SANITÀ PUBBLICA No allo smantellamento dei consultori!

 

Il consultorio familiare è una tipologia di struttura sanitaria istituita con la legge del 29 luglio 1975, numero 405 allo scopo di intervenire in sostegno alla famiglia o al singolo che vi faccia ricorso. Tra i servizi offerti dai consultori i principali sono l’assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità e alla paternità responsabile, la somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo in materia riproduttiva, la tutela della salute della donna, la divulgazione delle informazioni necessarie a promuovere oppure a prevenire la gravidanza, l’informazione e l’assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana e l’informazione sulle procedure per l’adozione e l’affidamento familiare.

Uno degli scopi fondamentali dei consultori è garantire a tutti l’accesso alla cura e alla prevenzione in materia di riproduzione. I consultori sono stati istituiti a seguito della lotta del movimento di emancipazione femminile degli anni ’70. Un movimento di massa che ha portato alla conquista di diritti fondamentali come quello al divorzio (legge n. 898 del 1970), all’aborto (legge n. 194 del 1978), all’accesso a ogni livello di istruzione e di carica in ambito lavorativo e alla parità dei coniugi nel matrimonio (fino al ’75 le donne erano infatti per legge sottomesse al capofamiglia, dal quale potevano subire violenze a scopo “correttivo” o addirittura essere uccise senza che il reato venisse considerato alla pari con altri poiché presente il delitto d’onore).

In questi anni si formarono collettivi, associazioni e organizzazioni che portavano avanti la lotta contro la discriminazione di genere. Si organizzavano incontri, assemblee, dibattiti e manifestazioni in tutto il paese, nacquero radio libere, giornali, case editrici, gruppi teatrali e consultori autogestiti. Prima del ’75 infatti gli unici consultori presenti sul territorio nazionale erano privati e avevano una forte connotazione religiosa, poiché nati su iniziativa di sacerdoti o laici di ispirazione cattolica che miravano più ad una “riqualificazione” etico-morale delle donne che non a una vera assistenza medica e psicologica.

A 43 anni dalla sua introduzione oggi il consultorio è un servizio in pericolo. Perfettamente inserito all’interno delle logiche di tagli alla spesa pubblica e di privatizzazione di servizi pubblici fondamentali come la sanità, l’istruzione e il trasporto, lo smantellamento dei consultori è in atto da anni. I consultori sono gestiti dalle amministrazioni regionali, che in questi anni non hanno valorizzato il servizio. Spesso mancano le risorse, i locali e gli strumenti adeguati, nonché il personale specializzato. Secondo il rapporto nazionale del Ministero della Salute sui consultori familiari pubblici, solo in alcune Regioni è previsto un capitolo di bilancio destinato ai consultori, il cui numero tra l’altro è sceso dai 2097 del 2007 ai 1911 del 2009.

In questo quadro si colloca la manovra dell’amministrazione Regionale Ligure che sta tentando di far passare una delibera che prevedrebbe il passaggio dei consultori da “strutture complesse a strutture semplici”. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un cambiamento formale, in realtà maschera un grave attacco ai consultori presenti sul territorio, ad esclusivo vantaggio delle cliniche private. La salute non è una merce da mettere sul mercato all’esclusiva disposizione di chi si può permettere di comprarla. Per questo come Resistenze Internazionali sosteniamo la necessità di lottare contro lo smantellamento del sistema sanitario pubblico nazionale e contro tutte le politiche di tagli e privatizzazioni dei servizi pubblici.

di Valeriya Parkhomenko