FRANCIA Macron alla resa dei conti con lavoratori e studenti

 

Pubblichiamo la traduzione dell’articolo scritto dalla sezione francese del CIL-CWI Gauche Révolutionnaire, sulla situazione politica in Francia, dove sono in atto importanti mobilitazioni di lavoratori e studenti che lottano per contrastare le politiche di austerità e di smantellamento dei diritti portate avanti con sempre più vigore del neoeletto presidente Macron e dal suo governo.

Macron alla resa dei conti con lavoratori e giovani

Una seconda legge sul lavoro che facilita i licenziamenti e i contratti a breve termine, lo smantellamento delle condizioni di lavoro tutelate dei lavoratori delle ferrovie e degli investimenti nel sistema nazionale pubblico ferroviario, l’introduzione dei test d’ingresso obbligatori in tutte le università, ingenti tagli a diversi servizi pubblici, tagli alla spesa sociale, una nuova tassa per i pensionati: si tratta di un’ondata di attacchi che ha colpito duramente le condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani da quando Emmanuel Macron è stato eletto come presidente nel maggio dell’anno scorso.

Era chiaro come Marcon fosse il presidente dei padroni e ci ha messo poco a dimostrarlo. La strategia politica di Macron viene direttamente dagli interessi della grande borghesia. Ma non è solamente una strategia che permette ai capitalisti francesi di mantenere i loro profitti, si tratta anche di una necessità. La classe dominante ha tratto delle conclusioni dall’ultimo grande movimento di protesta contro la legge El Khomri del 2016 e dai risultati delle elezioni presidenziali del 2017. Attraverso questi metodi la classe dominante sta tentando di evitare una risposta forte da parte dei lavoratori e dei giovani.

Maggio 2018 – un movimento chiave

Macron sta tentando di aprire il più rapidamente possibile nuovi campi di scontro di classe in modo tale da poter stroncare la resistenza. Da un mese a questa parte il governo è entrato in una nuova fase, più dura, con una legge di attacco alle condizioni dei lavoratori delle ferrovie e la trasformazione del servizio ferroviario nazionale in una vera e propria azienda “gestita” dallo stato.

Il sistema ferroviario nazionale è un’azienda statale, ma non più un reale servizio pubblico. È una potente multinazionale con diverse società secondarie (Geodis, Keolys, Ouibus…). Il governo ha due obiettivi: stroncare la forza di protesta dei lavoratori delle ferrovie prima che si apra la competizione in Unione Europea da un lato, e risolvere la questione del debito della SNCF (Ferrovie francesi). È per questo che ha lanciato l’attacco adesso. In questo modo, il governo ha dato il via ad uno scontro aperto con il settore maggiormente organizzato della classe lavoratrice francese.

Allo stesso tempo, il governo di Macron e Philippe (il primo ministro) ha deciso di introdurre i test di ammissione all’università, che saranno obbligatori già all’inizio del prossimo anno accademico, da settembre. Trentadue anni fa, nel 1986, un altro governo di destra tentò di fare lo stesso: lanciò pesanti attacchi contro il settore delle infermiere, i lavoratori delle ferrovie e gli studenti. Nel 1995, il primo ministro Alain Juppé tentò a sua volta di imporre riforme di questo tipo, assieme una riforma delle pensioni. Entrambe le volte, i padroni e il governo sono stati sconfitti. Dunque la battaglia di oggi è estremamente importante per il futuro; una vittoria contro i lavoratori delle ferrovie sarebbe una vittoria ideologica contro l’intera classe lavoratrice del paese.

Per un mese, il governo ha dovuto affrontare forti resistenze da parte di molti settori e, nella fase iniziale dello scontro di classe, azioni coordinate di lotta in molte città. È in corso uno sciopero a oltranza nelle ferrovie francesi, con due giorni di sciopero pianificati ogni settimana per tre mesi, nel periodo tra aprile e giugno, oltre a lunghi scioperi in alcuni ospedali e uffici postali, scioperi degli studenti, blocchi e occupazioni, ecc. La situazione politica è molto instabile e rischiosa per la tenuta del governo.

Politiche senza consenso

La reale natura delle politiche di Macron diventa sempre più chiara e ovvia alla maggior parte della popolazione. I sondaggi delle ultime settimane dicono che Macron sta perdendo consensi. Lo scorso giovedì Macron ha rilasciato un’intervista pubblica e i sondaggi hanno mostrato che il 52 % della popolazione non lo ha trovato convincente. La campagna di raccolta fondi in solidarietà con i lavoratori delle ferrovie in sciopero ha raccolto più di 700 mila euro in soltanto un mese!

