VENEZUELA Fermare la Controrivoluzione con una politica Socialista!

Il 30 Luglio scorso si sono tenute in Venezuela le elezioni per l’Assemblea Costituente, convocate dal presidente Maduro alcuni mesi prima. Queste elezioni si sono svolte in un clima sociale e politico tesissimo, dovuto alle mobilitazioni che da alcuni mesi la destra sta organizzando contro il governo chavista e alla drammatica crisi economica in cui versa il paese.

Negli ultimi anni la crisi petrolifera ha colpito duramente il Venezuela, la cui economia si basa quasi esclusivamente sulle esportazioni del greggio. Di questa situazione ha approfittato la destra reazionaria e filoimperialista, rappresentata dalla MUD (Mesa de Unidad Democratica), per capitalizzare lo scontento della popolazione venezuelana contro il governo, con il fine di distruggere tutte le conquiste sociali e democratiche ottenute dal popolo venezuelano grazie alla rivoluzione bolivariana. La destra reazionaria, pur nascondendosi dietro ad una fraseologia democratica, se arrivasse al potere attuerebbe un programma neoliberista di privitizzazioni e di tagli alla spesa pubblica, un programma che distruggerebbe tutte le riforme progressiste attuate da Chavez come sanità e istruzione pubblica, case popolari per i poveri, assistenza agli anziani e ai bisognosi e via dicendo. Inoltre un governo di destra regalerebbe all’imperialismo statunitense tutte le risorse del paese, consegnando il petrolio e le immense ricchezze minerarie alle multinazionali americani, esattamente come sta facendo il governo di Temer in Brasile dopo la sconfitta del PT(Partito dei Lavoratori).

Sarebbe insomma un incubo per il popolo e una manna dal cielo per i capitalisti. I media occidentali, asserviti all’imperialismo statunitense, ci presentano gli oppositori della destra come dei pacifici manifestanti e Maduro come un perfido dittatore, una specie di novello Stalin. In realtà se è vero che il presidente venezuelano ha risposto con la repressione alle mobilitazioni della destra provocando decine di vittime fra i manifestanti è altrettanto vero che i militanti di destra non sono affatto pacifici: molti di loro hanno organizzato veri e propri attentati terroristici per destabilizzare il paese e hanno ucciso, bruciandoli vivi, decine di chavisti, di neri e di militanti di sinistra; tutti fatti che i nostri media si guardano bene dal raccontare.

Le stesse elezioni per la costituente si sono svolte in un clima di violenza e di attacchi squadristici da parte della destra, attacchi volti ad impedire alla gente di andare a votare; basti pensare che il giorno delle elezioni alcuni militanti di destra hanno organizzato un attentato a Caracas contro dei militari bolivariani predisposti a garantire la sicurezza durante le elezioni. A prescindere da questo, secondo fonti governative, circa 8 milioni di venezuelani sono andati a votare, il che dimostra che il popolo venezuelano non è in balia della destra e dell’imperialismo e che intende lottare e mobilitarsi per difendere le conquiste della rivoluzione.

Non dimentichiamo inoltre che la destra che oggi si erge a difesa della democrazia è la stessa che nel 2002 tentò un violento colpo di stato militare contro Chavez, presidente democraticamente eletto, un golpe che se fosse andato in porto avrebbe comportato il massacro di migliaia di giovani e di lavoratori, come avvenne in Cile e in Argentina durante la dittatura militare. Riteniamo quindi che ogni autentico socialista debba difendere i diritti sociali e democratici ottenuti grazie alla rivoluzione bolivariana dagli attacchi dell’imperialismo e che sostenere le mobilitazioni della destra sarebbe un crimine contro la classe operaia e il popolo venezuelano; tuttavia a differenza della sinistra riformista e stalinista noi marxisti rivoluzionari non sosteniamo acriticamente il governo di Maduro e le sue politiche, poiché in Venezuela non c’è affatto il socialismo ma un regime capitalista a tutti gli effetti: si tratta di un paese in cui il divario fra ricchi e poveri è alle stelle, in cui più della metà dell’economia è controllata dai capitalisti e in cui nelle imprese gestite dallo stato non esiste alcuna forma di controllo democratico dei lavoratori, un paese in cui il governo limita il diritto di sciopero e altri diritti democratici dei lavoratori.

