“Se serve spaccategli un braccio”

Giovedì 24 Agosto la polizia italiana ha violentemente attaccato il presidio dei migranti Somali e Eritrei accampati da alcuni giorni nelle aiuole di Via Indipendenza nel cuore di Roma a pochi passi dalla stazione di Roma Termini. Lo sgombero dell’accampamento di fortuna nel quale dormivano da alcuni giorni i migranti inclusi donne, bambini e disabili è stato sgomberato con una brutalità e un accanimento senza pari. La polizia ha utilizzato idranti e come testimoniato dalle immagini riprese da giornalisti delle principali testate nazionali, le manganellate si sono sprecate. Le immagini della polizia che attacca con violenza migranti ai quali è stato riconosciuto lo status internazionale di profughi hanno fatto il giro del mondo.

L’ordine dato agli agenti era chiaro e non lasciava spazio ad interpretazioni; il presidio andava sgomberato ad ogni costo chiunque avesse resistito sarebbe stato pestato e portato in questura. Ha fatto molto scalpore la frase pronunciata da un dirigente della polizia romana che invita i suoi uomini a ‘spaccare le braccia‘ di chi resisteva allo sgombero. Si tratta in realtà di una prassi consolidata da lungo tempo. Una prassi che abbiamo visto applicata negli ultimi anni a Genova in Val Susa e negli hub della logistica contro lavoratori, migranti e militanti di sinistra. Questa prassi è racchiusa nella dottrina del ministro degli Interni Marco Minniti che postula che chiunque metta in campo una qualsivoglia forma di opposizione alle politiche di massacro sociale e di guerra contro i poveri debba essere trattato come un criminale.

La repressione di Roma colpisce perché ci si accanisce contro dei rifugiati ai quali è stato riconosciuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ci si accanisce contro donne e bambini indifesi per difendere e tutelare le proprietà del fondo di investimento immobiliare Idea Fimit con 9 miliardi di capitale, il cui attivista di maggioranza è De Agostini con il 64,3%, seguito da INPS con il 27,3% e da Carispezia con il 6%. La repressione di ieri non è una repressione contro i migranti ma contro i poveri, contro chi è costretto dal capitalismo a vivere senza un tetto sopra la testa.

Resistenze Internazionali condanna fermamente le violenze messe in atto dalla polizia di stato ai danni dei migranti e rivendica la necessità di espropriare le case sfitte e le proprietà dei palazzinari romani e del Clero per poter garantire un tetto ed una sistemazione dignitosa ai migranti e alle famiglie romane povere e senza reddito.

Lottiamo per:

  • L’immediata abolizione del decreto Minniti e di tutte le leggi repressive introdotte ai danni dei lavoratori e dei poveri negli ultimi anni
  • L’immediata regolarizzazione di tutti i migranti, senza distinzione alcuna tra migranti ‘politici o economici’ attualmente sul territorio italiano
  • L’immediata cessazione degli sfratti e dei pignoramenti per morosità
  • L’attribuzione a mezzo di esproprio e senza indennizzo delle case sfitte dei palazzinari e del clero a tutti quelli che ne hanno bisogno
  • L’ immediata messa in sicurezza di tutte le abitazioni vecchie o pericolanti e la costruzione di nuovi alloggi popolari per dare una sistemazione dignitosa a chi ne ha bisogno