Macron sta perdendo terreno. Sta usando sempre più la repressione come unica soluzione nel tentativo di fermare le lotte, contro gli scioperi, i blocchi studenteschi, i sindacati (tramite processi) e gli attivisti per l’ambiente. Quest’ultimo è per esempio il caso della celebre occupazione di Notre Dame des Landes contro il progetto di costruzione di un nuovo aeroporto vicino a Nantes. Macron ha mandato migliaia di agenti di polizia speciale a sfrattare e mandare via dalla zona (conosciuta come ZAD) coloro che vivevano in quell’area da cinque anni. Violenti attacchi della polizia e scontri, con un bilancio di 80 feriti ad ora, sono ancora in corso tra abitanti della ZAD e la polizia. Sulla scena di questa dura lotta sono persino apparsi elementi reazionari con metodi fascisti nel tentativo di fermare la mobilitazione studentesca, è stato per esempio il caso di Montpellier, dove un gruppo di professori affiliati a organizzazioni di estrema destra hanno attaccato l’occupazione degli studenti; episodio simile è successo a Parigi.

Il maggio del 2018 sarà di certo un mese di scioperi e di azioni di protesta in Francia. La tensione sta crescendo. Sarà un primo round contro Macron oppure una lotta di massa decisiva per fermare le sue politiche? La situazione è ancora incerta. Dipende dalla capacità dei settori più avanzati e combattivi della classe lavoratrice di indirizzare verso una lotta decisiva i più ampi strati della popolazione.

Mobilitazione di massa per fermare Macron

La necessità di una mobilitazione di massa contro Macron è evidente a migliaia di lavoratori e giovani, ma non c’è un piano d’azione o una reale idea di come farlo concretamente e nemmeno una vera discussione sul tema. Ed è per questo che tra i lavoratori delle ferrovie che stanno lottando in prima linea si percepisce una certa cautela e al tempo stesso la chiara volontà di ottenere dei risultati con lo sciopero.

Le assemblee organizzate dai lavoratori delle ferrovie sono, e saranno, uno strumento chiave per superare le divisioni tra i vari sindacati e dare una prospettiva alla lotta. Anche se il movimento studentesco è per ora abbastanza piccolo, le assemblee generali vengono prese sempre più seriamente da coloro che vogliono allargare la lotta.

Certamente la fiducia dei lavoratori e dei giovani nella loro capacità di fermare Macron è direttamente legata alle questioni politiche. Il principale candidato di sinistra alle presidenziali dell’anno scorso, Jean-Luc Mélenchon, di France Insoumise (Francia Indomita) ha preso più di sette milioni di voti. Se altri candidati di sinistra lo avessero supportato con i voti del loro elettorato (molto meno numerosi), Mélenchon avrebbe potuto sfidare Macron al ballottaggio al posto della candidata di estrema destra Marine Le Pen. La prospettiva di una lotta politica per rompere con le politiche capitaliste del precedente presidente di destra Nicolas Sarkozy, del governo “socialista” Hollande-Valls o del “nuovo” Emmanuel Macron e il suo partito En Marche!, è stata rimandata. Ma è solo questione di tempo.

Mélenchon e Olivier Besancenot (storico militante anti-capitalista) hanno correttamente proposto ai sindacati e alle organizzazioni politiche di agire uniti contro Macron. Il 14 aprile scorso una ben riuscita manifestazione a Marsiglia è stata convocata dalla sezione locale del sindacato CGT (Confederazione Generale del Lavoro) assieme a France Insoumise e altre organizzazioni e ha mostrato le potenzialità di una lotta unitaria.

Il primo e il 5 di maggio a Parigi ci saranno manifestazioni unitarie. Sono necessarie proposte e rivendicazioni concrete per mobilitare un numero sempre più largo di persone. Sui posti di lavoro, nelle scuole, nelle università, nelle strade, nei sindacati e nel movimento di France Insoumise, Gauche Révolutionnaire (Sinistra Rivoluzionaria, CWI Francia) sta sostenendo la necessità di una mobilitazione di massa per fermare Macron, di lottare per un programma socialista che permetta una volta per tutte di fermare le politiche distruttive dei capitalisti.