Fallisce la prospettiva di uno sciopero generale unitario del sindacalismo di base

L’assemblea convocata il 23 settembre a Milano da CUB, SGB e SLAI Cobas, SI Cobas, USI ha deciso la convocazione di uno sciopero generale per il prossimo 27 ottobre. Lo sciopero convocato da queste organizzazioni sindacali mobiliterà i lavoratori attorno alla seguenti rivendicazioni:

-Abolire le disuguaglianze salariali, sociali, economiche, di genere e quelle nei confronti degli immigrati.
− Forti aumenti salariali, una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro e investimenti pubblici per ambiente e territorio.
− Avere una pensione a 60 anni o con 35 anni di contributi. Abolire la legge Fornero
− Garantire il diritto universale alla salute, all’abitare, alla scuola, alla mobilità pubblica e tutele reali di salario per i disoccupati.
− Difendere il diritto di sciopero con l’abolizione delle leggi che lo vincolano.
− Rigettare l’accordo truffa del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza.
− Contrastare la politica dei paesi imperialisti come l’Italia che per la rapina ed il controllo delle risorse fomentano e partecipano in molti paesi alle azioni militari opprimendo il proletariato e le masse povere di questi aumentano le stesse spese militari.

Il buon senso, o anche soltanto un briciolo di comprensione su quelli che sono i rapporti di forza nella società oggi, avrebbe voluto che queste sigle del sindacalismo confederale lavorassero di concerto l’USB per la costruzione di una grande giornata di lotta. Così non è stato. La convocazione di questo sciopero è comunque un elemento positivo che accogliamo con favore. Uno sciopero come questo che serve a popolarizzare delle rivendicazioni generali e a mostare come l’alternativa al sindacalismo confederale esista. Non possiamo però esimerci dal fare una semplice valutazione. La convocazione di questo sciopero e sopratutto la mobilitazione per questo avrebbe sicuramente riscosso maggiore successo se le varie realtà del sindacalismo di base avessero fatto convergere le proprie forze per la convocazione di uno sciopero generale unitario con l’Unione Sindacale di Base.

Non vogliamo entrare in polemica con le segreterie dei vari sindacati di base, non ci interessa individuare colpe o responsabilità delle singole strutture. Ci limitiamo a registrare come il prevalere di piccoli interessi di bottega abbia impedito la convocazione di una giornate di sciopero unitario che avrebbe certamente inviato un segnale forte e chiaro di lotta e di opposizione alla crisi del capitalismo e alla distruzione delle nostre condizioni di vita e di lavoro. Fino a quando le direzioni del sindacalismo confederale privileggeranno il settarismo e il patriottismo organizzativo tutte le lodevoli iniziative di lotta messe in campo rischieranno di essere fortemente depotenziate.

I lavoratori chiedono nei posti di lavoro di lottare tutti uniti contro i padroni, l’autoreferenzialità di qualche singla sindacale è un lusso che non possiamo permetterci.