MACERATA Uniti contro il terrorismo fascista!

 

Domenica 10 febbraio oltre 15 mila persone hanno manifestato a Macerata contro il razzismo, in solidarietà con gli immigrati vittime della violenza e del terrorismo fascista. È stata una manifestazione civile e pacifica, che ha visto la partecipazione di tutti i principali movimenti antirazzisti e antifascisti del nostro paese, di associazioni che difendono i diritti umani come Emergency, del movimento per i diritti LGBTQI, di alcuni centri sociali, del movimento contro la violenza sulle donne Non Una di Meno e dei partiti della sinistra socialista e comunista, a cominciare da Potere al Popolo. Hanno partecipato personaggi pubblici noti per il loro impegno sociale e politico a sinistra come Gino Strada, fondatore di Emergency, il vignettista Vauro, l’ex-partigiana Lidia Menapace e il giornalista Diego Bianchi, in arte Zoro. Tantissime sezioni dell’ANPI, dell’ARCI e di Libera hanno deciso di partecipare, malgrado le scandalose diserzioni delle direzioni nazionali di questi movimenti.

Si è trattata di una manifestazione unitaria di tutte le forze che nel nostro paese si oppongono al razzismo dell’estrema destra e delle istituzioni, un fronte unico antifascista contro la barbarie di cui l’attentato terroristico di matrice fascista della scorsa settimana è stato solo uno dei tanti esempi. A Macerata hanno manifestato assieme italiani e immigrati, cristiani e musulmani, persone di tutti gli orientamenti religiosi, politici e sessuali, unite dal rifiuto di ogni forma di razzismo, di fascismo e di discriminazione. Il capitalismo ci vuole divisi, vuole metterci gli uni contro gli altri per poterci dominare meglio, per questo il sistema fomenta odio contro gli immigrati. Contro la guerra fra poveri voluta dai padroni noi dobbiamo restare uniti, perché al di là delle differenze siamo tutti esseri umani. L’importanza di questa manifestazione è enorme non solo per gli ultimi eventi accaduti a Macerata, ma anche perché i manifestanti sono stati numerosi malgrado il fatto che le istituzioni abbiamo fatto di tutto per impedire la manifestazione. In particolare il sindaco di Macerata (PD) e il ministro degli interni Minniti hanno cercato di intimidire i manifestanti, minacciando di interdire la manifestazione e portando avanti un vero e proprio terrorismo mediatico, chiudendo le scuole e intimando alla popolazione di restare chiusa nelle proprie case.

Del resto lo Stato e il PD hanno contribuito al clima di odio razziale che sta infettando il nostro paese, attuando politiche repressive contro le classi popolari e gli immigrati. Il decreto Minniti-Orlando su immigrazione e ordine pubblico è una legge razzista e classista che criminalizza i poveri e i migranti. Gli estremisti di destra sono figli di questo sistema socio-economico che discrimina i più deboli. Non ci stupisce affatto che Minniti conceda spazio alle organizzazioni di estrema destra e voglia impedire agli antifascisti di manifestare; il ministro dell’Interno consegna migliaia di migranti nelle mani dei criminali libici, che li rinchiudono in veri e propri lager in cui vengono torturati e uccisi a migliaia. Non stupisce nemmeno il fatto che Minniti e le istituzioni non utilizzino il termine “terrorismo” per descrivere il tentato massacro di persone di colore da parte del fascista Luca Traini, ma parlino invece semplicemente dell’opera di un pazzo. Se l’attentatore fosse stato un immigrato e un musulmano tutti si sarebbero stracciati le vesti e il governo avrebbe indetto una manifestazione nazionale contro il terrorismo.

Con questa manifestazione abbiamo dimostrato che non tutti gli italiani sono razzisti e accettano la barbarie della società capitalistica. Abbiamo dimostrato di essere tanti e di combattere uniti contro l’odio razziale fomentato da forze politiche come la Lega di Salvini, come Casapound e Forza Nuova. In un mondo in cui otto persone detengono la ricchezza di mezza umanità, il 99% della popolazione è unito dalla propria condizione di sfruttamento e miseria, indipendentemente dal colore della pelle, dall’appartenenza linguistica e culturale, dall’orientamento religioso e sessuale. Chi fomenta la guerra tra poveri difende il sistema attuale di disuguaglianze e ingiustizie sociali, difende lo sfruttamento di una minoranza sulla stragrande maggioranza della popolazione. L’unità di chi vive nelle stesse condizioni materiali è l’unico modo per cambiare questo stato di cose. Tutti uniti contro il terrorismo e la barbarie! No Pasaràn!

Di Massimo Amadori