BRASILE Marielle Franco presente ora e sempre!

 

Pubblichiamo la traduzione del comunicato scritto dalla sezione brasiliana del CWI Liberdade, Socialismo e Revolução LSR, dopo la tragica notizia dell’uccisione di Marielle Franco, consigliera socialista a Rio de Janeiro, militante del PSOL, attivista per i diritti umani.

Il 14 di marzo, Marielle Franco, una compagna del PSOL (Partido Socialismo e Liberdade) di Rio de Janeiro, è stata barbaramente giustiziata nel centro cittadino. Anderson Pedro Gomes, l’autista della sua macchina, è rimasto anche lui ucciso durante l’aggressione. Gli investigatori di polizia hanno rilevato 9 fori di proiettile nel vetro posteriore della macchina, evidenziando che gli assassini avevano mirato a Marielle, e che conoscevano dove era seduta in macchina nonostante i vetri dell’automobile fossero oscurati.

Marielle aveva 39 anni e una figlia di 18 anni. Una donna lesbica di colore, viveva nella favela di Mare, a Rio, dove lavorava per la difesa delle donne di colore e dei diritti umani. Era un’attivista militante di lunga data che lottava per gli interessi dei poveri e della classe lavoratrice. Nel 2016, è stata la quinta candidata più votata per il consiglio comunale di Rio in qualità di candidata del PSOL. Come consigliera è stata una voce portante della lotta contro la sistematica e barbara violenza della polizia perpetrata contro i poveri e la gente di colore delle favelas di Rio.

In Brasile, un giovane di colore viene assassinato ogni 21 minuti. Ogni 100 persone assassinate in Brasile, 71 sono di colore. Gli omicidi delle donne di colore sono cresciuti del 22% tra il 2005 e il 2015, mentre le morti di persone non di colore sono diminuite del 7,4% nello stesso periodo. All’inizio di febbraio, il governo di Temer ha decretato un intervento federale nello stato di Rio de Janeiro in relazione a questioni di pubblica sicurezza. Egli ha nominato un generale a capo della sicurezza e promosso interventi militari nelle favelas. Questo ha portato all’attuazione nei confronti della popolazione povera della favela di Rio delle stesse pratiche di abusi e di repressione che le truppe brasiliane hanno attuato ad Haiti durante una missione delle Nazioni Unite.

Marielle Franco è stata un leader centrale dell’opposizione a quest’intervento. Tre giorni prima del suo omicidio, Marielle aveva denunciato le azioni arbitrarie e gli abusi della polizia militare nella favela di Acari dove alcuni residenti sono stati uccisi dal 41esimo battaglione della polizia militare, conosciuto come “Battaglione della morte”. La corruzione, la violenza e il razzismo della polizia militare di Rio, e i loro collegamenti con le esecuzioni di massa sono ovvie. Non ci sono dubbi sul fatto che l’omicidio di Marielle è legato alla sua lotta contro questa situazione. Negli ultimi anni, specialmente dopo il colpo di stato parlamentare che ha portato Michel Temer al potere, il Brasile ha registrato un significativo aumento della repressione nei confronti dei movimenti sociali.

Abbiamo visto attivisti e leader sistematicamente minacciati, attaccati e uccisi. Due giorni prima dell’omicidio di Marielle, uno dei leader della popolazione amazzonica, Paulo Sergio Almeida Nascimento, di 47 anni è stato assassinato da 4 colpi di pistola in Barcarena (Stato di Para). Paulo stava lottando contro la compagnia mineraria Norvegese, Hydro, che voleva costruire un bacino in questa regione con un impatto drammatico sull’ecosistema e sulle vite della popolazione locale.

Come conseguenza della crisi e dei gravi attacchi portati avanti nei confronti dei lavoratori e dei poveri, ci sono state proteste e resistenze ad ogni livello, anche se non con il coordinamento e la strategia necessari per riportare una vittoria. È fondamentale unire le lotte per combattere in difesa delle nostre vite e dei nostri diritti. Per questo è necessario costruire un’alternativa socialista di sinistra per la classe lavoratrice e per tutte le persone oppresse e sfruttate.

Per Marielle Franco, per Paulo Sergio, per tutte le persone di colore, per gli indigeni, per i sindacalisti, gli attivisti e i militanti, le nostre lotte devono continuare con rinnovato vigore, con sempre maggiore forza, unità e organizzazione.

LSR (Liberdade, Socialismo e Revolução, CWI in Brasile) è parte di questa lotta. Noi non resteremo in silenzio né ci faremo fermare dal combattere per le nostre vite!

Marielle presente! Hoje e sempre!