Milano: la manifestazione antirazzista è un ottimo punto di partenza

La manifestazione antirazzista tenutasi a Milano sabato 3 marzo rappresenta un indiscusso successo dal punto di vista della partecipazione. Circa 200.000 persone hanno infatti preso parte alla manifestazione organizzata nella città di Matteo Salvini per protestare contro il razzismo imperante e contro le politiche discriminatorie del governo.

Si è trattata di una manifestazione che ha visto una grande presenza di giovani e di donne. Significativa la presenza di un pezzo della CGIL ma anche dell’ANPI, di numerose organizzazioni non governative e di decine di associazioni e organizzazioni antirazziste provenienti da tutto il paese, incluse decine di associazioni meridionali.

La giornata di lotta è stata assolutamente positiva e incoraggiante. Il carattere popolare e festoso della manifestazione è stato però funestato dal maldestro tentativo di infiltrazione del corteo da parte dei principali esponenti del centrosinistra nazionale che si sono posti alla testa di questo. Tra questi l’attuale segretario del PD Nicola Zingaretti e il suo diretto predecessore Maurizio Martina.

Questi politici di professione hanno tentato in ogni modo di intestarsi il successo di piazza. Esponenti del Partito Democratico, in cerca di una nuova virginità, ora che le primarie hanno incoronato Nicola Zingaretti come segretario “di sinistra” (lo stesso Zingaretti che da presidente della regione Lazio ha smantellato la sanità pubblica), si sono affrettati a commentare la manifestazione parlando di «risveglio della coscienza democratica», di «grande risposta all’opposizione» ecc… Tra tutte queste voci si è stagliata la voce del sindaco di Milano Giuseppe Sala che sta tentando di presentarsi come il principale organizzatore della manifestazione di sabato per ritagliarsi un improbabile ruolo di ennesimo capo politico della sinistra italiana….

Il PD ed il nuovo segretario “di sinistra” potranno provare temporaneamente a presentarsi sotto un volto nuovo. Potranno provare ad indossare la maschera dell’antirazzismo ma non ci metteranno molto tempo a mostrare la loro vera natura. In campagna elettorale il “nuovo” segretario ha detto assai esplicitamente di essere favorevole al Tav, di essere contrario ad una legge patrimoniale e di essere contrario alla reintroduzione dell’articolo 18. La presenza di parlamentari del PD in piazza ci è sgradita non perché vogliamo costruire steccati e dividere il fronte degli antirazzisti ma perché sappiamo come siano loro i diretti responsabili della crescita delle organizzazioni di estrema destra nel nostro paese e della legittima sfiducia che milioni di lavoratori italiani provano oggi verso le idee “di sinistra”.

Il tentativo opportunista dei politici di professione di intestarsi il nostro successo popolare va respinto! Al di là della presenza di questi loschi figuri e dei loro goffi tentativi di egemonizzare la manifestazione, la giornata del 3 marzo testimonia con chiarezza la volontà di decine di migliaia di lavoratori, di giovani e di cittadini comuni di distanziarsi dalle politiche razziste del governo e di segnare la loro volontà di rottura con le discriminazioni e la guerra tra poveri.

Dimostra inoltra come, a differenza di quanto sostiene la retorica della rassegnazione, della passività e del pessimismo cosmico c’è un pezzo di Italia fatta soprattutto da gente normale che studia e che lavora che non sostiene il governo, che è genuinamente antirazzista e che non è disposto ad allearsi con gli alfieri delle privatizzazioni, con gli apologeti del neoliberismo con chi porta avanti in Italia le politiche di rigore e di massacro sociale volute dalla Commissione Europea.

Detto questo è innegabile che abbiamo assistito in questi mesi ad una pericolosa recrudescenza di attacchi razzisti e di gesti di intolleranza. Assistiamo ad una crescita delle idee e delle organizzazioni di neofasciste e di estrema destra. Questa crescita può essere fermata. Il successo della manifestazione di Milano dimostra che la crescita della destra nel nostro paese genera un forte sentimento di opposizione a tutto ciò che ci divide. Questo sentimento, al momento soltanto embrionale crescerà nei prossimi mesi e porterà migliaia di Italiani, soprattutto giovani a scegliere la via della lotta contro la barbarie di un governa che utilizza l’arma del razzismo per dividere i poveri. In questo senso il razzismo istituzionale del governo e dei politici di professione è un potente boomerang che si rivolge contro di loro.

