15 Marzo : Friday for Climate !

La nostra civiltà e la biosfera stanno per essere sacrificate per continuare a garantire a un piccolissimo numero di persone di accumulare enormi quantità di denaro e vivere nel lusso

Greta Thunberg

Ogni venerdì a partire dal mese di settembre, la giovane studentessa svedese di 16 anni Greta Thunberg, ha deciso di scioperare rifiutandosi di entrare a scuola e piazzandosi davanti al Parlamento svedese per protestare contro il riscaldamento climatico e le catastrofi ambientali ad esso collegate.

Il suo esempio di disobbedienza civile e di resistenza ha attirato l’attenzione di decine di migliaia di suoi coetanei in ogni angolo del pianeta. In molti paesi Europei inclusi Francia, Grecia, Germania e Belgio, gli studenti hanno aderito al suo appello e stanno scendendo in piazza ogni venerdì per difendere l’ambiente dalle devastazioni del capitalismo.

I venerdì per il clima stanno prendendo piede anche in molte città italiane. L’idea è quella di creare un appuntamento per costruire una mobilitazione mondiale. Distruggendo il nostro ambiente politici e imprenditori stanno rovinando il nostro presente e compromettendo il nostro futuro.

Innalzamento del livello dei mari di 10 centimetri, desertificazione e siccità, scomparsa delle barriere coralline, inquinamento delle falde acquifere e dell’aria queste sono le previsioni legate alle conseguenze del riscaldamento globale per la vita sulla terra da qui al 2030. Senza un cambiamento radicale della struttura produttività della società tra dieci anni, il mondo come lo conosciamo potrebbe diventare un ambiente ostile per miliardi di persone.

Ad affermarlo è il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Secondo il rapporto di questi scienziati se procede ai ritmi attuali entro il 2030 l’aumento della temperatura media globale sarà superiore agli 1,5 °C ritenuti la soglia critica oltre la quale nessun ritorno alla situazione precedente è possibile.

Cosa questo significhi è fin troppo chiaro. Nel solo nel 2016 24,4 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa di disastri ambientali o della desertificazione.Entro il 2050 ci saranno 143 milioni di profughi ambientali nel mondo.

I cambiamenti ambientali sono il frutto dell’incapacità del sistema economico attuale di produrre di rispettare l’ambiente e le specie viventi. Il capitalismo è un sistema economico basato sui profitti privati e non sul benessere collettivo. E’ chiaro che questo sistema obsoleto non è in grado di stare al passo con i tempi, non è in grado di adattarsi all’enorme sviluppo tecnologico a cui stiamo assistendo. Per affrontare il futuro che ci aspetta servono strumenti di organizzazione sociale molto più avanzati e razionali di quelli di cui l’umanità si è dotata finora.

L’unico modo per risolvere i problemi legati ai cambiamenti climatici è porre sotto il controllo della classe lavoratrice le maggiori compagnie e industrie attraverso la nazionalizzazione e la pianificazione democratica dell’economia. Finché la responsabilità di salvare l’umanità dal disastro ambientale sarà lasciata alla ‘buona coscienza’ delle grandi famiglie di industriali che gestiscono le attività produttive massicciamente inquinanti, nessun accordo o protocollo riuscirà ad invertire la catastrofica direzione degli eventi. Solo una società basata sul potere del 99% della popolazione e sulla distribuzione equa e razionale della ricchezza prodotta potrà salvare l’umanità dalle catastrofi ambientali che il capitalismo produce sistematicamente.

Dobbiamo reagire anche noi adesso e quì!

Scioperiamo anche noi in difesa del clima!

Rifiutiamo di entrare a scuola il Venerdì mattina!

Costruiamo azioni di protesta per attirare l’attenzione sulla gravità del cambiamento climatico!

Sciopera anche tu con noi!