Il decreto sicurezza diventa legge

Il parlamento ha recentemente approvato il decreto “sicurezza” del governo Salvini-Di Maio. Questo decreto dimostra da un lato la necessità per lo Stato di creare un “problema” sicurezza, dall’altro, sul versante politico, la totale sudditanza del M5S nei confronti della Lega. Accettando di votare un decreto che loro stessi non avrebbero esitato a definire criminale fino a pochi mesi fa dimostrano di essere alla mercé degli umori leghisti.

Partiamo dalla questione immigrazione, con il decreto viene ad esempio abolita la protezione umanitaria, che interveniva qualora il richiedente non fosse ritenuto idoneo per lo status internazionale di rifugiato, ma veniva comunque valutato come soggetto “a rischio”. La protezione viene abolita e resta soltanto in alcuni casi speciali, quali il rischio di essere sottoposto a tortura, a persecuzioni di qualsiasi tipo, a situazioni di violenza o grave sfruttamento, a sfruttamento lavorativo, a violenza domestica, a eccezionali calamità ecc…

L’estrema povertà, la vera causa dell’immigrazione, non è considerata abbastanza importante da giustificare l’accoglienza quindi la protezione umanitaria. Oltre a ciò, il problema di fondo è l’enorme ambiguità del decreto, ad ognuno dei casi sopra citati si aggiunge infatti la dicitura, “eccezionale” o “gravissima”, che rendono molto soggettivi i criteri per il riconoscimento della protezione. Come se ciò non bastasse, viene richiesta la denuncia da parte di persone senza permesso di soggiorno quando è evidente che in quelle condizioni nessuno si azzarderebbe a denunciare alcunché. Di fatto questo articolo limita enormemente l’accesso alla protezione a chi ne ha bisogno.

Lo SPRAR viene abolito per chi non è già in possesso dello status di rifugiato, questo significa che l’unico modello di gestione funzionante come nel caso di Riace verrà di fatto chiuso e i futuri rifugiati andranno nei CAS e nei CARA, centri di accoglienza “straordinaria”, gestiti da privati e da cooperative senza nessuna forma di tutela giudiziaria. In alcuni di questi centri è addirittura previsto il divieto di uscire dalle 22 alle 8…

Con il decreto vengono raddoppiati i tempi per la richiesta della cittadinanza da 2 a 4 anni, portando di fatto i tempi per ottenere la cittadinanza da 12 (10 più 2 per le pratiche) a 14 anni. Inoltre, viene introdotta la possibilità di revoca della cittadinanza per i reati di terrorismo ed eversione.

Tutte queste modifiche porteranno ad ulteriori problemi e complicazioni, raddoppio dei tempi, aumento dei costi per lo Stato, accoglienza gestita esclusivamente da privati e cooperative (le stesse messe all’indice dalla Lega); l’unico risultato che si raggiungerà sarà un aumento della criminalità. In questo modo, alla prossima campagna elettorale la Lega avrà molta “sicurezza” da vendere visto che con questo decreto se ne guadagnerà poca.

L’altro aspetto del decreto è quello legato alla “sicurezza in ambiti urbani”. Viene infatti estesa l’area di applicazione del DASPO urbano anche ai presidi sanitari (oltre che alle aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli), l’insaziabile fame di decoro e sicurezza porta all’introduzione del divieto di cure mediche per alcune categorie di ammalati, viene quindi introdotto il reato di violazione del DASPO con la reclusione da 6 mesi a 1 anno.

Il tentativo di voler reprimere le lotte sociali è evidente nell’introduzione del reato di blocco stradale, anche di strade ordinarie (fino ad oggi era perseguibile penalmente soltanto il blocco di strade ferrate). Il decreto prevede anche l’inasprimento delle pene per l’occupazione di immobili, con una pena massima che passa da 1 a 3 anni e con sanzioni amministrative che passano da 103 a 1032 euro.

Ma il colmo del cinismo viene raggiunto con l’introduzione del reato di “accattonaggio molesto”, in parole povere, chi chiede l’elemosina per la strada può essere multato con un’ammenda fino a 6.000 e rischia l’arresto.

A dimostrazione che questo decreto è un decreto indirizzato a punire i più poveri, viene vietata la possibilità di scontare la misura cautelare degli arresti domiciliari in immobili occupati, quindi, come già purtroppo succede, si conferma il principio per il quale più sei povero e più probabilità hai di finire in carcere.

Con questo decreto viene dato ai questori il potere di vietare l’accesso a luoghi e agli esercizi pubblici ai condannati per reati di “gravi disordini in luoghi pubblici” e per il reato di “violazione della legge sugli stupefacenti”. Si cerca con questi provvedimenti, di creare una linea sempre più marcata tra “indesiderati” e la gente “perbene” a tal punto da vietare praticamente l’accesso al bar o all’ospedale alle figure cosiddette “marginali” che la stessa società crea.

Questo decreto sottolinea in maniera inequivocabile il carattere autoritario dello Stato. Quando aumentano il disagio generale, la povertà e quindi l’insofferenza delle persone verso il sistema, lo Stato prova a rendere impossibili le manifestazioni di dissenso. Questo decreto è solo il primo passo, oggi tocca agli accattoni, ai consumatori di droghe, agli occupanti e ai “pericolosi” manifestanti. La classe media sarà sicuramente attratta da alcuni aspetti di questo decreto, “finalmente niente più blocchi stradali e occupazioni abusive” diranno alcuni, purtroppo per loro questo è solo l’inizio, la platea dei reati da reprimere si amplierà sempre più, così come le proteste e le manifestazioni di dissenso contro la crisi e contro questo governo.

Da marxisti sappiamo che lo Stato è il “Comitato d’affari della borghesia” questo significa che quando i profitti e la stabilità della classe dominante sono minacciati, il governo getta la maschera democratica e ricorre alla brutale arma della repressione. Il governo Salvini-Di Maio è particolarmente odioso ma non dimentichiamo che il governo precedente ha introdotto il decreto Minniti-Orlando. Quel decreto ha aperto la strada alla violazione dei diritti democratici alla quale stiamo assistendo oggi. Soltanto la lotta di massa dei giovani e dei lavoratori riuscirà a far retrocedere i governi. L’unico modo per ottenere un vero cambiamento e la difesa dei diritti democratici dei lavoratori e dei poveri è ribaltare il potere della classe dominante e prenderne il potere tra le nostre mani.

Nicola Bitozzi