CATALOGNA In lotta per l’indipendenza, verso lo sciopero generale del 3 ottobre

Pubblichiamo il comunicato di Izquierda Revolucionaria/Esquerra Revolucionaria (Comitato per un ‘Internazionale dei Lavoratori nello Stato spagnolo) uscito a seguito degli avvenimenti di domenica primo ottobre. Nonostante la durissima repressione messa in atto dal governo Rajoy contro la popolazione catalana, milioni di persone si sono recate a votare affrontando le manganellate e i proiettili di gomma della Guardia Civil, per difendere il diritto all’autodeterminazione.

Migliaia di poliziotti e di agenti della Guardia Civil hanno messo in atto una repressione selvaggia per impedire il diritto di voto al referendum del primo ottobre. Scontrandosi con decine di migliaia di cittadini, famiglie, bambini e anziani, rompendo a martellate le porte d’ingresso delle scuole che ospitavano i seggi, rubando le urne come trofei, gli agenti inviati dal governo del Partito Popolare a occupare la Catalogna, hanno incontrato una resistenza massiccia ed esemplare da parte della popolazione catalana.

Nonostante la campagna di paura con cui per giorni Madrid ha tentato di intimorire coloro che volevano votare (arresti, multe milionarie, schedature, chiusure di pagine web) la risposta è stata massiccia ed esemplare. La mobilitazione deve ora proseguire con un grande sciopero generale di tutta la Catalogna il 3 ottobre e nei giorni successivi, e con massicce mobilitazioni della sinistra e dei sindacati di classe in tutto lo Stato spagnolo. È giunto il momento di abbattere il governo di Rajoy e del Partito Popolare!

Repressione franchista

Le immagini della dura repressione del regime franchista sono tornate con tutta la loro forza sotto Rajoy e sotto il suo governo di ladri, reazionari e nazionalisti spagnoli. Gli eredi della dittatura hanno cercato di dare una lezione alla popolazione della Catalogna, ma ciò che stanno per raccogliere è un fallimento completo. La rabbia, l’indignazione e la furia di milioni di giovani e di lavoratori cresceranno fino a trasformarsi in un muro che si scaglierà contro la destra franchista e il suo Stato repressivo.

È evidente che, con il passare delle ore, il numero di feriti e la violenza della polizia non faranno che aumentare, così come aumenterà la risposta nelle strade. Le lezioni politiche di ciò che sta accadendo oggi sono molto importanti e verranno impresse nella coscienza di milioni di persone, sia della Catalogna che del resto dello Stato spagnolo e anche a livello internazionale. La giustificazione usata dal PP e dal suo governo secondo cui starebbero semplicemente applicando la legge, non può nascondere il fatto che quella legge è ingiusta, non democratica e va contro le aspirazioni di milioni di catalani. Vergognosa inoltre è la capitolazione della direzione del PSOE, che ha preferito stringere un’alleanza con gli eredi del franchismo anzichè riconoscere il diritto di decidere al popolo della Catalogna.

Lo sciopero generale del 3 ottobre in Catalogna e le mobilitazioni di massa nel resto dello Stato spagnolo

La popolazione della Catalogna ha sfidato coraggiosamente il PP e il suo regime. Ecco perché dobbiamo approfittare di questo scontro aperto per ottenere le dimissioni immediate di Rajoy e mettere fine a questo attacco repressivo. E ottenere questo è possibile solo con l’entrata in scena della classe operaia organizzata, attraverso la paralisi della produzione e il supporto dei giovani e della cittadinanza, già mobilitati in maniera massiccia.

Izquierda Revolucionaria lancia un appello a tutte le formazioni della sinistra che lotta, a Podemos, alla Catalunya en Comú, all’ERC, al CUP, ai sindacati di classe e ai movimenti sociali… per creare un grande fronte di resistenza contro la repressione che organizzi lo sciopero generale del 3 ottobre e continui la mobilitazione nei prossimi giorni per conquistare il diritto di decidere, per ottenere il ritiro delle forze repressive dalla Catalogna e abbattere il governo del Partito Popolare. I giovani si sono distinti per il loro coraggio e la loro determinazione in questa battaglia: lo hanno fatto nella massiccia mobilitazione studentesca del 28 settembre scorso e lo stanno facendo ancora oggi nelle strade occupate dalla polizia in assetto antisommossa. Il Sindicato de Estudiantes ha già annunciato uno sciopero generale degli studenti per il 3 ottobre e una mobilitazione di solidarietà dei giovani e degli studenti nel resto dello Stato spagnolo.

Ci troviamo di fronte a un momento cruciale della lotta di classe. Per questo Izquierda Revolucionaria esprime ancora una volta il suo appoggio alla lotta del popolo catalano per la difesa dei propri diritti democratici. Votare a favore della Repubblica catalana deve essere lo strumento per colpire il regime capitalista spagnolo e il suo Stato centralista, per incoraggiare la lotta di classe, per la creazione di una Repubblica socialista catalana e contro le politiche di austerità e di tagli, per sconfiggere il PP e per deporre immediatamente dal governo locale la destra catalana cappeggiata dal PDeCAT.

È tempo di costruire un’alternativa di classe, internazionalista e rivoluzionaria, non subordinata alla borghesia nazionalista di Catalogna, PDeCAT o Puigdemont. Non possiamo dimenticare che, anche se soffrono ora dell’attacco reazionario del PP, questi leader politici hanno applicato tagli sociali selvaggi che hanno causato sofferenze immense e difendono i propri privilegi e gli interessi di classe dell’élite economica della Catalogna.

Izquierda Revolucionaria si impegna a lavorare per costruire un’alternativa di sinistra che promuova l’unità dei lavoratori e dei giovani della Catalogna con i loro fratelli di classe dello Stato spagnolo in una lotta comune per il socialismo. La volontà di terminare l’oppressione nazionale della Catalogna, dei Paesi Baschi e della Galizia, può diventare realtà, in quest’epoca di decadenza imperialista, solo se è saldamente unita alla lotta per la trasformazione socialista della società e il rovesciamento del capitalismo.

Viva la Repubblica di Catalogna libera e socialista!

(Izquierda Revolucionaria/Esquerra Revolucionaria)