SPAGNA La svolta a sinistra del PSOE

Pedro Sánchez ha trionfato alle primarie del PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo) con più di 74.000 voti, (il 50%) rispetto alla candidata della corrente di destra, Susana Díaz, rimasta indietro di molto, con il 40%, La vittoria di Pedro Sánchez è una buona notizia per tutti coloro che lottano contro il PP (Partito Popolare) e che vogliono porre fine al suo governo il prima possibile. Questa vittoria è la più grande sconfitta interna del felipismo ma, in particolar modo, questi risultati mettono in luce la volontà della base del PSOE di voler uscire dalla logica che aveva condotto il partito ad essere uno dei più forti alleati delle politiche liberiste in Spagna.

Il PSOE è stato a capo di governi che promossero controriforme lavorative, delle pensioni e dell’istruzione, che facilitarono il cammino alle barbarie commesse dal PP in questi anni. Felipe, ora conosciuto per aver guadagnato fama di intermediario, è stato il padre indiscusso della svolta a destra del PSOE in linea con Blair e il resto dei capi della socialdemocrazia mondiale, cosa che la borghesia ha premiato generosamente.

Molti capi politici riflettono forze di classe in ascesa o in regresso, così come i fatti che portano a profondi cambi nella situazione attuale. Felipe González, Blair, Craxi, Papandreu e una schiera come loro, rappresentavano con le loro politiche, le sconfitte della classe operaia e la gioventù durante le lotte degli anni settanta, il boom dell’economia capitalista negli anni ottanta e, in modo molto significativo, il crollo dello stalinismo. Nel caso della Spagna il crollo del bipartitismo è la conseguenza di una grande crisi economica, di una frattura sociale senza precedenti, dell’aumento della precarietà e dell’impoverimento. Ma la cosa fondamentale è comprendere che i rapporti di forza sono mutati completamente, milioni di giovani, di lavoratori e di settori degli strati medi si sono rivolti a sinistra alla ricerca di un’uscita da una situazione insopportabile.Questi cambiamenti della base e l’avanzamento nel processo di presa di coscienza da parte degli oppressi, spiega e la nascita di partiti come Podemos e Syriza o di nascita di figure di spicco all’interno della sinistra come Melénchon in Francia e di Corbyn all’interno del partito laburista britannico.

Sánchez deve contare sulla forza della militanza, sull’entusiasmo che è scoppiato dentro e fuori il partito, per definire chiaramente le sue linee di programma, che non possono essere altro che una forte opposizione alle politiche di tagli e di attacchi ai diritti democratici, e la creazione di unalleanza politica con Unidos Podemos per mandare via il prima possibile il PP dal governo.La grande mobilitazione di Unidos Podemos dello scorso 20 maggio, dove decine di migliaia di persone hanno riempito la Puerta del Sol, è stata la più grande prova di come le condizioni per far cadere il PP non si attuino in Parlamento ma in strada.

Pedro Sánchez deve recuperare il programma del socialismo, del vero socialismo che altro non è che il marxismo. Bisognerà vedere se sarà capace di percorrere questo cammino e confrontarsi con un apparato che farà tutto il possibile per sconfiggerlo di nuovo.