Il tragico epilogo della vicenda Battisti riapre il dibattito sugli anni di piombo

Il recente arresto dell’ex terrorista ‘rosso’ Cesare Battisti ha riaperto nel nostro Paese il dibattito sugli anni di piombo. Secondo la versione propagandata dai principali giornali e dalle reti televisive, gli anni di piombo sarebbero stati soltanto un periodo di stragi e di violenze, un periodo segnato da una sorta di guerra civile fra gli ‘opposti estremismi’, i terroristi ‘neri’ e ‘rossi’, che si facevano guerra fra loro ma erano uniti nel voler sovvertire le istituzioni dello Stato ‘democratico’, che in questa versione ci viene presentato come una vittima degli estremisti di destra e di sinistra.

La realtà è un tantino più complicata. La teoria degli ‘opposti estremismi’ tende a rimuovere le responsabilità e i crimini dello Stato italiano durante gli anni di piombo, cancellando in particolare la complicità dello Stato borghese con lo stragismo fascista. Gli anni di piombo non furono segnati soltanto dalla violenza, ma anche da importantissime lotte di studenti e lavoratori, da imponenti scioperi e manifestazioni di massa e da occupazioni di fabbriche, scuole e università. Negli anni ’70 le sinistre avevano un’indiscussa egemonia politica e culturale nella società e consensi altissimi; in Italia esisteva una vera e propria situazione rivoluzionaria che esplose nel movimento del ’77: organizzazioni come Lotta Continua e Democrazia Proletaria, in cui militò anche Peppino Impastato, avevano un discreto seguito, soprattutto fra gli studenti.

La borghesia aveva paura della rivoluzione e lo Stato rispose con la violenza contro il movimento operaio e quello studentesco: fra il 1969 e il 1980 lo Stato borghese fu il mandante, assieme agli USA, di veri e propri massacri indiscriminati contro la popolazione civile, dalla strage di Piazza Fontana alla strage della stazione di Bologna. Questi attentati terroristici furono realizzati dai neofascisti con la protezione dello Stato e dei suoi apparati di sicurezza, in primis i servizi segreti e i vertici militari, il tutto sotto la regia della NATO. La funzione di questi attentati stragisti fu quella di creare il caos e una situazione di tensione continua nel Paese, per potere così giustificare un aumento della repressione contro i gruppi rivoluzionari utilizzando la teoria degli ‘opposti estremismi’.

Furono centinaia le vittime dello stragismo fascista e della repressione di Stato, fra questi anche decine di bambini. Il PCI  di Berlinguer non solo fece di tutto per evitare la rivoluzione attuando una politica riformista di collaborazione di classe con la borghesia e con il suo partito di governo, la DC, ma collaborò anche attivamente con lo Stato borghese nella repressione della sinistra rivoluzionaria e del movimento studentesco, collaborò con lo stesso Stato che massacrava uomini, donne e bambini servendosi dei fascisti per mettere le bombe nelle Piazze e nelle stazioni. Tutto ciò per compiacere ai sovietici, che esattamente come gli USA temevano la rivoluzione socialista come la peste. In questo contesto alcuni gruppi di estrema sinistra attuarono la strategia suicida del terrorismo, assassinando uomini delle istituzioni e compiendo azioni criminali. Queste azioni estremiste lungi dal favorire la rivoluzione contribuirono alla sua sconfitta e produssero come unico risultato il rafforzamento dello Stato borghese.

L’estremismo dei gruppi terroristi di estrema sinistra come le BR, Prima Linea e i PAC era alimentato dal riformismo del PCI, che a sua volta si alimentava delle azioni dei terroristi. Opportunismo ed estremismo sono da sempre i peggiori mali della sinistra, nefasti allo stesso modo per la rivoluzione. Le stragi fasciste e di Stato a loro volta alimentavano il terrorismo delle BR, in una continua orgia di sangue e di violenza.

Non abbiamo molta simpatia per Battisti e come marxisti rivoluzionari da sempre critichiamo il terrorismo individuale. La nostra critica muove da una prospettiva anticapitalista e rivoluzionaria e non di difesa dello Stato borghese e del suo terrorismo. Condividiamo la posizione dei marxisti rivoluzionari racchiusa nella formula ‘né con lo Stato né con le BR’.  La vicenda Battisti arrivata al suo tragico epilogo in questi giorni è ricca di ‘stranezze e incongruenze’ a partire dalla mancanza di prove a carico del condannato.Oggi Battisti si trova in carcere lo stesso non si puà dire per tanti terroristi ‘neri’ che sono a piede libero, protetti da Stati e governi. Alcuni di loro si trovano in America Latina, mentre altri fanno la bella vita in Italia. Fra i terroristi fascisti in libertà c’è anche Roberto Fiore,  ex-terrorista ‘nero’ e stragista che non solo si trova a piede libero ma si presenta pure tranquillamente alle elezioni con il suo partito neofascista Forza Nuova. Del resto perché lo Stato borghese dovrebbe arrestare i suoi servi?

Pur prendendo dunque totalmente le distanze dal terrorismo non crediamo che Battisti debba ‘marcire in galera’ come vorrebbe il ministro dell’interno Matteo Salvini, innanzitutto perché il carcere non dovrebbe avere una funzione vendicativa, ma riabilitativa. La funzione rieducativa del carcere è prevista dalla Costituzione italiana. Per questo motivo ci opponiamo all’ergastolo e a qualsiasi forma di tortura contro i detenuti delle carceri come il regime di isolamento previsto dal 41 bis . Putroppo oggi nelle carceri italiane sono continue le violenze e le violazioni dei diritti umani e questo è inaccettabile.

Massimo Amadori