Prato importante succeso per il presidio antifascista

Sabato 23 marzo si è svolta a Prato un presidio contro il corteo che Forza Nuova aveva organizzato in città per i 100 anni dalla fondazione dei fasci di combattimento. Si capisce subito la gravità del fatto, ma ancora di più stupisce il grado di legittimazione assunto da quelle forze politiche che fanno del razzismo e dell’odio armi di propaganda politica.

La manifestazione di sabato è stata nel complesso una cosa positiva per Prato, città poco attiva politicamente e dalla quale non tutti si aspettavano una risposta del genere, vedere tanta gente che non si occupa di politica e che sente però il bisogno di manifestare il proprio antifascismo non può che essere una bella notizia. Ma c’è anche un’altra faccia della medaglia, questa manifestazione è stata monopolizzata fin dalle prime assemblee da quelle forze politiche, sindacali e associative che sono totalmente funzionali al sistema, l’Anpi, il cui antifascismo si è limitato alla difesa della costituzione, la Cgil, la cui politica sindacale è sotto gli occhi di tutti e che ha subito chiamato Cisl e Uil a coronare il tutto e i Giovani Democratici, che hanno fatto subito passare la cosa dai media come se gli organizzatori fossero loro.

In sostanza l’organizzazione della manifestazione è passata nelle loro mani praticamente subito, hanno messo dei paletti per la propria partecipazione, hanno voluto limitare la risposta ad un presidio in una piazza dalla parte opposta della città senza fare nulla per impedire il corteo di Forza Nuova, hanno proposto in assemblea un appello da loro scritto indirizzato a prefetto e questore che avrebbero comunque inviato e a quel punto l’assemblea ha deciso di farne un altro rivolto alla popolazione e agli antifascisti.Sono stati nel complesso limitanti e, anche grazie a loro, sulla manifestazione è stato messo il cappello da parte del PD, che è passato, anche tramite i Giovani Democratici, come promotore e organizzatore.

Hanno fatto la loro passerella il sindaco Biffoni, mai interessato ai temi dell’antifascismo come in questa occasione e soprattutto che non risulta essere promotore di politiche sociali sul territorio che limitano il proliferare del fascismo (costruzione di case popolari etc.), il presidente della regione Rossi, che distrugge da anni la sanità toscana ingrossando le fila degli insoddisfatti che grazie alla propaganda finiscono per incolpare gli immigrati dei loro mali, la Cgil, che con le sue politiche sindacali fa più le parti di Confindustria che dei lavoratori.Tutto questo ha portato a far passare il messaggio del fronte antifascista composto da tutte le forze possibili, alla retorica della pluralità come valore in sé e indirettamente, della ricostruzione di un centro sinistra ampio che sia in grado di non lasciare la città in mano ai fascisti.La lettura finale è di una vittoria parziale del PD, che ha ancora ramificazioni in tutto lo spettro istituzionale, sindacale e associativo, che lavorano per esso, direttamente e non, che è riuscito a farsi passare come antifascista e capitano del fronte antilega in vista delle prossime elezioni, una sconfitta totale delle altre forze politiche che hanno partecipato, alle quali non è stato permesso di fare interventi, facendo di fatto, numero in una piazza appartenente ad altri.

La nostra unica consolazione e nota positiva è la grande partecipazione che c’è stata e dalla quale dobbiamo ripartire per dare alla città di Prato una vera forza antifascista, che alla prossima occasione sappia riconoscere anche i nemici più insidiosi, quelle istituzioni e forze politiche e sindacali che con le loro politiche contro i lavoratori e i poveri non hanno fatto altro che alimentare il clima di guerra tra poveri che respiriamo ogni giorno e che è linfa vitale non solo per Forza Nuova ma per la stessa Lega.Quindi ci aspetta un grande lavoro, lento e paziente, per costruire delle solide basi per un futuro migliore.

Nicola Bitozzi