Sulle Foibe e sul revisionismo storico

Il giorno del ricordo poteva essere un’occasione per riflettere sugli orrori della guerra,dell’odio fra i popoli,del fascismo e del nazionalismo,un’occasione per proporre una riconciliazione e una fraternizzazione fra i popoli slavi e il popolo italiano.
Il 10 Febbraio poteva essere un’occasione per ricordare i nostri connazionali massacrati dai partigiani titini ma al tempo stesso anche per ricordare gli slavi massacrati dai fascisti e dall’esercito italiano,facendo quindi i conti con la nostra storia e con i crimini commessi dal nostro paese.Purtroppo invece com’era prevedibile il giorno del ricordo è diventato una giornata per fare propaganda politica, per portare avanti operazioni di revisionismo storico mettendo sullo stesso piano i partigiani e i nazifascisti,gli oppressi e gli oppressori, le vittime e i carnefici.

Il giorno del ricordo viene strumentalizzato per proporre l’assurda equiparazione fra nazismo e comunismo,poco importa se nelle foibe di Tito ci finirono anche comunisti,partigiani e antifascisti italiani e se quasi ovunque i comunisti furono la prima forza politica della resistenza,contribuendo in maniera determinante a liberare l’Europa dal nazifascismo.Dal presidente della Repubblica Mattarella a Casapound le principali forze politiche del nostro paese utilizzano le foibe per portare avanti una propaganda nazionalista,revanscista,antislava e anticomunista,una propaganda velenosa che cancella completamente le responsabilità degli italiani e del fascismo puntando il dito solo contro gli ‘slavo-comunisti’.Gli storici che osano contestualizzare la tragedia delle foibe e ridimensionare le cifre gonfiate della propaganda di destra vengono accusati di negazionismo e di giustificazionismo.Lo Stato italiano sta attuando la peggiore campagna di revisionismo storico dal dopoguerra ad oggi!La cosa più grave mi pare il paragone di Salvini fra Auschwitz e le foibe.

Per le foibe non si può inoltre parlare di pulizia etnica.Casomai furono i nazifascisti ad attuare una pulizia etnica contro i popoli slavi, massacrando circa 1 milione e mezzo di persone nei territori dell’ex-Iugoslavia fra il 1941 e il 1945, in massima parte civili,donne e bambini.Per loro non esiste alcuna giornata del ricordo.Certo tanti italiani innocenti che non c’entravano nulla con il fascismo furono uccisi nelle foibe ma parlare di pulizia etnica e fare paragoni con la Shoah è una mancanza di rispetto,nei confronti degli ebrei sterminati dai nazisti ma anche nei confronti dei nostri connazionali massacrati nelle foibe.

Proprio perché non esistono morti di serie A e di serie B dovremmo ricordare assieme alle migliaia di italiani uccisi dai partigiani titini anche i centinaia di migliaia di slavi massacrati dai fascisti italiani.Perché nelle guerre imperialiste scatenate dal capitalismo sono sempre gli innocenti a essere massacrati.
Basta fare propaganda politica sui morti ammazzati,basta revisionismo storico!

Amadori Massimo