Amazon sostituisce i dipendenti con i robot

Amazon ha trovato dei robot che compiono il lavoro umano 5 volte più velocemente e ovviamente senza pause pranzo o pause bagno, senza ferie, anche 24 ore su 24 e senza malattie, magari un guasto ogni tanto.
Questa notizia per i lavoratori e per i consumatori dovrebbe essere di per sé positiva, per i primi un notevole risparmio di tempo e fatica, spesso le macchine con il loro lavoro risparmiano agli uomini le azioni più gravose, quindi ben vengano, per i secondi significa avere prodotti e servizi ad un costo minore, più velocemente e con meno errori o difetti.
E infatti bisogna essere felici del progresso tecnologico. Il problema non è la tecnologia, ma la gestione della stessa. Sebbene siamo ancora lontani da una sostituzione totale del lavoro umano, già da un secolo si vedono gli effetti dell’avanzamento tecnologico nel mondo del lavoro, grandi aziende che oggi occupano nemmeno la metà dei lavoratori che servivano loro negli anni ’50 ad esempio.


Tutto ciò grava proprio su quei lavoratori e consumatori che più dovrebbero beneficiarne, infatti con l’andare del tempo il lavoro diminuisce, creando disoccupazione, abbassando quindi il potere d’acquisto generale e il potere contrattuale dei lavoratori, consapevoli di poter essere sostituiti da frotte di disoccupati che accetterebbero qualsiasi condizione pur di lavorare. I lavori diventano meno qualificati, spesso basta guardare una macchina che fa il lavoro, aumetando la possibilità di essere sostituiti.


Quindi alla prova dei fatti risulta dannoso il progresso tecnologico? Assolutamente no. Il danno è questo sistema economico che si rifiuta di distribuire risorse e di rendere l’economia partecipata, se non attuiamo già da ora una riduzione dell’orario lavorativo e una socializzazione delle attività produttive sotto il controllo dei lavoratori non riusciremo a far fronte a questo avanzamento tecnologico e ci ritroveremo con pochi lavori, o super qualificati o per nulla, tanti disoccupati e pochissimi super ricchi che a quel punto non avranno nemmeno più la scocciatura dei lavoratori che protestano per le paghe, che si ammalano o che vanno in maternità.


Fino a quando vivremo sotto il capitalismo, il progresso tecnologico sarà un’arma utilizzata contro i lavoratori e i cittadini. Diciamo sì al progresso tecnologico e no al sistema economico sfruttatore nel quale viviamo!


di Nicola Bitozzi