GENOVA Elezioni università: la nostra campagna

Nelle giornate del 26 e del 27 aprile si sono svolte a Genova le elezioni delle rappresentanze studentesche negli organi di governo dell’università, ovvero il Cda (Consiglio d’amministrazione che si occupa della parte finanziaria) e il SA (Senato accademico: organo più politico che si occupa di discutere le decisioni prese dal Cda).

Il collettivo anticapitalista Resistenze Internazionali ha partecipato proponendo un compagno come candidato di punta della lista e portando avanti una campagna con parole d’ordine radicali. I punti principali sono stati sostanzialmente 3: la revisione dei criteri di attribuzione delle borse di studio innalzando il valore ISEE necessario per fare domanda, rendere i tirocini facoltativi e retribuiti in quanto troviamo inaccettabile che delle prestazioni lavorative non abbiano alcun compenso e infine eliminare quella logica di mercato che da anni sta entrando  prepotentemente all’interno degli atenei dove ci si dimentica che l’università non è un’azienda e che non può e non deve essere sottomessa alla logica del profitto.

La campagna elettorale è durata un mese, durante il quale sono stati stampati migliaia di volantini e abbiamo discusso con centinaia di studenti. Quello che più ci ha colpito è stata la grandissima disinformazione degli studenti a proposito della vita politica della propria università, in pochi sapevano della presenza delle elezioni e ancora meno conoscevano il ruolo e l’esistenza degli organi di governo.

I dati finali delle elezioni fotografano una situazione abbastanza inquietante per quanto riguarda la partecipazione, su 32.478 studenti solo 4.797 hanno deciso di votare e di questi voti 1.088 sono risultate schede bianche o nulle. Questi dati preoccupanti possono essere spiegati attraverso delle considerazioni che partono dal livello generale di coscienza politica di oggi. Il giovane medio viene continuamente scoraggiato dal partecipare alla vita politica del proprio Paese che propone modelli di politica corrotti e fatti nell’interesse dei pochi, mentre chiunque provi a mobilitarsi per rendere migliore la vita alla gente comune viene bollato come ‘utopista’.

La mancanza di informazioni, fornite dall’ateneo negli anni infine ha indebolito ancora di più lo spirito di iniziativa degli studenti, questi hanno cominciato a dimenticare come siano stati ottenuti tutti quei diritti che oggi sono garantiti. Tramite le lotte che migliaia di giovani hanno combattuto nelle strade per affermare il diritto allo studio anche per i più poveri. La lista di cui faceva parte il nostro compagno ha ottenuto l’acceso ad un seggio in Senato ma, per pochi voti, non è stato il compagno ad accedervi. Siamo comunque molto soddisfatti per come si è conclusa la campagna visto che è stata la prima volta che ci siamo confrontati con una campagna elettorale per il senato accademico. Inoltre, questa campagna ha permesso al collettivo di vedere eletti alcuni dei suoi esponenti all’interno dei Consigli dei corsi di studio e di discutere con centinaia di studenti dei problemi che coinvolgono la propria università.

Detto questo non bisogna però dimenticare che, anche se è necessario avere una rappresentanza studentesca all’interno degli organi di governo, questo non può mettere in ombra quella che è davvero la cosa importante: continuare ad organizzare quegli studenti che credono nella possibilità di cambiare il sistema educativo che si sta trasformando in un lusso che solo pochi fortunati possono permettersi. Dal 2015 il 20% di studenti borsisti si sono trovati fuori dalle graduatorie grazie al nuovo metodo per il calcolo ISEE.

È giunto il momento per gli studenti di ricordare le lotte vittoriose che hanno permesso l’apertura dell’università anche agli strati più deboli della popolazione e preparasi a lottare contro tutte quelle riforme, che chiuderanno le porte dell’istruzione in faccia a migliaia di giovani che avranno come unica colpa quella di non essere figli di grandi imprenditori.