Gli scioperi internazionali di quest’estate alla Ryanair sono la strada da percorrere

«Gli studenti dei Master in Business Administration se ne escono sempre con: “i tuoi dipendenti sono la tua miglior risorsa”. Balle. I dipendenti sono il tuo più grande costo. Tutti noi abbiamo come dipendenti dei pigri bastardi che hanno bisogno di calci nel sedere, ma nessuno lo ammette»

 Michael O’Leary amministratore delegato Ryanair

I dipendenti della compagnia aerea Ryainar stanno portando avanti una coraggiosa lotta contro la loro azienda. Il colosso del viaggio low cost Irlandese è noto per le sue politiche antisindacali e per l’applicazione, ai propri dipendenti, di contratti e condizioni diversificate, a fronte della stessa mansione. I dipendenti non vengono soltanto divisi tra contrattualizzati e interinali ma anche a seconda dei vari paesi nei quali vengono assunti.

I lavoratori del settore e le loro organizzazioni sindacali chiedono le stesse condizioni di lavoro per i dipendenti e l’applicazione della normativa vigente nel paese d’impiego. Ryanair intende invece applicare soltanto le norme del diritto irlandese, che sono ferocemente antisindacali.

Ryanair si rifiuta ad esempio di negoziare con i sindacati, anche con quelli maggiormente rappresentativi tra i suoi dipendenti. Secondo Filt-Cgil e Uiltrasporti gli accordi firmati tra azienda e personale non rappresentano un vero e proprio contratto collettivo essendo regolati dal diritto irlandese. Oltre a ciò, questi accordi non garantiscono libertà di affiliazione sindacale, impediscono, per la durata del contratto, ai lavoratori di aderire a iniziative sindacali, obbligano i piloti al pagamento della propria divisa di lavoro e non assicurano agli equipaggi il pasto a bordo durante il servizio.

I lavoratori sono quindi in lotta contro le loro condizioni di precarietà, per un miglioramento della sicurezza sul posto di lavoro e delle condizioni stesse di lavoro. L’azienda, che nel 2017 ha prodotto utili per 1,7 miliardi di euro, costringe i propri dipendenti a pagare per l’acqua potabile consumata durante le ore di volo! Come se ciò non bastasse, i dipendenti Ryanair subiscono umiliazioni continue da parte della direzione come quelle di dover descrivere per iscritto i propri sintomi quando sono a casa per malattia.

Per questi motivi, abbiamo assistito quest’estate ad importanti iniziative di lotta come gli scioperi internazionali del 25 e 26 luglio e del 10 agosto. Secondo l’agenzia Reuters lo sciopero del 25 e 26 luglio è stato il più grande sciopero di sempre in Ryanair. Il personale di volo e i piloti hanno incrociato le braccia costringendo l’azienda a cancellare centinaia di voli in Svezia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Italia.

Lo sciopero, al quale hanno aderito anche Filt Cgil e Uiltrasporti ha visto una buona adesione, in Italia ha interessato soprattutto l’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), che lavora principalmente con le compagnie low cost, ma si sono svolti presidi e iniziative di lotta anche a Milano Malpensa, Pisa, Roma Ciampino e Napoli.

Il danno per l’azienda è stato molto significativo, in termini economici e d’immagine. Lo sciopero del 25 e 26 luglio ha portato alla cancellazione di oltre 600 voli. Con oltre 10.000 passeggeri che hanno ottenuto un rimborso o sono stati ricollocati su altri aerei. Il 10 agosto lo sciopero ha costretto la compagnia a lasciare a terra 3500 passeggeri. L’aereoporto di Bruxelles Charleroi, che lavora principalmente con Ryanair ha dichiarato per bocca del suo amministratore delegato la propria intenzione a “diversificare la propria offerta per diminuire i rischi di disservizi legati agli scioperi”.

Com’era prevedibile i vertici dell’azienda sono andati su tutte le furie di fronte a quest’ondata internazionale di scioperi. In una nota ufficiale hanno definito lo sciopero del 10 agosto “irresponsabile, ingiustificato, sta sconvolgendo i clienti danneggiando gli affari e il valore delle azioni di Ryanair. “  Secondo un loro portavoce le condizioni di lavoro sarebbero ottimali e non ci sarebbe motivo di scioperare!

La compagnia Irlandese è nota per i suoi atteggiamenti antisindacali. Come denunciato da Filt-Cgil, e dal sindacato Belga Cne, l’azienda ha modificato i turni del personale, cancellando i riposi e richiamando i dipendenti che erano in ferie per coprire i turni del personale scioperante. L’azienda ha mobilitato lavoratori polacchi e tedeschi per coprire i turni dei dipendenti Italiani che stavano scioperando.

In risposta alle agitazioni, Ryanair ha annunciato, per il prossimo inverno, la riduzione di 300 posti di lavoro attribuendo questa decisione agli scarsi risultati e alla propensione allo sciopero dei propri dipendenti.

Gli scioperi di quest’estate hanno dimostrato l’enorme potenziale di lotta che esiste tra i lavoratori del settore. Lo sciopero è l’unica arma che permetterà ai lavoratori di strappare alla loro controparte condizioni migliori. Per questo motivo Resistenze Internazionali sosterrà tutte le iniziative di lotta messe in campo dai lavoratori di Ryanair per l’ottenimento di un vero contratto collettivo di lavoro e di condizioni di lavoro dignitose.