BOLOGNA UN SOLO GRIDO: RIAPRIAMO LABAS!

Sabato 9 Settembre si è tenuta a Bologna un’importante manifestazione che ha visto la partecipazione di più di 10.000 persone. Il corteo era stato indetto dal centro sociale bolognese Làbas, sgomberato dalla polizia lo scorso 8 Agosto dalla sede dell’ex caserma Masini di via Orfeo, edificio pubblico sfitto che gli attivisti del centro sociale occupavano da diversi anni. Lo sgombero si è svolto senza preavviso da parte del comune e della questura ed è stato attuato con estrema violenza:decine di studenti inermi sono stati manganellati dalla celere. Questo episodio ha provocato molto sdegno fra gli abitanti del quartiere Santo Stefano, sia per la violenza della polizia sia per il fatto che gli attivisti di làbas si erano distinti per le loro attività sociali in favore della gente in difficoltà: per tutti gli anni dell’occupazione il centro sociale aveva infatti aiutato i poveri, immigrati e italiani, rimettendo in sesto un edificio che il comune aveva lasciato nel degrado e dando inoltre ai contadini emiliani la possibilità di vendere i loro prodotti in mercatini che venivano organizzati settimanalmente.

Per questo motivo il corteo di Sabato, che chiedeva una nuova sede per il centro sociale, è stato molto partecipato con migliaia di attivisti e di studenti dei centri sociali(XM24,Circolo anarchico Berneri,Crash), attivisti sindacali di USB e della FIOM ma anche mamme con bambini e intere famiglie. Il corteo, partito da Piazza XX Settembre e terminato con una festa in Piazza Carducci, aveva un solo grido:Riapriamo làbas!

In seguito a un corteo tanto partecipato il sindaco Merola ha dovuto cedere e ha promesso che a breve troverà per gli attivisti una nuova sede. Secondo i militanti del centro sociale il Làbas non ha firmato la pace con il sindaco e non ha siglato un accordo, ha semplicemente conquistato uno spazio per tutti. Questo episodio, come molti altri, dimostra che con la lotta è possibile ottenere dei risultati concreti. Come Resistenze Internazionali ci auguriamo che questa vicenda si concluda per il meglio ed esprimiamo la nostra piena solidarietà agli attivisti del Làbas e a tutti i militanti vittime della repressione dello stato.

Il giorno del corteo la città si è riempita di polizia(celere, guardia di finanza e carabinieri), segno evidente che lo stato è sempre più duro contro coloro che si oppongono al sistema. Del resto lo stesso questore di Bologna, appena insediatosi, ha dichiarato che il problema di Bologna sono gli attivisti della sinistra anticapitalista e dei centri sociali: una chiara dichiarazione di guerra contro i militanti di sinistra e tutti i movimenti anticapitalisti!

Resistenze Internazionali Bologna