CAMBOGIA 1970-1979 un genocidio dimenticato

Il 7 Gennaio del 1979, esattamente quarant’anni fa, un intervento militare del Vietnam filosovietico poneva fine alla sanguinaria dittatura dei Khmer rossi di Pol Pot in Cambogia, dittatura sostenuta dalla Cina maoista. I Khmer rossi erano guerriglieri maoisti che presero il potere nel 1975, dopo alcuni anni di una sanguionosa guerra civile che li vide scontrarsi contro il dittatore Lol Nol, un fantoccio degli USA che dal 1970 governava il Paese con il pugno di ferro e che fu responsabile di numerosi massacri.

Nei primi anni ’70 inoltre gli Stati Uniti bombardarono massicciamente la Cambogia, ritenendo che molti vietcong si fossero rifugiati lì. I bombardamenti statunitensi provocarono oltre 600 mila morti fra la popolazione civile cambogiana, colpendo in massima parte i contadini che vivevano al confine con il Vietnam. Pol Pot approfittò della situazione di caos e di malcontento dovuta ai bombardamenti americani per prendere il potere, stabilendo un regime sanguinario che fu responsabile di un vero e proprio genocidio, che in appena tre anni fece circa 1 milione e mezzo di vittime. Si stima che dal 1970 al 1979 circa 2 milioni di cambogiani furono sterminati dall’azione congiunta dei bombardamenti statunitensi e del regime di Pol Pot, su una popolazione di circa 6 milioni di abitanti. Questo significa che 1/3 della popolazione fu sterminata!

I Khmer rossi basavano la loro ideologia su una mescolanza del maoismo con un nazionalismo estremo, si ritenavano infatti gli eredi dell’antico regno dei Khmer, la più antica etnia cambogiana, e pensavano che in Cambogia non ci fosse spazio per altri popoli. Pol Pot realizzò quindi una vera e propria pulizia etnica contro tutte le etnie non Khmer, a cominciare dagli occidentali, additati in blocco come complici del dominio coloniale e imperialista. Anche i vietnamiti furono massacrati in massa. Furono inoltre sterminati tutti gli intellettuali, i professori e gli artisti, il semplice fatto di portare gli occhiali veniva punito con la morte, essendo gli occhiali un simbolo intellettuale. Centinaia di migliaia di persone, fra cui vecchi, bambini e malati, vennero sterminate nei campi di concentramento dei Khmer rossi fra il 1976 e il 1979, altrettante persone morirono di fame a causa delle folli politiche economiche del regime.

Pol Pot riteneva che l’economia cambogiana dovesse basarsi interamente sull’agricoltura, deportò quindi milioni di abitanti delle città nelle campagne, obbligandoli al lavoro coatto nelle fattorie gestite dallo Stato. Chiunque si rifiutava veniva immediatamente assassinato. Le vittime del regime subirono le più atroci torture, fra cui la mutilazione dei genitali, lo squartamento e l’elettroshock. Fra le circa 700 mila persone assassinate dai Khmer rossi numerose vennero fatte a pezzi con il machete. Il regime di Pol Pot fu certamente uno dei regimi più sanguinari e criminali della storia. A partire dal 1978 i rapporti fra la Cambogia dei Khmer rossi e il Vietnam si fecero sempre più tesi, soprattutto a causa della politica genocida di Pol Pot nei confronti del popolo vietnamita e alle pretese territoriali di entrambi i Paesi.

Il governo vietnamita come risposta alle politiche di Pol Pot attuò una persecuzione contro la popolazione cinese e cambogiana del Vietnam. Con l’invasione vietnamita della Cambogia il paese si ritrovò al centro di una guerra fra due blocchi contrapposti del campo stalinista: da un lato il Vietnam appoggiato dai sovietici e dall’altro la Cambogia appoggiata dalla Cina. L’esercito popolare vietnamita occupò la Cambogia e in meno di un anno ebbe la meglio sul regime di Pol Pot, costretto alla fuga il 7 Gennaio del ’79. Da quel momento fu instaurato in Cambogia un regime filovietnamita e filosovietico, contro il quale i Khmer rossi scatenarono la guerriglia, appoggiati dalla Cina e dagli USA, entrambi intenzionati a ridimensionare l’influenza sovietica in Asia.

L’esercito vietnamita pur avendo avuto il merito di liberare la Cambogia da Pol Pot interrompendo il genocidio fu a sua volta responsabile di massacri contro la popolazione civile cambogiana. La guerriglia dei Khmer rossi continuò fino agli anni ’90, anche grazie all’appoggio cinese e statunitense. Pol Pot morì nella giungla in circostanze mai chiarite nel 1998, forse assassinato dai suoi compagni. I khmer rossi non hanno mai pagato per i loro crimini contro l’umanità, tanto è vero che oggi molti di loro hanno un ruolo politico di primo piano in Cambogia. Per più di un decennio il popolo cambogiano ha vissuto un vero proprio incubo e ha subito uno dei genocidi peggiori della storia, a causa dell’azione congiunta dei Khmer rossi, degli USA, dell’URSS, della Cina e del Vietnam.

Più di 2 milioni di persone sono state sacrificate sull’altare degli interessi delle grandi potenze capitaliste e staliniste, nel contesto della guerra fredda dalle elites politiche ed economiche. Come sempre a fare le spese delle politiche criminali dei potenti fu la popolazione civile. Oggi la propaganda borghese presenta il genocidio attuato dai Khmer rossi come un ‘crimine del comunismo’ deformando completamente i fatti storici. Gli autori del ‘libro nero del comunismo’ sono arrivati persino a mettere Lenin e Pol Pot sullo stesso piano. Il regime di Pol Pot non solo non ebbe nulla a che fare con il socialismo ma non può nemmeno essere classificato come stalinismo e paragonato ai paesi del ‘socialismo reale’, tanto è vero che lo stesso Pol Pot non si definiva comunista e dopo il 1979 fu appoggiato dall’imperialismo statunitense.

Furono inoltre l’Unione sovietica e il Vietnam a porre fine alla dittatura dei Khmer rossi. Il regime di Pol Pot può essere definito come un ibrido fra il maoismo, cioè lo stalinismo cinese, ed elementi razzisti tipici dell’estrema destra . Il tutto amalgamato da un’ansia di ritorno al passato agrario e contadino della Cambogia e dall’odio verso qualsiasi forma di progresso e di cultura. Va infine ricordato che i Khmer rossi presero il potere nel contesto della guerra scatenata dall’imperialismo americano in Vietnam e nel sud-est asiatico, guerra che provocò milioni di morti. Lungi dall’essere socialista e comunista il regime del sanguinario Pol Pot fu un prodotto del dominio capitalista e delle sue guerre.

Massimo Amadori