Cento anni dalla Rivoluzione tedesca del novembre 1918

L’articolo che segue è stato scritto da Bruno de Martinis, un insegnante di storia in un liceo Genovese che collabora con la redazione di Resistenze Internazionali. Questo articolo ricostruisce i momenti e i passaggi salienti della rivoluzione tedesca del novembre 1918. La rivoluzione del 1918 nata su diretta ispirazione della Rivoluzione Russa aprì in Germania un periodo di rivoluzione e di controrivoluzione che si concluse soltanto nel gennaio del 1933 con la definitiva vittoria delle forze controrivoluzionarie rappresentante dall’NSDAP, il partito di Adolf Hitler. La vittoria della rivoluzione tedesca del 1918 avrebbe potuto cambiare le sorti del mondo evitando il drammatico processo di burocratizzazione che si sviluppò in Unione Sovietica come conseguenza dell’isolamento e dell’arretratezza dell’Urss. Imparare le lezioni delle rivoluzione del passato è di vitale importanza per il futuro.

Il 9 novembre del 1918 cadeva il Kaiser e veniva proclamata la repubblica. I socialdemocratici maggioritari, che nell’agosto del 1914 avevano votato i crediti di guerra, si affrettarono ad assicurarsi la continuità optando decisamente per una repubblica borghese. All’inizio formarono una coalizione con il partito socialdemocratico indipendente, l’ala sinistra che aveva smesso di condividere il sostegno alla guerra, ma che si caratterizzerà come una formazione centrista, vale a dire rivoluzionaria della propaganda ma riformista nell’azione politica.

A Karl Liebknecht venne offerto di entrare a far parte del consiglio dei Commissari del popolo già il giorno dopo. Consapevole della crisi rivoluzionaria che stava scuotendo la Germania, non accettò.
Infatti la rivoluzione di novembre era cominciata già a ottobre, quando la sconfitta degli eserciti del Reich era evidente, quando il proletariato era alla fame e subiva i colpi della militarizzazione dello stato, quando  i soldati non sopportavano più di morire per il Reich e quando si formavano, così come in Russia nell’anno precedente, i consigli degli operai e dei soldati la rivoluzione socialista diventava possibile.

Lenin si congratulò immediatamente con Liebknecht e poco dopo una delegazione del governo rivoluzionario russo, di cui facevano parte Karl Radek e Grigorij Zinoviev, si recò in Germania per partecipare al congresso pantedesco dei consigli.

Ma la rivoluzione  di novembre era in realtà cominciata nel mese di ottobre

La causa scatenante della rivoluzione fu la politica del Comando Supremo dell’Esercito (Oberste Heeresleitung, OHL) e la decisione del Comando della Marina, pur essendo ormai certa la sconfitta militare della Germania, di condurre ugualmente un’ultima battaglia navale contro la Royal Navy inglese.

Pura follia militarista e suicida, oltretutto a guerra persa!

A questo punto i marinai si sollevarono a Wilhemshaven e a Kiel. Essi si opposto alla manovra idiota e il comando della Marina militare fu costretto a rinunciare ai suoi piani. Gli ammutinamenti erano cominciati nella notte tra il 29 e il 30 ottobre. Il 2 novembre si formarono consigli di soldati e operai navali sull’esempio dei soviet e i delegati si misero in contatto con la USPD, con la SPD e con i sindacati. In pochi giorni in tutta la Germania si sviluppò la rivoluzione.

Il vento dell’ottobre russo era ancora fresco e il contagio socialista arrivava in tutta l’Europa. Da poco tempo la repubblica dei soviet aveva festeggiato il superamento dei tre mesi di durata della Comune di Parigi. I bolscevichi erano, allora, consapevoli del fatto che o la rivoluzione avrebbe infiammto l’Europa o la giovane repubblica socialista russa era destinata, in un modo o nell’altro, alla sconfitta.

Sul piano politico, la SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands), dopo aver espulso i deputati che si erano opposti alla guerra, cioè di fatto le\i rivoluzionarie\i dello Spartakus Bund, fondato nel 1914 da Rosa Luxemburg, Karl Liebknecht  e altri socialisti rivoluzionari che si opponevano alla guerra e all’abbraccio mortale tra i leaders della socialdemocrazia e i capi militari che sempre più limitavano l’esercizio delle libertò democratiche e infatti Rosa Luxemurg e Karl Liebknecht erano stati condannati a due anni du reclusione il 28 giugno del 1916.

