Potere al Popolo: costruiamo un’organizzazione del 99%!

Pubblichiamo di seguito il testo del volantino che Resistenze Internazionali porta come contributo alla discussione dell’assemblea nazionale di Potere al Popolo del 18 marzo. 

La nascita del progetto di Potere al Popolo rappresenta un coraggioso tentativo di ridare voce ai giovani, ai precari e ai lavoratori esclusi da oltre un decennio dalla rappresentanza politica. Per la prima volta da parecchi anni si discute della possibilità di dare vita ad un progetto politico popolare realmente di sinistra. Potere al Popolo ha già prodotto nelle ultime settimane un importante numero di assemblee territoriali che hanno coinvolto migliaia di giovani e lavoratori. Come è emerso con chiarezza nelle varie assemblee che si sono tenute l’obiettivo dei partecipanti è prima di tutto quello di lavorare collettivamente alla nascita di un raggruppamento politico nuovo in grado di dare voce agli esclusi.

Resistenze Internazionali sostiene questo progetto. Riteniamo sia fondamentale lavorare per la trasformazione della lista Potere al Popolo in una nuova soggettività politica con la quale ridare protagonismo alla nostra gente, con la quale dare strutturazione e organizzazione alle lotte e alle mobilitazioni sociali, con la quale legare e unificare le variegate e multiformi resistenze ad una società costruita sul pregiudizio, sulla discriminazione, sullo sfruttamento della stragrande maggioranza della popolazione per il profitto di pochissimi. Le elezioni politiche del 4 marzo hanno chiaramente mostrato la volontà della gente comune di dare una svolta alle proprie condizioni di vita, esprimendo voti di protesta contro i grandi partiti tradizionali di centrodestra e di centrosinistra, come Forza Italia e PD, che in questi anni hanno portato avanti politiche di tagli, di privatizzazioni, di liberalizzazione e precarizzazione del lavoro.

Ci vorrà ben poco prima che anche il M5S e la Lega si mostrino per quello che sono: partiti riformisti che non hanno né le capacità né la volontà di fare politiche negli interessi della classe lavoratrice. Nel vuoto politico che ne conseguirà Potere al Popolo può e deve intervenire, costruendo da subito un’organizzazione antiliberista e anticapitalista, radicata sul territorio e in grado di mobilitare i lavoratori e le lavoratrici di questo paese per lottare per la conquista e la difesa dei propri diritti.

Nonostante Potere al Popolo non abbia raggiunto la soglia del 3%, in questa campagna elettorale è stato in grado di entusiasmare e coinvolgere tanti giovani e attivisti. La logica del “voto utile”, l’oscurantismo mediatico, le limitate risorse e il poco tempo a disposizione sono stati tra i principali fattori che hanno influenzato il risultato elettorale. Nonostante queste difficoltà più di 372 mila persone hanno votato per Potere al Popolo, dando una preferenza consapevole e convinta. Organizzare politicamente anche solo 1 su 10 di questi elettori, significa essere in grado di iniziare un processo di costruzione di una reale alternativa politica per la nostra classe!

Per fare questo servono un netto rifiuto del sistema capitalistico le cui gravi contraddizioni il 99% della popolazione vive drammaticamente sulla propria pelle ogni giorno, e la rivendicazione di chiari punti programmatici che Potere al Popolo ha portato avanti sin dall’inizio della campagna elettorale, come: la costruzione di un’altra Europa fondata sulla solidarietà tra lavoratrici e lavoratori; la cancellazione del Jobs Act, della legge Fornero sul lavoro, e di tutte le leggi che negano il diritto ad un lavoro stabile e sicuro; la cancellazione delle principali forme di lavoro diverse dal contratto a tempo indeterminato; la messa fuori legge del lavoro gratuito, a qualsiasi titolo prestato; la fine delle discriminazioni di genere e della disparità salariale; la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di salario.

È chiaro come dopo l’appuntamento elettorale inizi la vera fase di avviamento e costruzione di Potere al Popolo. Per dare la possibilità a questo progetto di crescere e svilupparsi per diventare quello che è già in potenza è necessario mantenere una strutturazione democratica basata sulle assemblee territoriali nate dal basso nei mesi scorsi, e la formazione di organismi organizzativi e dirigenti eletti direttamente dalle assemblee, rappresentativi di tutte le forze partecipanti e sottoposti al controllo democratico della base. In questo modo sarà possibile andare avanti e costruire una vera alternativa combattiva del 99%!