24 novembre Grande manifestazione contro la violenza

Sabato 24 Novembre decine di migliaia di donne e di uomini hanno partecipato a Roma alla manifestazione organizzata dal movimento femminista ‘Non una di meno’, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Lo stesso giorno manifestazioni contro la violenza di genere si sono svolte in altre città italiane e nel resto del mondo. La manifestazione di Roma è stata una manifestazione molto partecipata, duecentomila manifestanti, scesi in piazza contro la violenza e per difendere i diritti delle donne. Tra i manifestanti tantissime giovani donne.

I gravi attacchi che questo governo sta portando avanti contro i diritti della donna, contro il diritto all’aborto e contro il diritto al divorzio sono stati fortemente contestati. In particolare il decreto Pillon, la riforma del diritto di famiglia che se venisse approvata impedirebbe a tantissime donne di divorziare, alimentando la violenza contro le donne e contro i minori.La manifestazione ha anche contestato le politiche razziste di questo governo.

Il corteo è stato pacifico e non ha ceduto alle provocazioni della polizia, che ha letteralmente sequestrato centinaia di donne che stavano tornando dalla manifestazione presso la fermata di piazza S.Giovanni, senza che avessero commesso alcuna infrazione. Per fortuna non ci sono stati scontri ma queste compagne sono state trattenute  per parecchio tempo e sono tornate a casa molto tardi. E’ evidente che la polizia intendeva provocare le manifestanti. Lo Stato vuole scoraggiare e spaventare tutti coloro che lottano per i propri diritti.

Resistenze Internazionali è intervenuta in questa grande manifestazione difendendo l’idea che la lotta contro la violenza di genere e il sessimo devono essere legate alla lotta contro il sistema capitalistico, le cui strutture economiche e ideologiche generano il sessismo e la violenza contro le donne Per questo motivo il nostro femminismo è anticapitalista.

Durante questa importante giornata di lotta è stato lanciato un importante appello per la costruzione di uno sciopero femminista l’8 marzo.

Massimo Amadori