Falsi Miti: Palmiro Togliatti

Uno fra i politici più celebrati dalla sinistra italiana è senza dubbio Palmiro Togliatti, dirigente del PCI dal 1927 fino al 1964, l’anno della sua morte. Nella mitologia di buona parte della sinistra Togliatti viene celebrato come un grande antifascista e un grande comunista rivoluzionario che si è battuto tutta la vita per il socialismo e per i diritti dei lavoratori, sui libri di scuola invece Togliatti viene celebrato come ‘padre della patria’ e artefice della costituzione repubblicana, come l’ideatore della via pacifica e democratica al socialismo, contrapposta alla via insurrezionale e rivoluzionaria dei bolscevichi. In realtà al di là del mito costruito intorno a questo personaggio dalla sinistra italiana e dalla storiografia borghese i fatti storici ci portano a ritenere che Togliatti è stato uno dei personaggi più squallidi della politica italiana dall’Unità del nostro paese ad oggi, uno stalinista che ha appoggiato ogni sorta di crimine commesso dai sovietici negli anni ’30 e ’40 del ‘900.

Il suo primo crimine storico fu l’aver trasformato il Partito Comunista fondato da Gramsci e Bordiga, nato come partito rivoluzionario che seguiva il modello bolscevico di Lenin e Trotsky, in un partito di burocrati pronti ad accettare e mettere in pratica ogni ordine che veniva da Mosca. Negli anni ’30 inoltre Togliatti collaborò attivamente con Stalin, rendendosi complice lui stesso di numerosi crimini: per esempio durante le grandi purghe denunciò alla polizia sovietica i nomi di oltre 200 comunisti italiani che si erano rifugiati in URSS per fuggire alle persecuzioni fasciste; questi antifascisti finirono tutti fucilati o deportati in qualche gulag da cui pochissimi uscirono vivi. Da notare che i comunisti italiani sterminati da Stalin non erano trotskisti ma in maggioranza erano operai militanti del PCI, che in Russia credevano di trovare il paradiso socialista e invece trovarono l’inferno dei lager di Stalin. Successivamente ‘Il Migliore’(soprannome dato a Togliatti dai suoi compagni di partito) fu inviato dal Comintern in Spagna per mettere in pratica la teoria stalinista del fronte popolare in piena guerra civile contro i fascisti di Franco. In quell’occasione Togliatti diede il meglio di se dirigendo lui stesso la repressione contro i militanti trotskisti e anarchici colpevoli di non seguire le direttive di Stalin e di voler attuare in Spagna una rivoluzione socialista; cosa che ovviamente non rientrava nei piani dei sovietici che predicavano invece la collaborazione con le borghesie ‘democratiche’ di Francia e Inghilterra.

I rivoluzionari sterminati dagli stalinisti in Spagna furono diverse migliaia e come si è detto Togliatti partecipò attivamente a queste repressioni criminali: documenti recenti sembrano infatti confermare che Togliatti possa aver avuto un ruolo attivo nell’assassinio del marxista catalano Andrès Nin, leader del POUM(Partito Operaio di Unificazione Marxista, piccolo partito comunista antistalinista catalano), assassinato dagli stalinisti nel 1937. Le malefatte del Migliore non si fermano qui: dopo il patto Molotov-Ribbentrop infatti Togliatti ebbe un ruolo di primo piano nello scioglimento del Partito Comunista polacco, deciso da Stalin per compiacere Hitler dopo la loro alleanza, e fu quindi implicato nella deportazione nei gulag di Stalin di centinaia di comunisti polacchi. Durante la resistenza italiana al nazifascismo Togliatti fece di tutto per evitare che il movimento partigiano attuasse una rivoluzione socialista nel nostro paese, cercando quindi di limitare la resistenza a semplice lotta di liberazione nazionale contro i tedeschi e contro il fascismo. Questa politica riformista di unità nazionale con le forze della borghesia ‘democratica’, sancita dal PCI nella svolta di Salerno del 1944, non fu decisa da Togliatti come ancora alcuni storici vorrebbero farci credere malgrado le fonti dicano il contrario ma dallo stesso Stalin, che al pari degli alleati anglo-americani temeva che la resistenza al nazifascismo potesse trasformarsi in rivoluzione socialista, mettendo a rischio tutti gli equilibri mondiali sanciti a Yalta dalle potenze vincitrici. Nel 1945 Togliatti tenne fede agli impegni presi con Stalin disarmando i partigiani e permettendo quindi alla borghesia italiana di ricostruire l’ordine capitalista del dopoguerra. In questo periodo Il Migliore perseguitò tutti quei partigiani socialisti e comunisti che non volevano seguire le direttive di Stalin e non furono rari i casi in cui i partigiani stalinisti di Togliatti assassinarono partigiani trotskisti e bordighisti, ‘colpevoli’ di voler fare la rivoluzione e trattati alla stregua di collaborazionisti. In seguito nel 1946 il PCI entrò in un governo di coalizione con la Democrazia Cristiana, sancendo la sua politica riformista di collaborazione fra le classi e rinunciando quindi definitivamente alla rivoluzione. La presunta via pacifica e democratica al socialismo di Togliatti non era dunque nulla di innovativo ma la solita e vecchia politica riformista praticata dalla socialdemocrazia e dallo stalinismo. In qualità di Ministro di Grazia e Giustizia Togliatti concesse l’amnistia ai criminali di guerra fascisti: questo comportò il fatto che centinaia di aguzzini fascisti che avevano collaborato nello sterminio degli ebrei e si erano resi responsabili di atroci massacri fra la popolazione civile furono liberati e non si fecero un giorno di carcere; alcuni di loro vennero addirittura reintegrati nei nuovi apparati dello stato borghese come poliziotti, funzionari e magistrati…alla faccia della ‘repubblica nata dalla resistenza’!

Infine Togliatti si rese colpevole della falsificazione sistematica del pensiero di Gramsci, i cui scritti furono censurati da Togliatti per presentare il rivoluzionario sardo come un precursore della svolta di Salerno e della politica togliattiana. Nel 1926 Il Migliore arrivò persino a nascondere le critiche che Gramsci aveva rivolto a Stalin in una lettera destinata al comitato centrale del PCUS, mai giunta in Unione Sovietica.

Per noi marxisti rivoluzionari Togliatti non fu affatto un eroe ma un assassino e un criminale stalinista che aveva le mani sporche del sangue di centinaia di compagni. Se c’è qualcuno che dovrebbe lodarlo questi non sono i socialisti e i comunisti ma il sistema capitalistico che è stato più volte salvato dal Migliore, oltre ovviamente ai criminali fascisti ai quali diede l’amnistia.