PUBBLICAZIONI È uscito “Un’alternativa rivoluzionaria per cambiare il mondo”

Pubblichiamo di seguito la prefazione al nostro nuovo lavoro, recentemente pubblicato: “Un’alternativa rivoluzionaria per cambiare il mondo”. Per prenotazioni online, info e contatti scrivere a resistenzeinternazionali@gmail.com.

Il testo che vi proponiamo si rivolge innanzitutto a chi non ci conosce, a chi ci ha incontrato magari casualmente ad una manifestazione, un presidio, un’assemblea o ad uno sciopero. Si rivolge a quegli studenti e a quei lavoratori che non si rassegnano, che vogliono lottare e organizzarsi contro il capitalismo quindi contro le guerre, la miseria, lo sfruttamento, le catastrofi ambientali, il fascismo e le discriminazioni di genere. Si rivolge in sostanza a chiunque si stia interrogando sulla possibilità di rompere con questo sistema e sia alla ricerca di strumenti per operare questa rottura.

Troverete una presentazione della nostra organizzazione: Resistenze Internazionali e dell’organiz-zazione internazionale di cui facciamo parte: il Comitato per un’Internazionale dei Lavoratori
(CWI/CIL). Il CWI/CIL è un’organizzazione rivoluzionaria attiva a livello internazionale su tutti i continenti che organizza, e coordina migliaia di militanti rivoluzionari in tutto il mondo. Dal nostro punto di vista l’internazionalismo è un elemento imprescindibile dell’azione politica dei militanti anticapitalisti. Per essere internazionalisti non basta proclamare in maniera astratta la necessità di lottare uniti al di là delle barriere nazionali. L’internazionalismo deve essere il fondamento della nostra azione politica quotidiana. Così è per Resistenze Internazionali e per il Comitato per un’Internazionale dei Lavoratori. Resistenze Internazionali si coordina con il CWI/CIL attraverso riunioni regolari e campagne internazionali in difesa dei diritti dei lavoratori in tutto il mondo. Troverete in questo testo alcuni riferimenti a lotte e movimenti ai quali il CIL/CWI ha preso parte in maniera decisiva. Oltre a ciò, una breve descrizione della nostra visione del mondo e della crisi del capitalismo unita ad un programma politico anti-crisi che sottoponiamo ai singoli e alle strutture politiche come base per una discussione politica generale.

Nell’attività militante di tutti i giorni ci scontriamo con i livelli di coscienza attuali e con alcuni blocchi che allontano i lavoratori dalla lotta per il socialismo. Per questo, abbiamo tentato di rispondere agli interrogativi più frequenti che la gente comune si pone e che rappresentano un ostacolo nello sviluppo di una coscienza socialista e rivoluzionaria. Abbiamo quindi inserito un’appendice nella quale rispondiamo sinteticamente a domande che ci vengono poste nell’attività quotidiana sulla natura del socialismo, sulla natura umana, su cosa siano lo sfruttamento e la classe lavoratrice. Un programma esprime le idee, le tesi e la visione del mondo di una formazione politica ed è uno strumento di organizzazione collettiva. Il programma di un partito rivoluzionario serve a far crescere la coscienza della stragrande maggioranza della popolazione. È un mezzo attraverso il quale far nascere l’entusiasmo militante e la comprensione generale della necessità di superare questo sistema sociale.

Non si tratta di una lista di desideri né tantomeno della descrizione astratta della società che vorremmo. Il programma deve essere soprattutto uno strumento di lotta, di mobilitazione. È tramite le lotte che i lavoratori e i giovani possono sentire la propria forza collettiva e diventare coscienti dei limiti del capitalismo e della necessità di una lotta più ampia per superarla. Il nostro programma è un insieme articolato di rivendicazioni che si rafforzano e si completano a vicenda in una prospettiva generale di superamento di questo sistema. Queste rivendicazioni non cadono dal cielo, ma derivano dalle esperienze concrete delle lotte dei lavoratori di oggi e del passato. La crisi del sistema attuale è così profonda che anche le rivendicazioni più basilari mettono in discussione il funzionamento del sistema sociale in cui viviamo. Se non cambia, se non si adatta alle circostanze, ai rapporti di forza e in ultima istanza ai livelli di coscienza, ha scarsa utilità sociale. Per questo motivo, il programma deve essere necessariamente transitorio nella misura in cui deve partire dalle rivendicazioni concrete che quotidianamente vengono espresse della classe lavoratrice generalizzandole, dando loro un’unità e una strutturazione generale.

