RUSSIA Vile attacco contro i sindacati

Sono arrivate in questi giorni notizie dalla Bielorussia di attacchi pesanti contro il Sindacato Indipendente dell’Industria elettronica e Radiofonica e nei confronti della Confederazione dei Sindacati Indipendenti della Repubblica.

La polizia è entrata dentro i loro uffici, fatto perquisizioni e ha rimosso tutti i computer e i dispositivi di memoria mentre portavano via Gennadii Fedynich, Presidente del SIIR, Alexander Yaroshyuk leader del CSIR e altri per interrogarli.

Ufficialmente l’accusa è che i sindacati non siano in regola con il pagamento delle tasse, ma tutti gli attivisti sanno che in realtà si tratta di una ritorsione contro i sindacalisti che si sono schierati alla testa delle manifestazioni che si sono svolte quest’anno contro le ‘Tasse contro i Parassiti’ ovvero i disoccupati. http://socialistworld.net/index.php/international/europe/70-russia/7921-russia-belarus-a-week-end-of-mass-protests).

KAZAKISTAN

Nell’autoritario Kazakistan l’ultima ondata di attacchi ai sindacati ha raggiunto un nuovo livello. In un anno in cui quattrocento organizzazioni sindacali sono state chiuse dal regime, l’ultima notizia è che la corte di Shimkent nel Sud del Kazakistan ha condannato Larisa Kharkova, leader della Confederazione dei Sindacati Indipendenti del Kazakistan, alla confisca della sue proprietà personale (incluso il suo appartamento), oltre a cinque anni di interdizione dalle attività sindacali e cento ore di lavoro sociale all’anno.

Il suo crimine secondo l’accusa è abuso di potere, ma in realtà si tratta di una ritorsione per il supporto dimostrato per lo sciopero della fame portato avanti da più di settecento lavoratori del settore petrolifero fatto a Mangystau questo Gennaio.

RUSSIA

L’attacco più brutale è avvenuto il 2 agosto a Mosca. Ali Feruz, il cui vero nome è Khudoverdi Nurmatov, è stato condannato da una corte notturna ad essere deportato in Uzbekistan. Anche se ha 10 giorni per appellarsi deve spendere questi giorni all’interno di una prigione fatta apposta per gli stranieri, che ha velocemente guadagnato la fama della ‘Guantanamo Russa’.

Nato in Uzbekistan, Ali è cresciuto in Russia i suoi parenti e familiari sono tutti cittadini russi. Andato a studiare in Uzbekistan ha denunciato più volte la natura autoritaria dell’allora regime di Karimov. Fu arrestato e torturato in maniera brutale, tanto che una volta tornato in Russia è stato costretto a impegnare buona parte del suo tempo nella riabilitazione.

Da quando è tornato in Russia Ali ha lavorato come giornalista nel giornale di opposizione ‘Novaya Gazeta’. In quel ruolo ha combattuto contro ogni attacco diretto a ledere i diritti umani e democratici. Il suo lavoro di giornalista ha aiutato a dimostare come i migranti siano costretti a condizioni di lavoro misere e come certi gruppi nazionali vengano discriminati.

Ha lavorato in collaborazione con i membri di Socialist Alternative nel creare il Sindacato Indipendente dei Giornalisti, che ha avuto un ruolo centrale nel divulgare i brutali attacchi che la comunità LGBT subisce in Cecenia.

Mentre stava camminando per la strada fuori dall’ufficio della ‘ Novaya Gazeta’ nel centro di Mosca è stato fermato dalla polizia per un controllo documenti è stato poi portato davanti alla corte con l’accusa di trovarsi illegalmente in Russia. I membri di Socialist Alternative ( CWI in Russia) nonostante minacce e intimidazioni hanno organizzato un picchetto in solidarietà fuori del tribunale.

L’importanza di questo caso è dimostrata da due fattori. Il primo è che il processo di Ali è avvenuto in concomitanza con quello portato avanti contro una banda di banditi che si è tenuta dall’altra parte di Mosca. Questi hanno messo in atto un piano di evasione sfociato in una sparatoria con quattro morti.

La polizia ha utilizzato solo 4 cellulari per questi banditi e ben 8 erano di guardia al processo di Ali. Ancora più importante è il fatto che oltre duemila persone sono state arrestate a Mosca e San Pietroburgo per attività politiche quest’anno e almeno trecento hanno speso due settimane in cella. Ma non c’è ancora stato un movimento di protesta.

Ali è ben conosciuto come un irriducibile oppositore al regime autoritario che insieme a Socialist Alternative ha creato il Sindacato Indipendente dei Giornalisti nonostante tutte le intimidazioni subite.

Attivisti e simpatizzanti di Socialist Alternative si trovavano ancora al di fuori del tribunale all’arrivo della condanna e dozzine se non centinaia sono pronti a lanciarsi in una campagna di protesta.

Socialist Alternative in Russia chiama tutti gli attivisti di sinistra, sindacalisti, giornalisti e attivisti LGBT a supportare Ali:

Il sindacato dei giornalisti, Amnesty International in Russia e Novaya Gazeta supportano Ali.