Se il movimento antirazzista, quello che abbiamo visto in piazza a Milano e quello che sta iniziando ad emergere in tutto il paese, vuole essere credibile e vuole costruire una reale interlocuzione con la maggioranza dei lavoratori italiani, quelli che per intenderci oggi sostengono anche se criticamente il governo, deve affermare chiaramente il suo carattere di movimento popolare in rottura contro il governo del M5S/Lega ma anche con la cosiddetta opposizione di PD e Forza Italia che oggi veste strumentalmente gli abiti dell’antirazzismo ma per decenni ha applicato le stesse politiche razziste contro le quali oggi chiama a raccolta gli Italiani.

Se il movimento antirazzista vuole crescere e strutturarsi deve dotarsi di un programma articolato e radicale in grado di indicare una reale alternativa ai milioni di italiani che guardano con sospetto a questo governo ma anche a quelli che lo sostengono in assenza di un’alternativa credibile o perché delusi o perché pieni di illusioni. E’ necessario, in sostanza, un programma anticapitalista che possa parlare alla maggioranza della società. Un programma che sia in grado di unificare nella lotta, contro l’austerity imposta da Roma e Bruxelles, i giovani e i lavoratori attorno a rivendicazioni e parole d’ordine semplici e accessibili a tutti.

Queste parole d’ordine devono partire dai bisogni e dalle necessità elementari di tutti noi. Dobbiamo rivendicare innanzitutto la fine delle politiche di tagli e massacro sociale. Questo significa battersi per l’immediato ritiro dei tagli previsti dalla legge di bilancio e per il ritiro delle misure di privatizzazione e di svendita del patrimonio pubblico previste per il 2019 (la legge finanziaria prevede privatizzazioni di beni per oltre 18 miliardi).

Occorre introdurre un salario minimo intercategoriale garantito di 1200 euro per tutti e di un sussidio di disoccupazione generalizzato anche a chi cerca un impiego per la prima volta. Il “reddito di cittadinanza” a 780 euro al mese in cambio dell’obbligo di accettare qualsiasi lavoro per i più poveri di noi non ci soddisfa. Vogliamo un lavoro dignitoso con il quale vivere e non provare a sopravvivere! Oltre a ciò è necessario battersi per il ritiro della riforma Fornero e per la pensione a 60 anni di età indipendentemente dagli anni di contributi versati. Soltanto così riusciremo a lottare contro la piaga della disoccupazione giovanile che spinge il 40% dei nostri giovani alla povertà estrema e all’emigrazione. Dobbiamo inoltre mobilitarci per lo smantellamento della “Buona Scuola”, per l’abolizione dell’alternanza scuola/lavoro e dei tirocini gratuiti e per la revoca dei provvedimenti liberticidi e lesivi della dignità umana previsti dai decreti Minniti-Orlando e dal decreto sicurezza di Salvini.

ll governo Salvini-Di Maio è particolarmente odioso ma non dimentichiamo che il governo precedente ha introdotto il decreto Minniti-Orlando. Quel decreto ha aperto la strada alla violazione dei diritti democratici alla quale stiamo assistendo oggi.

Sabato 3 marzo abbiamo manifestato e continueremo a manifestare contro Salvini e contro le barbare politiche migratorie di un governo che per biechi motivi elettorali condanna alla morte centinaia di esseri umani lasciati alla deriva sui barconi del mar mediterraneo. Allo stesso tempo siamo scesi, a suo tempo, nelle piazze per manifestare contro il governo Renzi per difendere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e per lottare contro la “Buona Scuola”. Eravamo in piazza contro il ministro Minniti che con le sue politiche di gestione dell’ordine pubblico e dell’immigrazione ha aperto la strada alla violazione sistematica dei diritti per gli italiani e gli immigrati nell’era del ministro Salvini.

Soltanto la lotta di massa dei giovani e dei lavoratori riuscirà a far retrocedere i governi. L’unico modo per ottenere un vero cambiamento e la difesa dei diritti democratici dei lavoratori e dei poveri è ribaltare il potere della classe dominante con lo strumento della lotta di massa. La manifestazione antirazzista di sabato scorso rappresenta un ottimo punto di partenza in questa direzione.

Elio Rosa