URBINO La lotta contro le disuguaglianze parte dall’università

Flavia Pallucca, studentessa universitaria di 20 anni originaria di Viterbo e iscritta al corso di Scienze Politiche all’Università di Urbino, racconta la propria esperienza.

Perché hai scelto Urbino per cominciare i tuoi studi universitari?

Ho deciso di frequentare l’universitá  ”Carlo Bo” di Urbino perché ho sempre avuto il desiderio di mettermi alla prova, allondanandomi da casa  e dalle mie amicizie e conoscere quindi una nuova realtá e acquisire nuove esperienze.

Perché hai scelto la facoltá di scienze politiche?

La politica é un fenomeno che ci investe tutti. Nessuno é escluso dalle decisioni di un governo che abbiamo votato democraticamente ma che é sempre piú lontano dai bisogni delle persone comuni. Ho sentito quindi la necessitá  di sviluppare un senso critico riguardo a tali tematiche frequentando il corso di ”scienze politiche e economiche del governo”.

Essendo una studentessa di Urbino quali sono secondo te i problemi che deve affrontare uno studente in questa cittá?

Per studiare all’università gli studenti devono pagare tasse molto alte ogni anno, ma spesso non si capisce dove finiscono questi soldi e per che cosa vengano utilizzati. Dato che pago per studiare vorrei che gli studenti fossero coinvolti maggiormente nel processo decisionale su come gestire le risorse economiche dell’università. Si potrebbero usare per fornire aule di studio attrezzate e aperte anche di sera e nei giorni festivi, per creare dei progetti di sostegno economico per gli studenti che non si possono permettere di pagare, per costruire delle residenze universitarie acccessibili a tutti gli studenti, e così via.

Spesso mi chiedo “ma questi soldi dove finiscono? A cosa servono?” Di certo non ad agevolare lo studente che deve comprare per ogni materia piú di un libro per affrontare un esame senza il supporto di un insegnante che a lezione affronta tematiche non presenti nei testi scelti. Inoltre la mancanza di investimenti nell’istruzione da parte del governo da una parte e la cattiva amministrazione delle risorse di cui l’università dispone si ripercuote anche sull’amministrazione e sul personale universitario. La segreteria dovrebbe essere un tramite tra l’organizzazione interna dell’universitá e lo studente. A tutti peró, sará capitato di ritrovarsi di fronte ad un personale che non sa darti informazioni precise, che ti risponde con frenesia dal momento che hanno a disposizione poco tempo per adempiere ad un numero elevato di mansioni.

Quindi secondo te qual é la soluzione per questi problemi di istruzione?

L’istruzione é un diritto fontamentale, ma i diritti sociali vengono sempre messi in secondo piano perché sono troppo onerosi per lo Stato. Ci deve essere un coinvolgimento di tutti gli studenti per poter cambiare questa situazione. Dobbiamo organizzarci e dare voce alle nostre istanze, è fondamentale attivarsi in prima persona per lottare e difendere il diritto allo studio perchè nessuno lo farà per noi.

Come hai conosciuto Resistenze Internazionali?

Sono venuta a conoscenza di questa organizazzione tramite un militante di Resistenze Internazionali il semestre scorso a Urbino. Sono sempre stata interessata alle lotte sociali e ora voglio attivarmi per sensibilizzare la nostra societá e per lottare per un obbietivo comune che é quello di avere un futuro migliore senza lo sfruttamento lavorativo o le discriminazioni di qualsiasi tipo.

Credi che la lotta possa davvero cambiare le cose?

Sono sicura che per cambiare le cose ci vuole uno sforzo collettivo. Dobbiamo organizzarci ed essere consapevoli che in questa lotta non siamo soli: abbiamo al nostro fianco i compagni di tutto il mondo. Coinvolgendo sempre più persone nella nostra lotta per una società più equa e sostenibile sono sicura che arriveremo a vedere, quando saranno mature le condizioni, grandi movimenti di massa come quello del ’68, o anche di più.