28 settembre Giornata d’azione globale per il diritto all’aborto

Il 28 settembre milioni di donne e uomini scenderanno in piazza in tutto il mondo per chiedere la depenalizzazione dell’aborto. Ogni anno 47.000 donne muoiono a causa degli aborti clandestini. Decine di migliaia soffrono le terribili conseguenze di leggi disumane.

Donne come Evelyn Beatriz Hernandez Cruz, stuprata in El Salvador dove l’aborto e’ completamente illegale, e condannata a 30 anni in prigione per la nascita di un bambino morto; o come una bambina di 10 anni in India, rimasta incinta dopo uno stupro ma costretta a partorire rischiando la vita; o come Savita Halappanavar di 31 anni, morta il 28 ottobre 2012 in Irlanda da complicazioni di un aborto spontaneo perché’ i medici avevano rifiutato di interrompere la gravidanza.

Anche nei Paesi dove esiste sulla carta il diritto all’aborto l’accesso diventa sempre più difficile. Negli Stati Uniti dove ci sono sempre meno cliniche che praticano l’aborto e dove i fondamentalisti cristiani cercano di introdurre sempre più ostacoli per impedire l’accesso all’aborto alle donne che ne hanno bisogno; in Italia  dove l’obiezione di coscienza raggiunge livelli astronomici (più del 70% al livello nazionale, il 90% in alcune regioni come Molise e Basilicata) e dove e’ morta dalle complicazioni di un aborto spontaneo Valentina Miluzzo, una donna di 32 anni, incinta di due gemelli, ricoverata presso l’ospedale Cannizzaro di Catania.

Il medico di turno obiettore aveva rifiutato di intervenire finche’ il cuore del feto non batteva. Il 28 settembre fa parte di un’ondata di resistenza, di proteste e scioperi in corso in tutto il mondo.

Polonia

100.000 donne in tutte le citta’ del Paese hanno partecipato nello ‘sciopero delle donne’ del 3 ottobre 2016. Questa protesta vittoriosa e’ riuscita a bloccare l’offensiva dei fondamentalisti cattolici  che cercavano di limitare ulteriormente la legge sull’aborto, fortemente repressiva, attualmente in vigore. La nuova legge avrebbe cancellato l’aborto nei casi di stupro, incesto o malformazione del feto, permettendo l’aborto solo in caso di grave pericolo di vita della madre.

USA

L’inaugurazione del Presidente Donald Trump ha scatenato la ‘marcia delle donne’, la più partecipata giornata di protesta nella storia degli USA. Molti dei 4 milioni donne e uomini  presenti hanno manifestato in difesa dei diritti riproduttivi minacciati non solo dal sessista Trump, che ha firmato una legge che permette agli stati di rifiutare soldi a organizzazioni come Planned Parenthood che prestano servizi legati all’aborto, ma anche dai settori sociali più reazionari incoraggiati dalla sua elezione a riprendere l’offensiva contro i diritti riproduttivi.

Irlanda

Migliaia di donne sono attive in una campagna per cancellare l’ottavo emendamento della costituzione e per il diritto all’aborto gratuito, sicuro e legale. L’ottavo emendamento criminalizza l’aborto in ogni caso salvo quello in cui la vita della donna è a rischio.  Le attiviste di ROSA (for Reproductive rights, against Oppression, Sexism and Austerity), una componente importante di questo movimento, hanno utilizzato metodi innovativi per promuovere la campagna, incluso viaggi in treno e in pullman in tutto il Paese durante i quali veniva apertamente illegalmente distribuita la pillola abortiva. ROSA ha anche sottolineato la necessità di legare la campagna a favore di cambiamenti legali sull’aborto a una lotta sociale più ampia per la separazione della chiesa e dello stato e contro l’austerità e i tagli sociali.

Resistenze Internazionali lotta per :

  1. Difesa del diritto all’aborto
  2. Fuori gli obiettori di coscienza dagli ospedali, dalle cliniche e dai consultori
  3. Stop ai tagli alla sanita’ e ai consultori
  4. Accesso garantito e gratuito ai metodi contraccettivi
  5. Educazione sessuale nelle scuole libera dalle pressioni religiose e morali
  6. Diritto alla fecondazione assistita gratuita
  7. Stop ai tagli ai servizi pubblici
  8. L’introduzione di misure come un salario minimo dignitoso, la parità salariale e occupazionale tra uomo e donna, il diritto alla casa, il diritto al congedo parentale per entrambi i genitori, l’accesso ad asili nido pubblici gratuiti e di qualità per permettere la libera scelta di avere e far crescere dei figli senza difficoltà economiche
  9. La realizzazione di un sistema economico e sociale mirato a soddisfare i bisogni della maggioranza, fuori dal controllo di una minoranza motivata solo dal profitto.

 

 Christine Thomas