Irlanda Vittoria storica per il diritto all’aborto

Il 25 maggio il 66.4% degli irlandesi ha votato ‘si’ nel referendum per abrogare l’ottavo amendamento della costituzione che equipara i diritti del feto a quelli delle donne incinta. Pubblichiamo la dichiarazione di Ruth Coppinger, Paul Murphy e Mick Barry, parlamentari do Solidarity e membri del Socialist Party (CWI Irlanda).

Il drammatico e netto voto a favore dell’aborto  rappresenta un vero terremoto politico e una svolta sociale importante in Irlanda. E’ una grande vittoria, particolarmente per le donne irlandesi che dopo 35 anni si sono liberate dall’oppressione dell’ottavo amendamento della costituzione. Adesso nessun ritardo e’ giustificabile. Nulla dovrebbe impedire al Dail (parlamento irlandese) di introdurre rapidamente la legislazione per approvare le proposte del Comitato Oireachts sulla liberalizazzione dell’ aborto.

Questo voto storico fa parte di una rivolta femminista e LGBTQ globale contro le discriminazioni, questa vittoria dara’ coraggio a tutti quelli che lottano contro l’oppressione  e per l’uguaglianza in tutto il  mondo. Questo e’ particolarmente il caso in America Latina dove le donne incinte muoino per la negazione del diritto all’aborto.

Fine dell’ipocrisia

Questa vittoria e’ dovuta principalmente ai giovani. Sono stati loro a dire “basta” e a fare proprio questa causa,  sopratutto dopo la tragica e prevedibile morte di Savita Halappanavar. (Savita mori’ nel 2012  perché le venne impedito di interrompere una gravidanza a rischio). Sono state le giovani donne a rifiutare l’ipocrisia ed a organizzarsi e per costringere un petrificato e restio establishment a cambiare rotta.

Va detto che ancora una volta e’ stata la classe lavoratrice a fornire, nelle parole del rivoluzionario irlandese James Connolly, le ‘fondamenta’ sicura’ di questo enorme cambiamento sociale, come e’ stato anche il caso nella lotta contro la tassa sull’acqua e nel movimento per il matrimonio gay. Come testimoniato dalla natura della campagna e’ la dimensione del voto per il ‘si’ nei quartieri popolari, questa classe e’ la forza propellente del progresso in Irlanda.

Un movimento popolare

C’e’ stata un’ampia campagna ufficiale per il ‘si’, e poi all’interno di quella campagna un movimento independente dalle base sviluppatosi nel corso degli anni. Questo movimento ha giocato un ruolo determinante, incluso nel rispondere alle bugie della campagna per il ‘no’. La vittoria e’ dovuta in gran parte ai socialisti e attivisti di sinistra che per anni sono stati i sostenitori piu’ ferventi del diritto di scegliere. Fino a poco fa il partito Solidarity – People Before Profit e’ stato l’unica forza politica nel Dail che ha lottato per il diritto all’aborto.

C’e’ una grande differenza fra i singoli che hanno votato ‘no’ e gli organizzatori della campagna per il ‘no’. Questa campagna ci ha mostrato l’Irlanda nella quale la destra religiosa vorebbe constringerci a vivere. Intrisa di misoginia, la campagna per il ‘no’ ha sparso sospetto nei confronti delle donne dipingendole come assasini egoisti.

Rifiuto delle idee arretrate

La crescita di questa retorica ha creato un clima nel quale molti si sentivano vulnerabili e meno sicure. Questo referendum pero’ ha rifiutato le idee arretrate e chi le promuoveva. La gente non dimentichera’ e non dovrebbe dimenticare il fatto che la maggior parte dei rappresentanti pubblici di Fianna Fail (il principale partito di destra in opposizione) faceva parte di questa campagna.

Il referendum avra’ anche delle repercussioni in Irlanda del Nord dove donne e giovani non vogliono rimanere indietro. Gia’ al Nord attivisti dell’organizzazione femminista e socialista, ROSA, stanno lanciando una campagna per chiedere il diritto all’aborto.La campagna inizierà con un Bus4Choice che fara’ il giro del Nord la settimana prossima distribuendo le  pillole abortive.

Questo voto schiacciante dovrebbe portare immediatamenta all’introfuzione di una legge votata dal Dail che provveda i servizi e l’assistenza necessari per permettere l’aborto fino a 12 settimane. La contraccezione gratis deve essere disponibile e promossa tramite il sistema sanitario nazionale. Il movimento deve mantenere pressione sulla sulla classe politica. Riccordiamoci che abbiamo dovuto aspettare piu’ di 5 anni dopo la morte di Savita per ottenere finalmente un referendum.

I giovani sono stati centrali nel creare le condizioni per una vittoria contro l’oppressione e a favore del controllo del proprio corpo. Assicurata quella vittoria, non e’ una questione di se ma quando questi agirano contro un sistema scolastico sempre piu’ opprimente; contro il fatto che non riescono a trovare un posto di lavoro ben pagato con buone condizioni lavorative; che non hanno i soldi per affittare o comprare una casa.

Costruire una sinistra socialista

Avendo appoggiato all’ultimo minuto la parte giusta della storia, il Primo Ministro irlandese, Leo Varadkar, potrebbe approfitarne politicamente. Ma lui, Fine Gael (il partito di destra al governo) e qualsiasi partito che implementi politiche capitalistiche dovrebbero affrontare tutta la forza del terremoto giovanile da venire. Non hanno nessuna soluzione a questi temi scottanti e non sono in grado di soddisfare il profondo desiderio di giustizia e uguaglianza che sta spingendo i giovani verso sinistra e verso il socialismo in Paesi come gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Spagna, e adesso in Irlanda.

In quanto TD (parlamentari) di Solidarity, e membri di lunga data del Socialist Party abbiamo dietro alle spalle una lunga storia  di lotta su questi temi e per il diritto all’aborto. Siamo orgogliosi di avere partecipato alla campagna di ROSA, Time4Choice, che ha svolto un ruolo decisivo nel movimento popolare a favore dell’aborto. Questo movimento e ROSA non sparirano. Anzi’ ROSA punta a diventare la principale forza femminista del paese. Una forza che lotta per una trasformazione radicale dell’Irlanda.