Il 9 aprile del 1916 sia revisionisti come Eduard Bernstein, che centristi come Karl Kautsky reagirono fontando l’Unabhängige Sozialdemokratische Partei Deutschlands, USPD, cui aderirono anche gli spartachisti, che vi si costituirono come ala sinistra e che precedentemente, nonostante la repressione, non avevano abbandonato la SPD. Quest’ultima dal 1916 al 1919 assunse il nome di  Mehrheitssozialdemokratische Partei Deutschlands, MSPD, Partito Socialdemocratico Maggioritario di Germania. Anche questo attribuirsi a priori una maggioranza è significativo: i maggioritari si apprestavano a seguire la strada dei socialrivoluzionari di destra e dei menscevichi nel corso del 1917 russo: preservare il potere della borghesia, dei militari e degli Junker, i latifondisti guerrafondai prussiani.

Ma il popolo tedesco, i proletari i contadini erano alla fame e i soldati esigevano la fine del massacro imperialista. Brot und Friede, pane e pace volevano, il che equivaleva ai due terzi del programma bolscevico.

Ma ben presto la rete dei consigli avvolse la nazione sconfitta e i consigli degli operai e dei soldati si diffusero anche in Germania e così si aggiungeva anche il terzo elemento.

Ma probabilmente il peso del capitalismo e dei suoi zelanti servitori „maggioritari“ era ancora forte in Germania

Delegazioni dei marinai a partire dal 4 novembre sciamarono in tutte le maggiori città tedesche. Il 6 novembre Wilhelmshaven era nelle loro mani; il 7 novembre la rivoluzione abbracciava città come Hannover, Braunschweig, Francoforte e Monaco di Baviera. A Monaco un consiglio dei soldati e dei lavoratori costrinse l’ultimo re di Baviera, Ludovico III, ad abdicare. La Baviera fu il primo stato dell’Impero ad essere proclamato repubblica da Kurt Eisner della USPD. Nei giorni seguenti anche negli altri stati tedeschi tutti i sovrani abdicarono, l’ultimo il 22 novembre fu Günther Victor dello Schwarzburg-Rudolstadt.

Il 9 novembre venne proclamata la repubblican tedesca: Ebert e Scheidemann la volevano borghese, ma la Lega di Spartaco voleva una democrazia proletaria e socialista.

Solo alcune ore dopo i giornali di Berlino pubblicarono la notizia che Liebknecht nel Tierengarten (giardino zoologico) – probabilmente quasi nello stesso momento – aveva proclamato la Repubblica socialista, alla quale giurò fedeltù davanti ad una folla radunata al Castello di Berlino:

Compagni, io proclamo la libera Repubblica socialista di Germania, che deve abbracciare tutte le classi. Nella quale non vi devono più essere servi, nella quale ogni onesto lavoratore deve trovare l’onesto salario per il suo lavoro. Il dominio del capitalismo, che ha trasformato l’Europa in un campo di cadaveri, è spezzato.

Nelle città più rivoluzionarie della Germania, come Berlino o Amburgo, divampò ben presto e forse prematuramente la rivoluzione socialista. Karl e Rosa erano ben consapevoli che la rivoluzione sarebbe probabilmente stata sconfitta. Tuttavia, come avevano fatto i bolscevichi nelle giornate del luglio del 1917, gli spartachisti furono solidali con i ribelli.

Sapevano che la rivoluzione sarebbe stata probabilmente sconfitta; ma seguirono la classe con solidarietà.

Gustav Noske, il ministro socialdemocratico degli interni si era dichiarato disponibile a giocare  il ruolo del carnefice e lo fece: organizzò i Freikorps che il 15 gennaio 1919 assassinarono Rosa e Karl.

Quando nel 1933 i fascisti presero il portere in Germania a Gustav Noske non accadde nulla di drammatico e morì in Germania Occidentale nel 1946.

A Berlino, di fronte al Reichstag c’è un piccolo monumento con steli minute che ricordano i deputati assassinati dai fascisti, dove vengono ricordati i deputati del KPD, dell’USPD, della SAP (Sozialistische Arbeiter Partei – Partito Socialista dei Lavoratori). Vengono ricordati anche alcuni deputati socialdemocrati, ma ci sono né Noske, né Ebert, né Scheidemann, che erano morti il primo nel 1925 e il secondo nel 1939 in esilio a Copenhagen. Non erano moralmente migliori di Noske, ma quest’ultimo fu molto più efficace nell’aprire la strada al fascismo, che gliene fu evidentemente riconoscente.

A volte la storia si prende le sue rivincite.

In Germania la situazione di crisi rivoluzionaria si protrasse per diversi anni e ancora nell’ottobre del 1923 si sarebbe potuta inventire la tendenza, ma il triumvirato (Stalin, Kamenev e Zinoviev) aveva deciso altrimenti e l’ottobre tedesco si risolse in una sconfitta.

Dieci anni dopo trionfava il fascismo: gli opposti settarismi di Spd e Kpd non resero possibile la formazione di quel fronte unico proletario che solo avrebbe potuto fermare la peste bruna. Infatti il proletariato tedesco avrebbe potuto risollevarsi, lo stalinismo mai.

Bruno de Martinis