VERONA Oltre 100mila persone in piazza contro il patriarcato

Sabato 30 marzo decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Verona per manifestare contro il congresso mondiale delle famiglie, durato dal 29 al 31 di Marzo. Si trattava di un convegno oscurantista e reazionario organizzato a Verona, che ha visto la partecipazione di esponenti dell’estrema destra e dell’integralismo cristiano provenienti da tutto il mondo.

Questo congresso si proponeva di difendere la ‘famiglia tradizionale’, fondata sul matrimonio di uomo con una donna. Secondo questa concezione il ruolo naturale della donna è quello di restare fra le mura domestiche ad accudire i bambini e a servire il marito. Vengono inoltre negati i diritti delle coppie omosessuali. L’intento di questo congresso era attaccare diritti che le donne hanno conquistato in decenni di lotta del movimento femminista, a cominciare dal diritto all’aborto e al divorzio.

Fra i partecipanti vi era addirittura chi sosteniene la pena di morte per gli omosessuali, come la parlamentare ugandese Lucy Akello, e chi nega l’esistenza del femminicidio e della violenza contro le donne. Al congresso hanno partecipato anche i fascisti di Forza Nuova e vari esponenti della Lega, fra cui i ministri Salvini e Fontana e il parlamentare Pillon. La cosa peggiore è che tale congresso di integralisti è stato patrocinato e finanziato dalle istituzioni e dal governo italiano, malgrado le remore dei 5 Stelle.

Il corteo contro il congresso organizzato dal movimento femminista ‘Non Una di Meno’ è stato molto partecipato e ha innondato Verona di Bandiere rosse, rosa, fuxia e della pace. Il corteo era molto vario e ha visto la partecipazione di soggetti politici e sociali molto diversi: dai radicali di Emma Bonino alla sinistra socialista e comunista, dai cattolici laici e progressisti all’unione degli atei, agnostici e razionalisti. Hanno partecipato inoltre centinaia di associazioni, fra cui Libera, Amnesty International ed altre organizzazioni che si battono per i diritti umani. Alla manifestazione hanno partecipato studenti e lavoratori ma anche famiglie con bambini, etero o arcobaleno. Perché l’unica famiglia è quella felice e composta da persone che si vogliono bene. La cosiddetta famiglia naturale non ha alcuna base scientifica, si basa su mistificazioni ideologiche ampiamente smentite da storici e antropologi. Persone di ogni fede e di diverse idee politiche hanno manifestato a Verona, tutti uniti nelle lotta contro ogni forma di fascismo, sessismo, omofobia e integralismo.

Come ‘Resistenze Internazionali’ abbiamo partecipato al corteo portando il nostro contenuto anticapitalista, perché riteniamo che il patriarcato, la violenza e l’oppressione della donna facciano parte del DNA del capitalismo. Non è certo un caso che il movimento femminista sia esploso in tutto il mondo dopo la crisi economica del 2008, che ha colpito in primo luogo proprio le donne, che si sono viste togliere diritti sociali conquistati in anni di lotte. In particolare le politiche neoliberiste attuate dai governi del capitale hanno colpito in primis le donne, i tagli al welfare per esempio hanno costretto molte donne ad accollarsi nuovamente la cura domestica dei bambini e delle persone anziane.

Le donne colpite da disoccupazione e costrette a lavori sottopagati sono inoltre più esposte alla violenza domestica perché spesso sono costrette ad accettare relazioni con mariti e compagni violenti pur di tirare avanti. Inoltre i tagli ai centri antiviolenza imprigionano molte donne in rapporti violenti e le costringono a sopportare la violenza domestica. Dal nostro punto di vista diritti sociali e civili vanno sempre di pari passo e occorre lottare per entrambi. In questa situazione di crisi del sistema capitalistico non dobbiamo dunque stupirci se certe idee reazionarie e fasciste che pensavamo di aver relegato nella pattumiera della storia siano tornate fuori. Gli integralisti del congresso di Verona intendono fare tornare indietro l’Italia di decine di anni, fare tornare il nostro Paese agli anni ’30, ’40 e ’50, quando ancora le donne non potevano abortire e divorziare. Il loro fine è impedire alle donne di controllare il proprio corpo e di fare liberamente le proprie scelte di vita, influenzando i governi reazionari di tutto il mondo affinché tolgano a donne e omosessuali ogni diritto. Hanno opinioni simili ai fondamentalisti islamici dell’ISIS, anche se seguono un’altra religione. La presenza di ministri del governo italiano a questo convegno di integralisti è preoccupante e non lascia presagire nulla di buono.

La giornata di Sabato a Verona ha dimostrato che tantissime persone, uomini e donne, non si rassegnano alla barbarie e all’oscurantismo e sono disposte a lottare per difendere i diritti di tutte e di tutti. No Pasaràn!

Amadori Massimo