ci sono, strutture decadenti e contributi volontari obbligatori, di fatto le rette che uno studente deve pagare per l’iscrizione annuale. Queste sono sempre più esorbitanti e meno accessibili per gli studenti poveri. Inoltre è utile sottolineare che un privato non investe in strutture scolastiche già degradate, ma in quelle che sono già funzionanti e privilegiate, creando sempre più scuole di serie A, in mano ai privati, e scuole di serie B degradate.

Se dovessi trovare un lavoro, pagato si intende, c’è la possibilità di sostituire con esso gli stage?

Io ho trovato recentemente lavoro, e ho chiesto alla direzione scolastica se era possibile fare questo ma ovviamente mi hanno risposto di no. Quindi io sono costretto a fare degli stage non retribuiti quando potrei benissimo fare soltanto un lavoro che bene o male mi viene retribuito. Vorrei far presente inoltre, che gli stage sono inoltre una grave perdita di tempo a danno del mio studio, in quanto svolti in orari scolastici.

Grazie M, ancora una cosa, hai descritto molto bene la situazione della scuola pubblica, una situazione di grave sofferenza dovuta ai tagli dei fondi per l’istruzione operati dal governo Renzi e da quelli che lo hanno preceduto, e dalla crescente privatizzazione. Come vorresti che fosse l’istruzione pubblica italiana?

Vorrei che il nostro sistema d’istruzione permettesse agli studenti di formarsi sia dal punto di vista teorico che pratico, io tendenzialmente non sono contro gli stage per una formazione di base nell’ambito lavorativo, ma dovrebbero essere innanzi tutto retribuiti il giusto e soprattutto organizzati in modo da essere veramente formativi per lo studente. E soprattutto che la scuola sia completamente pubblica, gratuita e quindi accessibile a tutti. Mi rendo conto che ad oggi possa sembrare impensabile arrivare ad una cosa simile, ma sono convinto che solo lottando si possa arrivare a questo.