Per i marxisti, la coscienza è l’espressione delle esperienze individuali e collettive, dirette e indirette. Questa non è statica ma si sviluppa per salti, dialetticamente. La coscienza, vale a dire la rappresenta-zione ideale che abbiamo della nostra condizione materiale, è plasmata dalla classe dominante. La borghesia esplicita il suo dominio politico e il suo controllo economico sui mezzi di produzione attraverso il controllo e il dominio ideologico in tutti gli strati della società. Questo significa che è ancora corretto affermare che: “in ogni società l’ideologia dominante è l’ideologia della classe dominante”. Questo dominio ideologico, sommato ai fallimenti dello stalinismo e della socialdemocrazia, ha portato alla perdita di quella coscienza socialista di massa che esisteva a livello mondiale fino a qualche decennio fa. A questa perdita bisogna rispondere mostrando innanzitutto la fattibilità, oltre che la necessità, di costruire una società nuova di tipo socialista.

Resistenze Internazionali è un’organizzazione dichiaratamente anticapitalista e rivoluzionaria. Essere rivoluzionari non significa per noi sognare romanticamente un mondo migliore o commemorare le lotte del secolo scorso. Significa innanzitutto comprendere che soltanto una rivoluzione che cambi radicalmente la struttura e l’organizzazione della società può portare ad un miglioramento duraturo e durevole delle condizioni delle masse popolari. Le riforme progressiste ottenute dai ceti popolari con la lotta sono espressione di rapporti di forza che cambiano nel tempo. Soltanto una rivoluzione, vale a dire la rottura frontale con questo sistema economico e sociale permetterà di garantire un carattere permanente alle riforme ottenute dalla lotta.

Di fronte alla crisi epocale del sistema e alle sue disastrose conseguenze sociali, ecologiche e ambientali occorre costruire le condizioni per operare una rottura rivoluzionaria che porti alla nascita di una società diversa. È necessaria una società fondata su pilastri nuovi: la democrazia dei lavoratori, l’internazionalismo, la solidarietà sociale. Una società nella quale la gente comune possa decidere in sostanza cosa produrre, per chi produrre e dove investire le risorse colossali che la tecnica e la tecnologia umana ci offrono: una società socialista. In un mondo nel quale 8 persone detengono la ricchezza complessiva di 3.600.000.0001 di esseri umani la rivoluzione è l’unica prospettiva concreta, reale, attuabile per ridistribuire le ricchezze e permettere a tutta l’umanità di camminare nella stessa direzione.

Perché una rivoluzione possa essere vittoriosa è necessaria che nei momenti di grandi mobilitazioni e rotture sociali sia presente una direzione politica rivoluzionaria che abbia chiari i compiti e che sia in grado di portare i lavoratori e i ceti popolari alla conquista del potere politico e alla costruzione di uno stato dei lavoratori. Questa direzione non si improvvisa né si materializza miracolosamente nei momenti di necessità essa va pazientemente costruita negli anni di riflusso e di accumulazione delle forze.

Resistenze Internazionali ed il CIL/CWI vogliono contribuire in Italia, in Europa e nel mondo alla costruzione di un’organizzazione di massa dei lavoratori in grado di fornire una direzione politica che porti alla vittoria nelle dure battaglie che abbiamo di fronte. Lo scopo del presente lavoro è proprio quello di presentare pubblicamente la nostra organizzazione per avvicinare ad essa nuove persone. Chiunque voglia lottare contro il capitalismo e per la democrazia dei lavoratori è il benvenuto.