Stephen Hawking (1942-2018) Fisico e rivoluzionario

Di seguito pubblichiamo la traduzione dell’articolo sulla morte di Stephen Hawking uscito sul sito del Socialist Party (CWI Inghilterra).

Prima che Stephen Hawking scrivesse “Una breve storia del tempo”, pochi scienziati avevano tentato di rendere accessibile ai comuni lettori una così dettagliata e complessa introduzione all’universo. Un’opera alla quale i ricercatori guardano ogni giorno con occhi pieni di meraviglia. In questo libro, tradotto in 35 lingue e di cui sono state vendute più di dieci milioni di copie, il lettore viene portato grazie a Hawking in un mondo che altrimenti gli risulterebbe assolutamente inaccessibile.

Nelle sue opere di divulgazione Hawking era in grado di far sentire il lettore a proprio agio nel leggere temi spesso di difficile comprensione, senza quella condiscendenza nascosta da un velo di capziose metafore che spesso trasuda da alcuni libri e programmi di divulgazione scientifica. È stata prima di tutto questa accessibilità a fare di Hawking uno scienziato amato e rispettato tra strati molto ampi di pubblico. È apparso in molti programmi televisivi, tra cui per esempio ‘The Big Bang Theory‘ e ‘I Simpson‘.

Il più importante contributo datto da Hawking alla rivoluzione scientifica che si stava preparando nel 1988 è stato la sua capacità di combinare in maniera nuova e geniale le due più potenti, ma anche esoteriche teorie sull’universo. Sia la teoria della relatività generale di Einstein, che la meccanica quantistica sono temi notoriamente difficili. L’una si focalizza sul livello subatomico, l’altra sulle più ampie dimensioni dell’universo. Hawking è stato il primo a padroneggiare entrambe le discipline e ad elaborare nuovi modi di vedere l’universo e il suo funzionamento grazie ai suoi studi sui buchi neri.

All’epoca, la possibilità che il tempo potesse avere una “storia”, che fosse una cosa materiale, anziché un’entità astratta come aveva creduto Newton, seguendo l’idealista Platone, fu accolta con grande stupore. L’idea che l’universo stesso potesse avere la propria storia evolutiva e che tale storia cominciasse con il Big Bang, invece di esistere da sempre, provocò nella comunità scientifica l’inizio di un dibattito molto acceso. Ma nel 1992 venne finalmente dimostrata l’esistenza della radiazione cosmica di fondo. I cosmologi tirarono un grosso sospiro di sollievo e la teoria del Big Bang finì sulle prime pagine di tutti i giornali.

La popolarità di Hawking crebbe ulteriormente per il suo farsi paladino di lotte sociali. Nel 2005 “lo scienziato più famoso della Gran Bretagna”, condannò in quanto ‘crimine di guerra’ l’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Unit.

Più recentemente nell’analizzare alcuni eventi politici ha lasciato da parte il radicalismo degli anni passati. Rispetto a Jeremy Corbyn, per esempio, ha affermato che “è di buon cuore e molte delle sue politiche sono solide”, ma ha poi chiesto le sue dimissioni da leader del partito laburista. Nel referendum sull’UE si è schierato contro la Brexit; questa posizione deriva dalla paura comprensibile degli attacchi alla ricerca scientifica da parte del governo dei Tories, attacchi che però in realtà l’UE neoliberista ha favorito più che frenato.

Ciononostante, Hawking è stato un critico dichiarato del capitalismo. “Tutti potrebbero godere di una vita di lusso se la ricchezza prodotta dalle macchine venisse condivisa, in caso contrario la maggioranza della popolazione finirebbe per diventare estremamente povera a causa della vittoria ideologica dei proprietari delle macchine che esercitano pressione politica contro la redistribuzione della ricchezza”. I socialisti aggiungono che per garantire la redistribuzione della ricchezza bisognerebbe innanzitutto togliere la ricchezza e la proprietà privata dei mezzi di produzione dalle mani dei capitalisti.

Hawking si è opposto alle privatizzazioni. Sosteneva la lotta per la liberazione nazionale dei palestinesi. All’età di 21 anni gli venne diagnosticata una malattia degenerativa dei motoneuroni e un’aspettativa di vita di soli due anni. Egli ha ripetutamente difeso il sistema sanitario nazionale inglese (NHS). Uno degli episodi più famosi fu quando il giornale americano Investor’s Business Daily scrisse che lo scienziato “non avrebbe avuto alcuna chance” se si fosse affidato alle cure del sistema sanitario nazionale inglese. La risposta di Hawking fu chiara e venne ripresa con forza da chi combatte tutt’ora per un sistema sanitario nazionale totalmente pubblico: “Io non sarei qui se non fosse stato per il NHS”.