24 NOVEMBRE: in piazza contro la violenza di genere!

 

Sabato 24 Novembre decine di migliaia di persone hanno partecipato a Roma alla manifestazione organizzata dal movimento femminista Non Una di Meno, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Lo stesso giorno manifestazioni contro la violenza di genere si sono svolte in altre città italiane e nel resto del mondo.

È stata una manifestazione molto partecipata, decine di migliaia di donne sono scese in piazza contro la violenza, per difendere i loro diritti; numerosi erano i giovanissimi e le giovanissime. Il corteo è stato del tutto pacifico e non ha ceduto alle provocazioni delle forze dell’ordine, che hanno letteralmente sequestrato centinaia di donne al ritorno dalla manifestazione alla fermata della metropolitana di piazza S.Giovanni, senza che avessero commesso alcuna infrazione. È evidente che la polizia intendeva provocare le manifestanti.

Le donne e gli uomini che hanno partecipato alla giornata di lotta del 24 novembre hanno voluto rivendicare forte e chiaro la fine della violenza di genere e hanno contestato i gravi attacchi che questo governo sessista sta conducendo contro i diritti della donna. In particolare è stato contestato il decreto Pillon, la proposta di legge sul diritto di famiglia che se venisse approvato impedirebbe a tantissime donne di poter divorziare, alimentando in questo modo la violenza contro le donne e contro i minori.

La manifestazione ha toccato anche temi non direttamente riconducibili alla questione di genere, contestando le politiche razziste di questo governo e il “decreto sicurezza” di Salvini. Resistenze Internazionali ha partecipato alla manifestazione nazionale distribuendo un volantino in cui si afferma la necessità fare della lotta femminista anche una lotta anticapitalista. La lotta contro la violenza di genere e il sessimo infatti, se vuole essere davvero efficace, deve combattere la base stessa del sistema capitalistico, le cui strutture economiche e ideologiche generano il patriarcato e la violenza contro le donne. Per questo il nostro femminismo è anticapitalista!

Non è un caso che le proteste femministe siano espolose ovunque dopo la crisi del 2008. Le politiche neoliberiste e di austerità implementate in tutto il mondo come conseguenza della crisi hanno colpito in primo luogo le donne; sono le donne infatti che nelle maggioranza dei casi si occupano della cura dei bambini e degli anziani all’interno della famiglia. Il taglio di servizi come asili nido e sostegno agli anziani e ai malati comporta necessariamente un maggiore carico di lavoro domestico non pagato per le donne, costringendole spesso a rinunciare al lavoro per allevare i figli e prendersi cura degli anziani genitori. I tagli al welfare non fanno che aumentare la violenza di genere perché costringono le donne  non economicamente indipendenti a rimanere con mariti e compagni violenti. Il nesso fra capitalismo, neoliberismo e austerità con la violenza di genere è sempre più evidente.

Per questo rivendichiamo la fine delle politiche neoliberiste e di austerità che colpiscono le donne e l’attuazione di politiche sociali volte a liberare le donne dall’oppressione domestica, possibili solo con una totale rottura del sistema capitalistico. Chiediamo inoltre più fondi per i centri antiviolenza, che spesso sono le uniche strutture in grado di aiutare le donne vittime di violenza, e che negli ultimi anni hanno subito pesanti tagli da parte dei governi di ogni colore. La lotta per l’emancipazione della donna è lungi dall’essere conclusa: ci vediamo tutte e tutti in piazza per l’8 Marzo!

di Massimo Amadori