BOLOGNA In piazza per difendere l’inclusione

Più di 200 persone hanno protestato contro l’arrivo del “bus dell’odio” a Bologna il 27 settembre. Organizzato dalle associazioni degli integralisti cattolici, il bus arancione sta girando diversi paesi europei e americani con gli slogan “I bambini sono maschi e le bambine sono femmine. La natura non si sceglie” e “#StopGender nelle scuole”. A Bologna abbiamo già assistito alle intimidazioni da parte dei fascisti nelle scuole dell’area Reno-Galliera, e alla schedatura di tutte le scuole della provincia in base al livello di adesione alla “teoria gender”. Lo scorso giugno è stata costituita una rete di associazioni e di cittadini/e per contrastare questa escalation di discriminazione sul nostro territorio, per lottare insieme per una società aperta, plurale e anti-fascista e per rivendicare una Bologna accogliente che promuova l’educazione alle differenze e all’inclusione.

Come ci ha spiegato Emily, un’organizzatrice della protesta: “Noi siamo qui oggi per distribuire simbolicamente i bollini rossi che sono stati utilizzati dalle forze dell’ordine per schedare le scuole che offrono programmi di educazione all’inclusione e al rispetto delle differenze. Vogliamo cambiare la percezione negativa di questi programmi che riteniamo essere fondametali per l’educazioni delle nuove generazioni. Siamo orgogliosi che nelle scuole a Bologna si educhi al rispetto e all’inclusione. Pensiamo che corsi di questo tipo possano prevenire il bullismo e il femminicidio. Quindi è assolutamento fondamentale che vengano fatti. Inoltre non possiamo restare indifferenti davanti a un autobus che dice “i bambini sono maschi e le bambine sono femmine. La natura non si sceglie”. Queste sono delle frasi agghiaccianti. La nostra costituzione difende il diritto di esprimirci, di seguire le nostre inclinazioni e di costruire la nostra personalità in totale libertà, nonchè la libertà di insegnamento nelle scuole. Scendendo in piazza oggi volevamo ricordarlo.”