Le politiche intraprese da Maduro sono l’esatto opposto delle politiche che sarebbero necessarie per fermare la destra: Maduro infatti sta attuando misure procapitaliste e antipopolari; invece di investire in sanità, istruzione e nei servizi sociali il governo chavista spende i soldi pubblici per pagare gli interessi sul debito alle grandi banche, e questo in un momento in cui il popolo muore letteralmente di fame a causa della crisi e sarebbero necessarie politiche sociali per alleviare le sofferenze dei poveri; inoltre invece di rispondere agli attacchi e al boicottaggio economico dei capitalisti espropriando le loro aziende Maduro ha dato carta bianca alle multinazionali per sfruttare le risorse minerarie del Venezuela nelle cosiddette ‘zone speciali’, facendo enormi regalie all’imperialismo russo e cinese e facendo concessioni persino agli odiati imperialisti americani. E’ naturale che sia la destra reazionaria a trarre vantaggio da una politica del genere.

Noi marxisti riteniamo che per fermare la controrivoluzione occorra una risoluta politica socialista, una politica che abbia il coraggio di rompere con il capitalismo, espropriando le grandi multinazionali che affamano e sfruttano la popolazione venezuelana, rifiutandosi anche di pagare il debito agli imperialisti, che dal popolo del Venezuela hanno avuto anche fin troppo senza mai dare nulla. Un autentico governo socialista inoltre dovrebbe cacciare la burocrazia bolivariana, burocrazia che sta distruggendo la rivoluzione dall’interno; una burocrazia corrotta e parassitaria che si autoproclama socialista e sventola la bandiera rossa ma poi gode di enormi privilegi e fa affari con i capitalisti, una burocrazia complice della destra e dell’imperialismo. Riteniamo infine che solo una mobilitazione dal basso delle classi popolari venezuelane possa sconfiggere la destra reazionaria, distruggere il capitalismo e cacciare la burocrazia. Purtroppo il governo di Maduro sta andando nella direzione opposta poiché invece di attuare una politica socialista sta cancellando addirittura numerose riforme progressiste approvate dallo stesso Chavez, colpendo duramente i diritti dei lavoratori.

Sappiamo che le elezioni della costituente si sono svolte in modo estremamente burocratico, ai nostri compagni di Izquierda Revolucionaria  per esempio è stato impedito per esempio di candidarsi. Chiediamo che la costituente diventi per davvero rivoluzionaria, che ogni eletto sia cioè revocabile in ogni momento dagli elettori e percepisca uno stipendio pari a quello di un operaio specializzato, chiediamo uno stato socialista basato sul potere dei consigli dei lavoratori, organi della democrazia operaia, chiediamo infine il controllo operaio sulla produzione.

Gli imperialisti vorrebbero farci credere che In Venezuela è fallito il socialismo, in realtà se la situazione del paese è così tragica è proprio perché il governo chavista non ha mai voluto rompere con il capitalismo e attuare una politica socialista. In Venezuela non è fallito il socialismo ma il tentativo utopico di riformare il sistema capitalista in senso sociale e democratico, il tentativo impossibile  dei riformisti di conciliare gli interessi del capitale con quello del lavoro. Pur criticando il governo chavista e i suoi imperdonabili errori al tempo stesso non diamo credito alla violenta campagna imperialista contro il Venezuela: Trump e i suoi alleati come Gentiloni non riconoscono l’assemblea costituente e accusano Maduro di essere un dittatore.

Questi ipocriti imperialisti che si ergono a difensori della democrazia e dei diritti umani sono gli stessi che riconoscono e fanno affari con governi dittatoriali come quello egiziano, responsabile dello sterminio di migliaia di oppositori, e quello saudita, retto da una casta di fondamentalisti islamici. Per questi criminali sono ‘democrazie’ i paesi che fanno gli interessi dell’imperialismo americano e ‘dittature’ quelli che vi si oppongono, la loro ipocrisia è vomitevole. Solo la rivoluzione socialista può risolvere la crisi venezuelana: abbasso i burocrati e i capitalisti!